Da Besana a Tartu, il racconto del trionfo della brianzola Annalisa Motta: la neo-campionessa europea di Powerlifting

La vittoria dell’Europeo è un traguardo a cui Annalisa aspirava molto, soprattutto dopo il settimo posto all’IPF World Open Championship di quest’anno, ovvero la sua prima uscita internazionale. Quella in terra Estone è stata, invece, una “spedizione” da incorniciare per lei e per tutta la Brianza.
Tartu (EE). Una vita intera con lo sport nel sangue: dagli studi universitari, alla grande passione per la ginnastica artistica, da atleta prima e insegnante poi, passando per l’attività di personal trainer, fino al Powerlifting. In soli 28 anni, Annalisa Motta, besanese, ha costruito la propria carriera, tra passato, presente e futuro, attorno agli sport del proprio cuore, aprendosi, al contempo, a nuove frontiere. Come quella del Powerlifting, che negli scorsi giorni le ha dato la grande soddisfazione di diventare campionessa europea, dopo soli due anni (e poco più) di carriera alle spalle.
In esclusiva a MBNews, la neo-campionessa ha raccontato di sé, delle sue passioni, del suo trionfo recente, e delle aspirazioni per il proprio futuro da atleta.
L’intervista
In cosa consiste il Powerlifting?
È uno sport di forza in cui si lavora su 3 alzate: squat, distensione su panca piana e stacco da terra.All’interno della competizione vince chi solleva più chili. Per ogni alzata vi sono 3 tentativi in pedana. È uno sport suddiviso in categorie di peso: io gareggio nella categoria Senior -47kg, che è quella più leggera.
In soli 28 anni hai già avuto diverse esperienze a livello personale e sportivo, come la laurea in scienze dell’attività fisica per il benessere, la ginnastica artistica, la personal trainer e adesso il Powerlifting. Quali fra queste hanno segnato di più la tua vita?
A livello sportivo, senza dubbio la ginnastica artistica, perché l’ho fatta per 18 anni e mi ha segnato molto, e adesso tutto quello che ho imparato e vissuto lo sto trasmettendo a chi vuole fare di questa passione il proprio lavoro e la propria vita.
In termini di stile di vita, invece, è stato molto importante, invece, il percorso di studi universitari che ho scelto (scienze motorie). Percorso, che, tra l’altro, coincide con quello lavorativo attuale, essendo personal trainer.

Come ti sei avvicinata al Powerlifting?
Ho smesso di fare ginnastica a 22 anni, e andavo ancora all’università, ma non contemplavo l’idea di non far nulla dopo aver concluso quella parte di carriera agonistica. Mi sono quindi iscritta in palestra, dove ho avuto la fortuna di avere un caro amico che allena proprio in questa disciplina. Grazie a lui e al suo coinvolgimento, ho iniziato ad allenarmi proprio nell’ottica di mettermi in gioco in questo sport. All’inizio ho svolto un lavoro introduttivo, ma in pochi mesi ho raggiunto un livello ottimo di sollevamento chili a livello competitivo in ottica nazionale. Dopo pochi altri mesi ho partecipato alla gara nazionale classic open, dove ho ottenuto un secondo posto.
Quanto allenamento c’è dietro a un Europeo?
Partendo dal giorno zero, gli allenamenti settimanali sono quattro da tre ore circa. Per quanto riguarda l’Europeo, invece, facevo cinque allenamenti a settimana, sempre da tre ore ciascuno. Oltre agli allenamenti specifici per prepararsi alle tre alzate, in palestra si lavora inserendo esercizi che tendono a far allenare quei muscoli che non sono esattamente coinvolti principalmente nelle alzate, ma che sono utili come supporto generale per il fisico. Di quale tipo? Generalmente sovraccarichi, manubri, e altro.
Puoi raccontare dell’esperienza europea in Estonia e della vittoria che hai conseguito?
L’ho vissuta assolutamente in modo positivo, ma già a priori, perché grazie alla preparazione avevo raggiunto, alla vigilia della competizione, un buon livello fisico-mentale. Le sensazioni erano molto positive e già avevo l’idea che la gara potesse andare molto bene. Così è stato. In tre ci giocavamo la zona podio, e alla fine io sono stata quella più abile, lucida e determinata. Tra le altre cose, questa mia gara è stata, come prestazione, la migliore in assoluto dal giorno uno: innanzitutto perché tutte le alzate sono state convalidate, il che non mi era mai capitato; poi perché ho messo a segno dei record italiani: innanzitutto quello sul totale (377,5 kg), battendo di 6 kg il precedente, e poi anche su panca (82,5 kg).

E’ stata la tua vittoria più emozionante, importante?
Sì, è stata quella vissuta con più emozione e più testa, anche perché era la mia seconda esperienza di questa importanza, dopo il settimo posto al mondiale. In quell’occasione, essendo anche la prima uscita di grande calibro, l’avevo vissuta in modo irrazionale. A questa esperienza europea in Estonia sono arrivata molto più matura, sia a livello di testa che di fisico, e me la sono goduta molto.
Com’è stato il rientro in Italia?
Assolutamente unico anche perché ho avuto supporto, sin dall’inizio, da tutti: dalla mia famiglia, ma anche da chi lavora con me in palestra e dagli amici.
Obiettivi futuri?
Sicuramente di provare emozioni simili in gare internazionali. Come atleta, a livello fisico e qualitativo, vorrei incrementare la mia esperienza e migliorare ancora di più nei dettagli al fine di avvicinarmi, e raggiungere, gli atleti top a livello mondiale.
Infine, vorrei ringraziare tutte le persone che supportano la mia dedizione e il mio lavoro quotidiano, a partire dal mio allenatore che è il primo ad aver creduto in me e poi tutte le persone che fanno parte della mia vita, dai compagni di lavoro ai miei famigliari.