
Brugherio è il primo comune brianzolo a vietare la dispersione di palloncini e residui. A contribure alla sensibilizzazione anche PlasticFree
Brugherio. Da un mese a questa parte, il comune brianzolo è il primo nella provincia a vietare, tramite un’ordinanza, il rilascio volontario nell’aria di palloncini. La proposta è stata poi confermata dalla nuova amministrazione, questo non impedirà, ovviamente, ai cittadini di continuare ad acquistarli, tuttavia gli stessi non potranno più essere rilasciati volontariamente nell’ambiente, pratica fino ad oggi purtroppo molto diffusa. Brugherio segue così un trend che, seppur non ancora molto diffuso, sta progressivamente prendendo piede in tutta la Penisola allo scopo di tutelare e salvaguardare il patrimonio ambientale e faunistico dall’inquinamento da plastica causato dalla dispersione sul territorio dei residui dei palloncini. A segnare la via era stata, ormai due anni fa, la Provincia Autonoma di Trento, seguita nel tempo da un’altra trentina di comuni italiani, tra cui Barzana, apripista in Lombardia.
A supportare il Comune nel portare avanti in modo proficuo questa scelta anche PlasticFree, tramite Fiorenzo Panigada, Valeria Oriani e Gabriele Livorno, referenti cittadini della Onlus, che, anche grazie ad un protocollo d’intesa firmato nel marzo dello scorso anno, hanno sviluppato diverse attività sul territorio rivolte ad adulti e bambini. Perché come spiega la stessa associazione, che dal 2019 si impegna a contrastare l’inquinamento da plastica e l’abbandono indiscriminato di rifiuti: “I palloncini colorati sono usati ormai in moltissime occasioni: durante feste e compleanni, ai matrimoni, in occasione di ricorrenze quali battesimi, cresime e comunioni. L’impatto che hanno sull’ambiente viene purtroppo ignorato. Studi effettuati a livello internazionale hanno dimostrato le conseguenze dannose dei palloncini e dei nastri colorati che li trattengono in quanto i frammenti che ricadono a terra o nel mare spesso finiscono per essere ingeriti dagli animali causandone irrimediabilmente il decesso. Alcuni animali vengono colpiti dai loro colori vivaci, altri li scambiano per loro prede e il problema riguarda anche gli animali da stalla in quanto non si sa mai dove un palloncino andrà a cadere. La questione si pone anche in presenza della versione biodegradabile dato che, fra lo scoppio e la degradazione del materiale, spesso alcuni mesi, i frammenti ricaduti possono comunque essere dannosi per la fauna selvatica.”
Testimone della chiara comprensione della gravità del problema da parte anche dei più piccoli il disegno, uno tra i tanti, fatto da un piccolo ecologista durante uno dei molti incontri di sensibilizzazione svolti da PlasticFree e inviatoci da Andrea Barcellesi, referente provinciale Monza-Brianza e vice-regionale della Onlus.
