Università Bicocca, la biomedicina avanza con il progetto In2Sight

L’ateneo è alla guida di un consorzio internazionale che attraverso un microchip innovativo punta a quantificare la reazione immunitaria ai biomateriali e a ridurre il numero di animali coinvolti nelle sperimentazioni.
Di biomateriali, anche se magari all’epoca non si chiamavano così, si parla sin dalla notte dei tempi. Basti pensare che in Egitto, nell’Antica Grecia e a Roma già esistevano alcune primordiali protesi. Da allora, però, la ricerca in questo settore, che si fonda sullo sviluppo di materiali che si interfacciano con i sistemi biologici e organismi riceventi, ha fatto passi da gigante. E continua a farli, anche grazie a In2Sight, un progetto internazionale coordinato dall’Università Milano-Bicocca.
L’ateneo, che ha il suo Polo di Medicina e Chirurgia a Monza, ha guidato i lavori per la messa a punto di un microchip innovativo. L’obiettivo è consentire la quantificazione della reazione immunitaria ai biomateriali a livello cellulare e allo stesso tempo ridurre sia il numero di animali coinvolti nelle sperimentazioni sia i costi di scoperta dei biomateriali.
I DETTAGLI
Il progetto In2Sight, avviato a marzo 2021 da un consorzio internazionale composto da partner accademici, di ricerca e industriali con competenze diversificate e complementari, gode di un contributo decisivo da parte della ricerca italiana.

Insieme all’Università di Milano-Bicocca, soggetto capofila con la guida di Giuseppe Chirico, professore ordinario di Fisica dell’ateneo milanese e il coordinamento del gruppo di Biofotonica del dipartimento di Fisica, infatti, ci sono anche il Politecnico e l’Università Vita-Salute San Raffaele.
“Questo progetto nasce con un preciso intento etico nella ricerca biomedica – afferma Chirico – apre a nuove prospettive nell’applicazione delle nanotecnologie alla medicina personalizzata, fino ad ora inesplorate”.
LE PROSPETTIVE
Durante i suoi primi 30 mesi di ricerca e sviluppo, il progetto In2Sight, che si basa su un rivoluzionario dispositivo di imaging ottico in vivo combinato a metodi di Intelligenza Artificiale, ha mostrato il suo grande potenziale per l’analisi quantitativa prolungata della risposta infiammatoria all’impianto di biomateriali.

Il consorzio internazionale tiene costantemente aggiornato un data sets comprendenti test di validazione e protocolli di utilizzo, depositati sulla piattaforma di dati open access Bicocca Open Archive Research Data (BOARD). Un brevetto europeo è già stato sottomesso e in fase di validazione.
I prossimi passi di In2Sight sono legati anche al fatto che è parte integrante della Cost Action Improve, un’infrastruttura paneuropea dedicata ad accelerare la traduzione di nuove tecnologie per la pratica clinica e preclinica.
L’ECCELLENZA
In attesa degli sviluppi, che pongono l’Università di Milano-Bicocca all’avanguardia nella ricerca biomedica, l’ateneo continua a celebrare i 25 anni dalla sua istituzione, nata dall’idea di riqualificare un quartiere industriale per dargli una destinazione culturale e innovativa.

La Bicocca, che negli anni è cresciuta sino ad avere oggi 37 mila studenti, più di 1180 professori e ricercatori, 77 corsi di laurea e un campus di 144 mila metri quadri, infatti, si sta raccontando con la mostra intitolata“Dagli operai agli studenti: le trasformazioni del quartiere Bicocca tra deindustrializzazione e nuove opportunità”.
Fino a luglio, nell’edificio U6-Agorà in piazza Ateneo Nuovo a Milano, tra le altre cose, si potrà ammirare una selezione di 40 fotografie in bianco e nero che mostrano visivamente la metamorfosi dell’area da fabbrica delle cose a fabbrica delle idee. Un percorso circolare e virtuoso in grado di generare, poi, altre cose, diverse da quelle di un tempo.
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