Concorezzo, Cereda Calzature abbassa per l’ultima volta la saracinesca con la passione e la gentilezza di sempre

Marilena Cereda ha preso in carico la gestione del negozio di via Paterini dopo la scomparsa del papà Carlo che aveva aperto nel 1949.
Concorezzo. Settantacinque anni di storia che racchiudono passione, gentilezza, qualità e famiglia. Se dovessimo riassumere Calzature Cereda di Concorezzo lo faremmo così. E oggi, sabato 30 settembre 2023, dopo settantacinque anni appunto, Marilena Cereda ha deciso di abbassare la saracinesca del suo negozio di via Paterini per l’ultima volta.
Un negozio, avviato nel 1949 da papà Carlo, che con le sue calzature ha accompagnato generazioni di concorezzesi. E Marilena, che l’arte l’ha sempre avuta dentro, capace di reinventarsi per unire la sua passione alla famiglia. “Papà è morto a 57 anni quando l’attività era più molto fiorente -racconta Marilena. – Io avevo 18 anni e non avevo grande conoscenza ma mi piaceva l’idea di mettermi in proprio. Con l’aiuto di tutti però passo dopo passo ce l’abbiamo fatta.”

Calzature Cereda: la storia
Una passione, l’arte, coltivata da sempre e riadattata quando si è trovata a dover gestire il negozio di scarpe di famiglia. “Mamma, la quinta di sei figli, ha sempre avuto la passione per tempere e pennelli e finite le scuole superiori si è iscritta all’accademia delle Belle Arti di Brera raccontano i figli, Chiara, Anna, Marco e Giulia -. Ha dovuto interrompere il suo percorso universitario per prendere in carico la gestione del negozio quando nonno Carlo è mancato. Inizialmente con l’aiuto di nonna Rosi, poi in autonomia.”
Ma Marilena di rinunciare a ciò che più le piaceva non ci pensava proprio e così, come dicevamo prima, ha riadattato la sua passione nel nuovo contesto. “Le vetrine sono diventate le sue nuove tele, i colori le calzature. Le mani abili hanno costruito negli anni gli allestimenti per il cambio di stagione, vere e proprie occasioni per creare atmosfere calde e accoglienti e valorizzare le scarpe esposte.”
“Prima, una bambina che si sedeva vicino a nonno Carlo battendo chiodini con un martello su un piccolo pezzo di legno mentre lui cuciva tomaie e suole, un po’ per imparare e molto per stare insieme raccontano i figli -. Poi, una donna che sceglie i pezzi migliori tra le file aride dei campionari nei magazzini e, nelle sue vetrine, li circonda di colori e materiali che raccontano storie.”
Molti sono i concorezzesi che almeno una volta hanno comprato un paio di scarpe nel suo negozio. E tutti ne ricordano l’estrema professionalità e l’estrema gentilezza. Una persona che il proprio mestiere lo ha sempre saputo fare con grande semplicità e disponibilità che ha sempre dedicato ai suoi clienti.”

“Nessuna vetrina del negozio è mai stata solo una vetrina e nessuna calzatura solo una scarpa – continuano i 4 ragazzi -. Nonostante la transizione da calzolai a rivenditori, la qualità e la relazione con le persone sono sempre state una priorità, tra voci gentili e colpi di martello. Perché non si fanno più le scarpe, ma aggiustarle e sistemarle, prendersene cura, rimane un’arte antica e attuale al tempo stesso.”
Marilena, classe 1960, è cresciuta in una famiglia e in un’epoca dove il lavoro e il sacrificio la facevano da padrona. Dove non c’era spazio per l’apparire. E così lei, la festa per la chiusura di questo capitolo, neanche la considerava. Sono stati i figli, Chiara, Anna, Marco e Giulia, ad organizzare tutto a sua insaputa.

Tra passione e professionalità
“Prima nostro nonno, poi nostra mamma hanno lavorato meticolosamente negli anni, diventando una presenza costante ma discreta che ha accompagnato il cammino dei cittadini – aggiungono. – E così come hanno iniziato, lasciando che il loro lavoro e la qualità dei prodotti si facessero pubblicità da sé, la chiusura arriva in punta di piedi, silenziosa ed elegante.”
“La cosa che mi mancherà di più sarà il rapporto con i clienti – continua Marilena. – Non me ne rendevo conti perché era la quotidianita.”
Qualità che hanno sempre contraddistinto Marilena, e siamo sicuri anche papà Carlo, in questi anni dietro al bancone. E l’affetto che anche oggi, in questo ultimo giorno, ha circondato il negozio Cereda di via Paterini è un’ulteriore conferma. Cereda calzature non chiude per necessità ma per scelta. In 75 anni è stato capace di superare il mercato, in continuo cambiamento, senza mai scendere a compromessi con la qualità.
Oggi la saracinesca si chiude, è vero. Ma la chiusura di un capitolo spesso significa l’inizio di un altro. E così è per Marilena e la sua famiglia. Adesso è venuto il tempo di dedicarsi a nuove avventure e “tante passeggiate con i nipotini, esclusivamente con scarponcini con suola in vibram”.
“La luce si spegne il 30 settembre 2023 con un pizzico di malinconia e tanta serenità. Le storie ascoltate da chi è passato rimangono qui, tra gli scaffali e sull’uscio. A farci compagnia e illuminare questo pezzo di strada in via Paterini” concludono Chiara, Anna, Marco e Giulia.