Il 2024 di Apa Confartigianato Imprese: “Guardiamo alla formazione dei giovani”

Enrico Brambilla, Segretario Generale dell’associazione imprenditoriale, ha fatto il punto su due novità del prossimo anno scolastico: il Liceo del Made in Italy e la riforma degli istituti tecnici.
Monza. Uno dei paradossi del mercato del lavoro italiano è che da un lato circa la metà delle imprese fatica a trovare competenze adeguate, dall’altro uno studente su due ha paura di diventare un Neet al termine del proprio percorso scolastico, ossia un giovane che non studia, non lavora e non fa formazione. Ecco perché la formazione e i giovani sono tra le priorità del programma di mandato di Giovanni Mantegazza, da poco eletto Presidente di Apa Confartigianato Imprese.
Non stupisce, quindi, che sin dall’inizio del 2024, proprio nei giorni in cui scatta il via alle domande di iscrizione per l’anno scolastico 2024/25 alle classi prime della scuola di secondo grado e dei percorsi di istruzione e formazione professionale, Enrico Brambilla, Segretario generale dell’associazione di categoria che rappresenta le imprese artigiane nei territori di Monza e Brianza e Milano Metropolitana, abbia voluto soffermarsi su due novità: il Liceo del Made in Italy e il modello 4+2, cioè quattro anni di formazione secondaria più due in un ITS (Istituti Tecnici Superiori).
IL MADE IN ITALY
“Il Liceo del Made in Italy, al centro dell’attenzione mediatica, è la nuova proposta formativa, contenuta nella più ampia legge sul Made in Italy, a cui ci si potrà iscrivere a partire dal 23 gennaio su piattaforma Unica, sempre che le scuole siano riuscite ad attrezzarsi per una scadenza così stringente” afferma il Segretario generale di Apa Confartigianato Imprese.

“In ogni caso non si può definire un’assoluta novità, visto che il piano di studi del Liceo del Made in Italy non differisce molto dall’attuale Liceo delle Scienze umane – aggiunge – ci sono naturalmente alcune differenziazioni in un percorso da costruire e al quale anche il mondo delle imprese artigiane guarda con interesse”.
I DETTAGLI
In generale il Liceo del Made in Italy, di cui entro il 20 gennaio l’Ufficio Scolastico Regionale e la Regione dovrebbero trasmettere al Ministero dell’Istruzione e del Merito l’elenco delle scuole autorizzate, ha l’obiettivo di promuovere le conoscenze, le abilità e le competenze connesse a quello che rende il nostro Paese un vero e proprio brand, tra i più riconosciuti al mondo per immagine e reputazione e con un valore stimato in migliaia di miliardi di euro.
Ecco perché il Liceo del Made in Italy, nel quale confluirà l’opzione economico sociale di quello delle Scienze umane, ha l’ambizione di rafforzare l’identità culturale e produttiva dell’Italia e di offrire ai giovani una formazione di eccellenza con prospettive lavorative in linea con le dinamiche di un mercato sempre più globale.

Nel primo biennio il piano di studi prevede 891 ore di insegnamento in cui, oltre alla Lingua e letteratura italiana, la parte del leone la fanno la cultura di due lingue straniere moderne, le discipline STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) e l’informatica. Le conoscenze degli specifici settori produttivi del Made in Italy, ma anche i principi e gli strumenti per la gestione d’impresa sono tra gli altri elementi che rendono il Liceo del Made in Italy, almeno sulla carta, un’opportunità innovativa.
GLI ISTITUTI TECNICI
“Per questo tipo di formazione, a partire dal prossimo anno scolastico, in via sperimentale si passerà ad un percorso di istruzione superiore di 4 anni e non più di 5, seguito da 2 anni di specializzazione presso gli Its – spiega Brambilla – è una novità che avrà bisogno di tempo per essere messa a regime”.
“Le nostre imprese guardano anche a questa seconda novità con grande interesse – continua – gli Its, infatti, in questi anni hanno formato giovani molto preparati che hanno trovato immediatamente la possibilità di inserimento lavorativo in azienda ed è, quindi, una strada assolutamente da perseguire”.

I PARTICOLARI
La riforma della formazione tecnica, da sempre tallone d’Achille del sistema scolastico italiano, punta a creare un legame più diretto tra mondo dell’istruzione e quello del lavoro in modo da fornire agli imprenditori, partendo dai bisogni dei singoli territori, le professionalità necessarie allo sviluppo e alla crescita economica e sociale.
In questa direzione sono previste almeno 400 ore totali di alternanza scuola-lavoro già dal secondo anno di studi e l’inserimento di docenti provenienti dal mondo produttivo e professionale. A completare l’offerta anche l’introduzione del “campus”, una comunità composta da scuole, centri di formazione professionale e Its Academy e la promozione di accordi di partenariato per la coprogettazione di percorsi specifici.
“Al tema dell’educazione e della formazione dei giovani Apa Confartigianato Imprese presta molta attenzione – conclude il Segretario generale Brambilla – nell’ottica dello sviluppo del valore artigiano abbiamo pensato di regalare ai nostri associati che ne faranno richiesta il libro “L’emergenza educativa in Italia”, scritto dal Professor Giulio Sapelli ed edito dalla Fondazione Germozzi“.