Settimana speciale al Teatro Manzoni: protagonisti César Brie e Ippolita Baldini

Due spettacoli da non perdere al Teatro Manzoni: giovedì 7 marzo in scena César Brie e venerdì 8 marzo con Ippolita Baldini.
Monza. Dopo l’emozionante performance di Ambra Angiolini, che ha incantato il pubblico lo scorso sabato sera con la storia avvincente di Oliva Denaro, il Teatro Manzoni di Monza si prepara ad accogliere una settimana straordinaria, ricca di eventi imperdibili.
Giovedì 7 marzo 2024, le luci del palcoscenico si accenderanno per il nuovo spettacolo dell’acclamato artista argentino, César Brie. Dopo aver incantato il pubblico milanese, Brie giunge a Monza con Re Lear è morto a Mosca, lo spettacolo che racconta la storia di Solomon Michoels e Veniamin Zuskin, due attori e registi ebrei russi assassinati da Stalin.
Ma le sorprese non finiscono qui. Il venerdì 8 marzo 2024, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, il teatro ospiterà una serata all’insegna della sofisticata ironia di Ippolita Baldini. Un evento imperdibile che culminerà con un brindisi collettivo nel foyer del Teatro Manzoni, per celebrare l’arte e la cultura in un clima di festa e condivisione.
Re Lear è morto a Mosca
Uno dei più grandi teatri del Novecento, il Teatro Ebraico di Mosca (Goset), è quasi sconosciuto al mondo intero. Il suo fondatore, il regista Aleksandr Granovskij, e Marc Chagall, il pittore e scenografo che gli ha dato un’impronta decisiva, si sono salvati rifugiandosi in Francia, mentre i due straordinari attori-autori protagonisti di tutte le creazioni del Goset dai primi anni venti sono stati assassinati: Solomon Michoels per ordine diretto di Stalin e Veniamin Zuskin dalla polizia politica.
Re Lear è morto a Mosca è uno spettacolo che ripercorre la loro carriera a partire dall’ipocrita funerale di Stato accordato a Michoels, un Miserere durante il quale l’incontro con Zuskin rievoca l’inizio della loro collaborazione, per finire con un Gloria che li vede nei panni del Lear e del Fool, circondati da tutti gli attori del Goset.
Lo spettacolo ha il suo filo rosso nell’allestimento del Re Lear, uno dei pochi testi di Shakespeare allora permessi dal regime staliniano. Durante il montaggio di questo straordinario spettacolo i due, non di rado in disaccordo tra loro, affrontano tutti i temi che hanno costellato la vita del Goset, dai rapporti con il potere alla definizione di una nuova arte dell’attore, dall’ebraismo e la lingua yiddish all’assillante imperativo del “realismo socialista”, dai rapporti amorosi alla vita quotidiana delle famiglie, dal contrasto tra comunismo e fascismo al bisogno di creare spettacoli critici, divertenti e non censurabili.
Nel 1935, il sommo regista inglese Gordon Craig assistette al loro Re Lear in yiddish e ne rimase folgorato. Tornò a vederlo praticamente ogni sera della propria permanenza a Mosca e scrisse a Michoels lettere piene di ammirazione e commozione nelle quali dichiarava di essere stato spettatore del teatro che aveva sempre sognato di fare.
RE LEAR È MORTO A MOSCA
Regia César Brie
Drammaturgia César Brie, Leonardo Ceccanti, con la collaborazione degli attori che hanno proposto scene, testi, danze e immagini
Attori creatori Altea Bonatesta, César Brie, Alessandro Treccani, Leonardo Ceccanti, Eugeniu Cornitel, Davide De Togni, Anna Vittoria Ferri, Tommaso Pioli, Annalesi Secco
Consulenza storica Antonio Attisani
Maestra di danze e lavoro corporale Vera Dalla Pasqua
Scenografia e costumi Giada Fornaciari, Marisa Bello, L’ensemble
Luci César Brie e la compagnia
Musiche Tradizionali yiddish Pablo Brie
Organizzazione Rossella Tansini
Io, Roberta, Ippolita Lucia
Se è vero che gli uragani più devastanti hanno nomi femminili tenetevi forte lei ne ha tre! Roberta Ippolita Lucia, in arte Ippolita Baldini è in cerca del suo centro di gravità, lavora come attrice, cerca l’uomo della sua vita, magari anche tra gli spettatori, non si sa mai. È in continuo movimento perché non è facile avere tre nomi, non è facile avere tre personalità e saperle gestire con equilibrio in un mondo come quello di oggi, così pieno di stimoli e false libertà, ma soprattutto non è facile avere una mamma Marchesa! Tutto questo in uno spettacolo stupefacente al Teatro Manzoni, interpretato da una attrice in ascesa, brillante e divertente che si mette a nudo, senza paura, raccontando di sé, quindi di noi.
IO, ROBERTA, IPPOLITA LUCIA
di e con Ippolita Baldini
collaborazione alla drammaturgia Emanuele Aldrovandi
collaborazione alla regia Marco Silvestri

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