Regione Lombardia stanzia 500mila euro per la bonifica della Lombarda Petroli

29 novembre 2023 | 14:04
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Regione Lombardia stanzia 500mila euro per la bonifica della Lombarda Petroli

Ai sette milioni di fondi PNNR già stanziati per la progettazione e la rigenerazione dell’area dell’ex raffineria, nello specifico per i lotti B, C e D, andranno ad aggiungersi 500mila euro di fondi regionali per la caratterizzazione del lotto E, quello delle cisterne, escluso dal precedente maxi-finanziamento.

Villasanta. Buone notizie sul caso della bonifica dell’ex raffineria Lombarda Petroli, di Villasanta. Ai sette milioni di fondi PNNR già stanziati per la progettazione e la rigenerazione dell’area, nello specifico per i lotti B, C e D, andranno ad aggiungersi 500mila euro di fondi regionali per la caratterizzazione del lotto E, quello delle cisterne, escluso dal precedente maxi-finanziamento. L’obbiettivo è quello di dare nuova vita al percorso di recupero dell’area attraverso il finanziamento di una più approfondita attività di studio del terreno.

Un successo per l’Amministrazione comunale di Villasanta che a inizio novembre aveva presentato a Regione Lombardia un’istanza di finanziamento per la caratterizzazione integrativa del lotto E. A dare la notizia il sindaco Luca Ornago durante il consiglio comunale di lunedì 27 novembre, consiglio che ha visto anche l’approvazione all’unanimità di un ordine del giorno per chiedere a Regione di erogare ulteriori risorse economiche e di integrare l’intervento di bonifica del lotto nel cronoprogramma dei tre lotti già finanziati.

“Il tema legato alle bonifiche e al risanamento dei territori inquinati è una priorità assoluta di questa Giunta – ha spiegato Giorgio Maione, assessore regionale all’Ambiente che ha proposto in Consiglio la seconda programmazione economico finanziaria 2023 degli interventi per le bonifiche ambientali del territorio, poi approvata, che ha visto coinvolta anche Villasanta. “La nostra attenzione è andata alle situazioni problematiche che si protraggono da decenni, con questo nuovo stanziamento di risorse stiamo dando una svolta decisa a tutela dei cittadini e dell’ambiente”.

GIORGIO MAIONE, ASSESSORE ALL'AMBIENTE E CLIMAGiorgio Maione insieme ad Attilio Fontana

Nello specifico il finanziamento di 500mila euro si inserisce nel contesto del Piano di caratterizzazione relativo al lotto E, approvato nel 2011 dal Comune di Villasanta, la cui esecuzione era stata auorizzata per la Società Lombarda Petroli. Ad oggi però, come sottolineato anche da Regione, il piano non risulta ancora realizzato, né risultano avviate le attività di indagine e le attività di dismissione dei serbatoi, preliminari alle indagini di caratterizzazione.

La storia del disastro ambientale

Nella notte tra il 22 e il 23 febbraio 2010 a Villasanta, verso le 3, ebbe origine uno dei più grandi disastri ambientali della storia della Brianza e dell’intera Lombardia. Dalle sette cisterne dell’ex azienda petrolifera Lombarda Petroli furono sversati dolosamente più di due milioni e mezzo di litri di petrolio. Il carburante, colato nei tombini della fabbrica,attraversò chilometri di fogne intasando il depuratore di Monza e riversandosi nel Lambro. Il tutto in poche ore, prima ancora dell’arrivo dell’allarme agli enti territoriali.

A poche ore dall’avviso del disastro si formò una task force composta dai Vigili del Fuoco, dai volontari della Protezione Civile e dai tecnici dell’ARPA, dal corpo forestale dello stato. Un tavolo tecnico che portò al coordinamento di un piano di emergenza per la gestione del disastro. Il carburante, nel frattempo, continuò a procedere e guadagnare chilometri su chilometri lentamente lungo il Lambro superando le dighe galleggianti e gli sbarramenti realizzati per arginare l’avanzata della grande macchia nera e arrivando a minacciare il Po.

La corsa dell’onda nera di carburante che aveva ormai superato il territorio brianzolo fu fermata con il contributo dell’Esercito e della Protezione Civile nazionale, all’altezza della centrale elettrica di Isola Serafini (PC). Un intervento congiunto che portò ad abbassare le paratie della diga facendo defluire solo l’acqua pulita sul fondo. Grazie all’utilizzo delle idrovore venne aspirata la maggior parte degli idrocarburi. Un intervento che evitò alla massa di carburante di raggiungere il delta del Po e il Mar Adriatico. Il materiale che, il 26 febbraio 2010, raggiunse infatti il mare grazie ad altri interventi attuati velocemente lungo il restante corso del Po, era così poco da non costituire un pericolo per l’ambiente.