No Pedemontana: “Nell’aria di Desio un cocktail micidiale di inquinanti”

All’incontro dal titolo “Mal’aria” promosso dal comitato di quartiere San Giorgio e coordinamento No Pedemontana sono stati presentati i dati sulla qualità dell’aria, già fortemente compromessa a causa di traffico, industrie e inceneritore. Con Pedemontana peggiorerà.
Gli abitanti di Desio, ma non solo, sono esposti ad un “cocktail” micidiale di inquinanti. Con l’arrivo di Pedemontana, la situazione peggiorerà. E’ il messaggio lanciato dai relatori intervenuti venerdì sera al quartiere San Giorgio di Desio all’incontro dal titolo “La mal’aria, Pedemontana, viabilità, qualità dall’aria e salute” promosso dal Comitati di quartiere San Giorgio in collaborazione con il coordinamento No Pedemontana. Mentre le trivelle della società Pedemontana hanno già effettuato i carotaggi nella zona, in vista dell’apertura del cantiere, il coordinamento No Pedemontana continua a sensibilizzare la popolazione sugli effetti della nova infrastruttura. Alla serata di venerdì, che si è tenuta all’aperto sotto i portici della parrocchia di San Giorgio, davanti ad un discreto numero di persone, sono intervenuti Marco Caldiroli, presidente di Medicina Democratica, Federico Del Prete responsabile mobilità e spazio pubblico di Legambiente Lombardia e Massimo Fossati del comitato di San Giorgio e coordinamento No Pedemontana.

Le fonti dell’inquinamento dell’aria a Desio: trasporto, industrie, forno inceneritore
Marco Caldiroli, presidente di Medicina Democratica, ha presentato una serie di dati allarmanti sulla situazione dell’inquinamento dell’aria, relativi proprio alla città di Desio. “In un anno a Desio vengono emesse 336 tonnellate di ossido di azoto: le fonti principali sono per il 62% il trasporto, il 20 % l’inceneritore, il 10% il riscaldamento delle abitazioni; gli idrocarburi Ipa, cancerogeni, sono 8,6 chili all’anno, dovuti al 30% dalle industrie, il 25% dal trasporto; il nichel è presente con una quantità di 5,4 chili all’anno e la fonte principale, per il 50% è il forno inceneritore, il 30% il trasporto; il carbonio organico volatile è presente con 429 tonnellate all’anno, la fonte principale è l’utilizzo industriale di solventi, seguita dal trasporto”.

Le conseguenze sulla salute: malattie cardiocircolatorie, malattie respiratorie e tumori
“E’ evidente – ha sottolineato Caldiroli – che i cittadini sono esposti ad un ‘cocktail’ di inquinanti. I principali effetti sul corpo sono malattie respiratorie, tumori, malattie cardiocircolatorie. E dalle indagini epidemiologiche si è visto che quando ci sono picchi di concentrazione di contaminanti, la mortalità aumenta. Ad essere colpite sono le persone più fragili. Ma questa situazione indebolisce anche le persone più giovani e sane. L’aspettativa di vita si riduce. Se arriva una nuova fonte di contaminazione sul territorio, la situazione non può che peggiorare. L’unico modo per salvarsi, è togliere o ridurre la quantità di emissione di inquinanti, quindi fare circolare il meno possibile le auto”.

“Pedemontana è un progetto vecchio”
Nel corso della serata è stato più volte ripetuto che serve un cambiamento di rotta. “Se vogliamo stare meglio, dobbiamo ragionare diversamente – ha sottolineato Federico Del Prete responsabile mobilità e spazio pubblico di Legambiente Lombardia – Usare il meno possibile l’auto, muoverci a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici. Dobbiamo spingere le istituzioni a fare scelte in questa direzione”. Pedemontana, è stato ribadito, è “un’opera vecchia, che non ha più senso”. “Se ne è iniziato a parlare negli anni 60: è un progetto superato – ha affermato Del Prete – . In Italia il 77,7 % degli spostamenti sono inferiori ai 10 Km. Di questi, il 60% è di 2 km. Siamo sicuri che ci sia bisogno di una nuova autostrada e non, invece, di creare alternative di mobilità, ad esempio il trasporto collettivo ? Pedemontana non ci porta da nessuna parte. Ci lascia dove eravamo negli anni 60”.

“Con Pedemontana aumenterà anche il traffico cittadino”
Massimo Fossati, del comitato di quartiere e attivista del coordinamento no Pedemontana, ha evidenziato gli effetti della presenza della futura infrastruttura sul territorio: “A Desio ci sarà un maxi svincolo. A San Giorgio la Pedemontana intersecherà la SS36. Lo svincolo Desio nord sarà abbattuto . Chi ora usufruisce dello svincolo dovrà cambiare strada. Il risultato? Più auto si riverseranno sul quartiere di San Giorgio. Chi abita a Santa Margherita e deve andare a Milano, per esempio, passerà dal nostro quartiere. Via Tagliabue, già trafficata, resterà l’unico passaggio da est a ovest . Saremo sotto pressione, sia nel periodo del cantiere e sia in seguito, per il traffico di tutti i giorni”