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Anche LabMonza contro i manifesti anti-femminismo: “Lotta alla violenza di genere incompatibile con posizioni di estrema destra”

11 gennaio 2024 | 17:12
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Anche LabMonza contro i manifesti anti-femminismo: “Lotta alla violenza di genere incompatibile con posizioni di estrema destra”

La lista civica LabMonza ha denunciato la presenza dei volantini anti-femminismo “usati per diffondere messaggi discriminatori, oppressivi e violenti”.

Monza. Anche LabMonza denuncia i manifesti comparsi sui muri di Monza con il logo dell’Associazione Evita Péron a difesa del patriarcato. La lista civica della sinistra monzese si aggiunge così alle voci di coloro i quali hanno chiesto la rimozioni dei manifesti e che ne hanno criticato fortemente i messaggi. Come abbiamo ricostruito in un nostro precedente articolo, i primi a denunciarne la presenza sono stati i militanti del Partito Democratico monzese, che hanno chiesto una presa di posizione da parte di giunta e consiglio comunale.

«Il patriarcato – afferma Emanuela Bandini, portavoce di LabMonza – non è la soluzione al degrado sociale e alla crisi della famiglia tradizionale, come affermato in questi manifesti, ma è parte del problema stesso, e lo mostrano chiaramente i numerosissimi casi di abusi, stupri e femminicidi riportati dalle cronache. Il femminismo lotta affinché tutte le persone siano libere di scegliere per sé stesse, sottraendosi alle costrizioni e all’oppressione delle convenzioni sociali tradizionali». «Il femminismo intersezionale – prosegue il Consigliere Francesco Racioppi – è libertario, antirazzista e antifascista, e la lotta alla violenza di genere è incompatibile con posizioni politiche di estrema destra come quelle sostenute dall’Associazione Evita Peròn, che vorrebbero riportare le donne al Ventennio ingabbiandole nel ruolo di mogli e madri sottomesse all’autorità maschile».

La firma in calce ai manifesti è quella dell’associazione di estrema destra Evita Perón in Rete, nata nel 2006 a Faenza come costola femminile di Forza Nuova e poi confluita nel 2021 nel movimento Rete dei Patrioti.