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Assemblea No Pedemontana Lesmo: boom di cittadini

26 marzo 2024 | 16:02
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Assemblea No Pedemontana Lesmo: boom di cittadini
L'assemblea del gruppo No Pedemontana a Lesmo.

Sala consiliare affollata per l’assemblea pubblica del gruppo No Pedemontana Lesmo. Preoccupazione per il cantiere, il traffico, l’interruzione del Besanino.

Sala Consiliare gremita a Lesmo per l’assemblea pubblica su Pedemontana promossa dal gruppo No Pedemontana Lesmo Camparada Arcore. Nella serata di ieri, lunedì, sono stati oltre 100 i cittadini che hanno risposto all’invito del comitato, per conoscere il futuro del territorio in vista di scavi e cantieri funzionali alla realizzazione della Tratta C. A fare gli onori di casa i volontari del gruppo (tra cui Massimo Stucchi e Giovanna Gattel) che da tempo approfondisce, si confronta e prende iniziative per scongiurare l’arrivo dell’autostrada o per limitare i danni ambientali che si prevedono. Un lavoro immenso quello del comitato che, per illustrare ai presenti le prospettive operative sul territorio Lesmo-Biassono-Arcore, ha studiato il progetto pubblicato dal Ministero dell’Ambiente riassumendo oltre mille slide e traducendone i tecnicismi, laddove possibile.

assemblea no pedemontana lesmo

LA RELAZIONE DEL COMITATO NO PEDEMONTANA LESMO

“Dobbiamo precisare che questi documenti non sono aggiornati alle ultime modifiche – ha detto Massimo Stucchi alludendo alle opere ottenute dall’Amministrazione comunale uscente nel confronto con Apl- ma l’indirizzo non cambierà di molto. Questo è quello che succederà”. Nella relazione, i dettagli del tracciato sui terreni di Lesmo (per meno di un terzo in galleria), ma anche quelli del cantiere di servizio. Si tratta, come già illustrato dal comitato, di un’area agricola di oltre 17mila metri quadri a Peregallo, in corrispondenza con la rotonda della Yamaha. L’elenco che Stucchi ha stilato di quello che vi troverà sede ha lasciato smorfie di contrarietà sui volti del pubblico, un insieme variegato fatto in gran parte da cittadini comuni, dai giovani agli anziani, ma anche di politici locali (diversi della maggioranza uscente) e di amministratori di altri Comuni, come Villasanta.

NEL CANTIERE OPERATIVO ANCHE UN IMPIANTO DI BETONAGGIO

A preoccupare di più del centro operativo di Pedemontana a Lesmo è l‘impianto di betonaggio “che funzionerà 10 ore al giorno, a 30 metri dalla scuola materna“. Ma ci saranno anche 8 aree parcheggio per mezzi pesanti, 13 per veicoli di servizio, area lavaggio mezzi, magazzino, baracche di deposito, una pesa per automezzi, un distributore di gasolio, un dissabbiatore, una zona di accumulo acqua per l’impianto di betonaggio, un’area di stoccaggio per materiali di risulta, stoccaggio inerti, un deposito di prodotti chimici. Si teme l’impatto a livello acustico, a poche decine di metri da una scuola dell’infanzia e da alcune case, si teme la polvere, la terra che i passaggi dei mezzi pesanti potrebbero lasciare sulla strada nei 32-64 ingressi della stima di massima. Ma si temono anche “le vibrazioni degli scavi, che non si considerano mai, ma se scavi quattro metri sotto terra con le case vicine il pericolo c’è”. Stucchi ha mostrato ache le classificazioni che il progetto stesso attribuisce ai rischi del cantiere: alti quelli di interferenza con altri veicoli e di investimento.

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LA PROPOSTA ALTERNATIVA PER IL CANTIERE DI PEDEMONTANA A LESMO

Il gruppo No Pedemontana Lesmo non si è limitato a criticare, ma ha già incontrato i vertici Apl un paio di settimane fa e colto l’occasione per delle controproposte. “Sulla base di tutti questi fattori di criticità- ha raccontato Stucchi – abbiamo fatto a Pedemontana una proposta alternativa per il cantiere operativo, quella dell’ex area Blaschim di Peregallo, dismessa, ampia, collocata in una posizione meno impattante rispetto al traffico intenso delle ore di punta che colpisce la sp7 e la sp135. Una proposta secondo noi valida, che potrebbe avere il punto debole di espropri ancora da avviare. Noi però crediamo che se c’è la volontà, la strada si può percorrere”.

 TRAFFICO E BESANINO INTERROTTO

Il tema più critico per il gruppo No Pedemontana Lesmo è quello del traffico. Il cantiere operativo si aprirà sulla Sp135 (non sulla sp7 come inizialmente divulgato) interferendo con la viabilità locale. Il comitato ha chiesto a Pedemontana di aumentare il numero delle piste di cantiere, sezioni stradali provvisorie utilizzate per ridurre le interferenze con le strade provinciali. In questa macrotematica va considerata anche l’interruzione per alcuni mesi della linea ferroviaria nella tratta Canonica-Buttafava. Le soluzioni alternative su strada sono destinate a intrecciarsi con il carico di traffico con un impatto forte sulla viabilità locale. Per questo il comitato ha chiesto a Pedemontana di valutare con FNM “di ripristinare la linea ferroviaria Seregno-Carnate che congiunge le direttrici Como-Milano e Lecco-Milano, almeno per il periodo di sospensione del Besanino“. Una questione, questa della chiusura temporanea del Besanino, che avrà ripercussioni a domino anche sui territori circostanti, in modo particolare Villasanta.

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PEDEMONTANA E LA MAPPA DEI DISAGI

Ma i disagi cui Lesmo si deve preparare con i cantieri non sono casi isolati e avranno corrispettivi su tutti i territori interessati dalla tratta di Pedemontana. Un esempio fatto dal gruppo No Pedemontana: l’enorme area di deposito terra prevista su area di Biassono, per 100mila metri quadri circa, “oppure quell’area di Usmate che, da progetto, deve ospitare il campo base con gli alloggi dei lavoratori: una zona agricola collocata tra Arcore e Usmate che dovrà essere rivestita di calcestruzzo per gli anni di cantierizzazione”.

La serata in aula consigliare a Lesmo è stata una preziosa occasione di approfondimento, sebbene parte delle informazioni trasmesse possa subire qualche variazione o aggiornamenti nella fase operativa. Un esempio di mobilitazione costruttiva e pacifica della comunità, tanto più in un comune che si trova commissariato in questi mesi così decisivi per l’iter di Pedemontana..