L’ecomostro di Villasanta ha finalmente un nuovo proprietario

La società Le Residenze S.r.l. è il nuovo proprietario dell’Area Nord, aprendo così la prospettiva di un recupero e di una nuova vita per questa zona inattiva del territorio cittadino.
L’Area Nord di Villasanta, meglio nota come “ecomostro“, ha un nuovo proprietario. Ad annunciarlo è l’Amministrazione Comunale che spiega come il trasferimento degli immobili di pertinenza del fallimento Villasanta Village s.r.l. è stato finalmente perfezionato il 30 giugno scorso. La società Le Residenze S.r.l. è il nuovo proprietario dell’Area Nord, aprendo così la prospettiva di un recupero e di una nuova vita per questa zona inattiva del territorio cittadino.
Dopo sette anni dalla prima asta, il processo di vendita si è concluso, consentendo alla curatela del fallimento di consegnare gli immobili all’acquirente il 3 luglio. Tale avvenimento è stato successivamente comunicato al sindaco Luca Ornago il 5 luglio. Questa operazione segna un importante passo verso la riqualificazione dell’Area Nord di Villasanta, che comprende anche l’hotel incompiuto, noto come “ecomostro” dove si erano concentrate le indagini sul presunto omicidio confessato sulla scheda elettorale alle ultime elezioni politiche. La confessione, “Ho ucciso un uomo, è sepolto in cantiere Area Nord, date lui sepoltura cristiana, vi prego” aveva portato gli inquirenti a compiere diversi sopralluoghi.
Nell’area che circonda lo scheletro sono già stati effettuati scavi ma non è emerso alcun cadavere.
Con la formalizzazione delle procedure di vendita, si avvierà una fase di dialogo tra il Comune e il nuovo proprietario per discutere insieme i progetti di riurbanizzazione e verificare la compatibilità con le destinazioni d’uso stabilite dal Piano di Governo del Territorio (Pgt) di Villasanta, che prevedono la destinazione a “servizi con consumo di suolo“.
Carlo Sormani, assessore all’Urbanistica: “Questa operazione è un successo per l’Amministrazione, alla faccia di chi ha sostenuto per anni e senza prove che l’area non avrebbe mai generato alcun interesse con la destinazione d’uso stabilita dall’Amministrazione. Abbiamo fatto bene a non piegarci alle scorciatoie e alle proposte puramente speculative, magari più comode ma di minor tutela per il territorio e per i cittadini. Una considerazione in più: quando le curatele fallimentari collaborano, pur faticosamente, con gli enti pubblici anziché considerarli avversari, si possono raggiungere risultati rilevanti nell’interesse di tutte le parti in causa”.