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Montagna, via le croci da vette? Cai: “Un equivoco”

26 giugno 2023 | 08:35
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Montagna, via le croci da vette? Cai: “Un equivoco”

Il Club Alpino Italiano chiarisce la sua posizione riguardo alla presenza e all’installazione di croci di vetta sulle montagne italiane.

Il Club Alpino Italiano chiarisce la sua posizione riguardo alla presenza e all’installazione di croci di vetta sulle montagne italiane. Il Presidente generale, Antonio Montani, in riferimento alla notizia che in questi giorni ha scatenato un’accesa polemica, ovvero la possibilità di rimuovere le croci dalle vette in montagna, ha voluto inoltrare una nota ufficiale per chiarire la posizione del Cai. “Non abbiamo mai trattato l’argomento delle croci di vetta in alcuna sede, tantomeno prendendone una posizione ufficiale. Quanto pubblicato è frutto di dichiarazioni personali espresse dal direttore editoriale Marco Albino Ferrari durante la presentazione di un libro. Personalmente, come credo tutti quelli che hanno salito il Cervino, non riesco ad immaginare la cima di questa nostra montagna senza la sua famosa croce. Voglio scusarmi personalmente con il Ministro per l’equivoco generato dagli articoli apparsi sulla stampa e voglio rassicurare che per ogni argomento di tale portata il nostro Ministero vigilante sarà sempre interpellato e coinvolto”, queste le parole di Montani.
Prima della nota di chiarimento del Cai, Francesca Caruso, Assessore alla Cultura di Regione Lombardia, aveva specificato: “Il simbolo della croce, specialmente in cima alle Alpi e agli Appennini italiani, è custode innanzitutto di una storia e di una tradizione che da secoli hanno contribuito ad arricchire l’identità del nostro Paese. In quegli scenari mozzafiato, che costituiscono un patrimonio paesaggistico e naturalistico di straordinaria bellezza, le croci possono costituire per tutti, al di là del proprio credo religioso, un elemento culturale, e talvolta anche artistico, che si incontra lungo i propri cammini. Sarebbe un errore compiere una scelta così netta magari per allinearsi a una “moda” o ad alcune posizioni laiciste più estreme. Le croci, così come tutti i simboli che caratterizzano l’identità di una comunità, dovrebbero essere strumenti di incontro, confronto e conoscenza anche tra diverse storie, tradizioni, e confessioni religiose. Proprio per favorire questi aspetti fondamentali nel dialogo interculturale, ritengo sia sbagliato accodarsi a quella tendenza all’omologazione e alla negazione dei simboli identitari che sembra caratterizzare molte posizioni ideologiche del nostro tempo. Per questo penso possa costituire un’ulteriore opportunità di arricchimento culturale e anche artistico lasciare aperta la possibilità di poter innalzare anche nuove croci sulle vette delle nostre montagne”.