Pedemontana: sindaci del Vimercatese in Regione, ma Terzi non si presenta

Confronto soprattutto tecnico, oggi, sull’impatto della D Breve. Spunta un nuovo tema: a Tratta C finita e D Breve da avviare, traffico a rischio di tilt a Velasca per 4 anni.
Declinata sul tecnico, anche questa volta, l’occasione per dialogare sulla Tratta D di Pedemontana da un punto di vista più politico e più ampio. L’audizione che si è tenuta oggi presso la Commissione regionale Territorio, Infrastrutture e Mobilità ha visto la mancata partecipazione della giunta, a partire dall’assessore Claudia Terzi, e la presenza, invece, di figure tecniche di Concessioni Autostradali Lombarde. Speravano in interlocutori di giunta, plausibilmente, i sindaci del Vimercatese intervenuti in rappresentanza del territorio che verrà solcato dall’asfalto della D Breve: Francesco Cereda di Vimercate, Simone Sironi di Agrate, Mauro Colombo di Bellusco. E i vertici del Parco PANE, area verde che sarà completamente tagliata dal tracciato della variante, su più Comuni. Tra i partecipanti anche Luca Santambrogio, presidente della Provincia di Monza che oggi però non ha ritenuto di commentare in alcun modo il passaggio dell’audizione.
DATO POSITIVO
Un dato positivo e nuovo però c’è, ha detto Cereda poco fa, “a voler guardare il bicchiere mezzo pieno, è stata l’occasione per portare le nostre osservazioni e tutti i nostri dubbi anche sulle procedure all’attenzione dei consiglieri regionali che compongono la commissione. L’obiettivo di questa audizione era soprattutto questo ed è stata una seduta lunga ed approfondita“.
UN NUOVO TEMA: I FLUSSI DELLA TRATTA C NEL VIMERCATESE
I funzionari di Cal hanno illustrato il cronoprogramma generale che prevede l’inizio dei lavori per le tratte B2 e C entro il 2023 per una durata di tre anni. La Tratta D Breve partirebbe nel 2027 per concludersi nel 2030. Tra le date si legge un’informazione di particolare rilievo: per diversi anni, nei quali la C sarà percorsa dalle auto ma la D Breve non sarà ancora pronta, i nuovi volumi di traffico si troveranno all’altezza di Velasca a dover confluire nella Tangenziale Est, “è chiaro che questo potrebbe creare dei problemi notevoli al traffico locale – ha commentato Cereda – se fossero vere le previsioni di Pedemontana”. Quelle previsioni, per intenderci, che escludono l’ampliamento della Tangenziale Est come alternativa alla D Breve. Era la proposta dei sindaci, avanzata in più sedi e anche nelle osservazioni ufficiali al progetto. Il potenziamento della Est era visto come positivo sul traffico ma senza il sacrificio ambientale e le spese astronomiche di Pedemontana. Secondo quanto illustrato da Cal, questa opzione richiederebbe però di raddoppiare la portata della Est da due a 4 corsie per senso di marcia, senza contare le due di emergenza. Pena, un rischio tilt. Da qui la bocciatura della proposta. Ma allora, dovremo aspettarcelo, quel tilt, quando i flussi della nuova tratta C dovranno immettersi in tangenziale Est in attesa che venga completata la D Breve? La questione è tutta aperta.
QUESTIONE DI PRIORITA’
Si tratta di problemi, ipotizza Cereda, che potrebbero non essere sul piatto oggi se Regione si fosse prestata al confronto due anni fa, anzichè marciare verso la realizzazione dell’autostrada. “Se si fosse considerato prioritario il prolungamento della metropolitana M2 a Vimercate – sostiene il sindaco – anzichè lasciarlo avanzare a passo di lumaca, e si fosse tenuto in stand by il progetto dell’autostrada, forse oggi i pendolari del territorio potrebbero contare sulla metro, le auto sarebbero di meno e la Tangenziale Est basterebbe, senza quella necessità di raddoppio che ci viene raccontata. Questione di priorità”.