I rischi dell’Intelligenza artificiale, Apa Confartigianato cerca le risposte giuste

20 marzo 2024 | 09:07
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I rischi dell’Intelligenza artificiale, Apa Confartigianato cerca le risposte giuste

Nel primo appuntamento di ConfartigianaTALK, il ciclo di incontri organizzato dall’associazione imprenditoriale, si è parlato di come e quanto la tecnologia generativa impatterà sul lavoro. E dei rimedi per restare umani.

Monza. Un mondo dove il virtuale ha la meglio sul reale, il vero e il falso si assomigliano fino a diventare indistinguibili, la tecnologia surclassa gli esseri umani decretando la fine di milioni di posti di lavoro. Sembra un film di fantascienza. Invece, è lo scenario che l’intelligenza artificiale sta già realizzando e potrebbe completare nei prossimi 20 o 30 anni.

Se tutto questo spaventa, o almeno dovrebbe far riflettere, non tutto è ancora perduto. Esistono alcuni consigli e contromisure. Da mettere in campo, però, nell’immediatezza. Perché, come hanno sottolineato i relatori del primo dei cinque appuntamenti di “ConfartigianaTALK – Ne parliamo in 60 minuti”, a rischio potrebbero essere non solo i posti di lavoro, ma il nostro modo di emozionarci e di vivere con gli altri. Insomma di essere umani.

LA QUESTIONE

Non a caso proprio Umano, poco umano” è il titolo del nuovo libro di Mauro Crippa, Direttore Generale dell’informazione e della Comunicazione Mediaset. Che, nella serata organizzata nella sua sede monzese da Apa Confartigianato Imprese in collaborazione con l’azienda Novocart, ha dialogato sull’intelligenza artificiale con Matteo Flora, imprenditore e docente e con Giuseppe Girgenti, co-autore del libro e filosofo.

“Dove arriva l’intelligenza artificiale, che oggi è ancora nella sua versione base ma è destinata a crescere nei prossimi anni, fa meglio degli umani – afferma Crippa sollecitato dal giornalista e conduttore di ConfartigianaTALK, Roberto Poletti – già ci sono conduttori televisivi e radiofonici totalmente virtuali e digitali o aziende editoriali europee che licenziano giornalisti perché per fare notizie sul meteo o sul traffico bastano giornalisti virtuali”.

LE CONSEGUENZE

Se in Indonesia perfino un candidato alle ultime elezioni presidenziali ha usato l’intelligenza artificiale generativa per incrementare la sua presenza pubblica sui social, i lavori che saranno più colpiti da questa vera e propria rivoluzione industriale tecnologica saranno molti.

confartigiana talk - mb

“L’impatto sarà devastante soprattutto per i colletti bianchi, i creativi e gli operatori dell’ingegno, ma per il Fondo Monetario Internazionale toccherà il 60% delle professioni – assicura Flora – avvocati, commercialisti, copywriter e pubblicitari saranno radicalmente influenzati dall’intelligenza artificiale. Per gli artigiani non sarà questione di vita o morte, ma non basterà più il saper fare tipico di tante aziende della Brianza”.

“Avrà la meglio chi riuscirà ad abbracciare i vantaggi della tecnologia per competere al meglio su mercati verticali – continua – centinaia di venditori e addetti al marketing virtuali che si spostano sulla rete alla ricerca dei clienti mettono in secondo piano la qualità del prodotto“.

L’ARTIGIANATO

Per le tante piccole e medie imprese artigiane che costituiscono la tradizione e la forza dell’economia di Monza e della Brianza, l’urgenza di adeguarsi al trend innescato dall’intelligenza artificiale, da cui non sembra possibile tornare indietro, è il loro presente. “Le intelligenze artificiali decuplicano il loro potenziale ogni 4 mesi, mentre l’intelligenza umana non cresce” sentenzia Flora.

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Eppure l’artigianato, nelle sue svariate forme e nelle sue conoscenze tramandate di generazione in generazione, può avere ancora un futuro anche senza dover stravolgere la propria identità per salire sul treno della tecnologia generativa. “Bisogna aumentare gli aspetti di esclusività e di personalizzazione dei prodotti perché sulla massificazione non si può più competere” afferma Crippa, che nel suo libro “Umano, poco umano” propone metodi per contrastare i danni dell’intelligenza artificiale.

I CONSIGLI

Seguendo la logica che, in un mondo globalizzato e interconnesso, l’unico sovranismo da difendere è quello della mente, nel primo appuntamento di ConfartigianaTALK, a cui hanno assistito con interesse e partecipazione un’ottantina di imprenditori legati al mondo di Apa Confartigianato Imprese, si è parlato di esercizi spirituali.

“Dobbiamo salvaguardare ciò che propriamente umano, quindi prenderci cura dell’io, dell’autocoscienza e delle relazioni interpersonali e sentimentali – sostiene Girgenti – come gli esercizi spirituali propongono momenti in cui isolarsi dal mondo per riflettere e pregare, così dobbiamo imporci, una volta a settimana o anche al mese, situazioni in cui favorire il pensiero critico e coltivare coscienze libere“.

Giovanni Mantegazza - mbGiovanni Mantegazza

Per opporsi all’intelligenza artificiale generativa, che è dinamica e capace di imparare, il ritorno ai Classici, dall’antica Roma ad Atene, è, secondo i due autori del libro “Umano, poco umano”, la strada da intraprendere. “Come spesso è accaduto nelle grandi crisi della storia umana, fermarsi e guardare indietro è la valvola di salvezza per ricominciare” suggerisce Girgenti.

PROSPETTIVE

L’artigianato, in un certo senso come la scuola, che deve stare attenta a non cedere completamente alla tecnologia il compito dell’insegnamento per non svuotare la professione del docente, può diventare un baluardo in grado di perpetuare il valore autentico della produzione di beni e servizi.

“La tecnologia va avanti e non si può fermare – afferma Giovanni Mantegazza, da poco eletto presidente di di Apa Confartigianato Imprese – noi, però, dobbiamo cercare di coadiuvarla ed utilizzarla, attraverso la nostra intelligenza artigiana, per il benessere di tutti”.

“Crediamo che i valori dell’intelligenza artigiana siano utili non solo per le imprese, ma anche per ricostruire qualche pezzo della nostra società che si sta sfilacciando” aggiunge Enrico Brambilla, Segretario generale dell’associazione di categoria che rappresenta le imprese artigiane nei territori di Monza e Brianza e Milano Metropolitana. Parole, proprio nei giorni in cui si festeggia San Giuseppe artigiano, che suonano almeno come un buon auspicio.