Elezioni europee 2024, Apa Confartigianato ai candidati: “Le Pmi devono contare di più”

L’associazione imprenditoriale ha ospitato cinque esponenti di altrettanti partiti politici. Al centro del dibattito le questioni legate alla competitività, alla competenza e al credito.
Monza. Ormai il tempo sta per scadere. Fra meno di due settimane, l’8 e il 9 giugno 2024, si andrà a votare per eleggere i membri del Parlamento europeo. Un appuntamento che probabilmente non accende l’entusiasmo dell’opinione pubblica, ma di fronte a sfide colossali come la transizione ecologica e digitale, i cambiamenti climatici e la riconversione industriale, ha invece un significato fondamentale per il futuro prossimo.
Anche quello delle imprese artigiane brianzole, che nell’appuntamento di maggio di ConfartigianaTALK, il ciclo di incontri organizzato da Apa Confartigianato Imprese, hanno presentato le loro richieste a cinque candidati della circoscrizione Nord-Ovest alle prossime elezioni europee.

Patrizia Toia (Partito Democratico), Gianfranco Librandi (Stati Uniti d’Europa), Gaetano Pedullà (Movimento 5 Stelle), Silvia Sardone (Lega) e Carlo Fidanza (Fratelli d’Italia), a colloquio con Roberto Poletti, giornalista e curatore del ciclo di incontri, hanno cercato di rispondere alle istanze di una platea di imprenditori artigiani che rischiano di far sempre più fatica a portare in alto la qualità del Made in Italy nel mondo.
LE QUESTIONI
“La nostra associazione ha presentato a tutti i candidati italiani alle Elezioni europee 2024 il documento ‘Artigianato e MPMI volàno per le transizioni’ che contiene le proposte per un’Europa a misura di artigiani e piccole imprese” spiega Enrico Brambilla, Segretario generale di Apa Confartigianato Imprese.
“I tre temi principali – continua – sono la competitività perché bisogna creare un contesto in cui le imprese italiane possano far valere i propri mezzi in Europa e nel mondo, le competenze perché è necessario formare personale qualificato in grado di affrontare le sfide dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità e il credito con un abbassamento dei tassi d’interesse che permetta alle aziende di avere più risorse per lo sviluppo”.

“Vogliamo un’Europa più a misura di artigiano, che metta in campo politiche industriali che consentano alle imprese di attuare la necessaria transizione, ma con tempi opportuni e regole bancarie in grado di garantire competitività” aggiunge Giovanni Mantegazza, da pochi mesi eletto presidente dell’associazione che rappresenta gli artigiani e la piccola e media impresa nelle province di Milano Metropolitana e Monza e Brianza.
LE SCELTE
I candidati alle Elezioni europee 2024 ospiti a Monza nella sede di Apa Confartigianato Imprese hanno ognuno una visione diversa dell’Europa che vorrebbero. Ma, nonostante portino avanti le idee dei propri schieramenti politici, su una cosa si dimostrano d’accordo: le istituzioni europee possono e devono essere riformate per attuare politiche industriali appropriate alle enormi sfide socio-economiche già in atto e destinate a determinare i prossimi anni.
“Tutto il sistema produttivo italiano è investito dalla transizione e dal processo di decarbonizzazione che ha un orizzonte temporale fissato al 2050 – spiega Patrizia Toia del Partito Democratico, europarlamentare dal 2004 – ci vuole un’Europa più unita e più forte che metta in campo politiche industriali per la sostenibilità ed investimenti in tecnologie ambientali che portino gli effetti positivi della catena di valore e della ricerca a tutta la filiera, fino alle piccole e piccolissime imprese”.

L’EUROPA NECESSARIA
Sul bisogno di un’Unione europea che non sia vittima dei sovranismi nazionali e sappia tutelare interessi generali di un Continente che deve misurarsi a livello globale con competitor quali Usa e Cina è d’accordo anche Gianfranco Librandi.
“Non possiamo isolarci nella pur magnifica Italia, da soli non facciamo nulla – afferma, nel corso del suo intervento a ConfartigianaTALK, l’imprenditore varesino, ex deputato della Repubblica italiana ed ora candidato alle Elezioni europee 2024 con Stati Uniti d’Europa – l’Europa è la nostra salvezza, l’euro ci ha fatto risparmiare 600 miliardi di interessi. C’è bisogno di un progetto moderato che rispecchia molti dei punti del documento presentato da Confartigianato”.

LE POLITICHE GREEN
Su come cambiare l’attuale assetto istituzionale dell’Europa per renderlo più efficiente ed efficace, anche e soprattutto nell’ottica delle imprese, comprese quelle artigiane, i pareri sono discordanti. Silvia Sardone della Lega, che sta concludendo la sua prima legislatura da europarlamentare, boccia senza appello quanto avviene a Bruxelles. “Si perde tantissimo tempo a parlare di questioni poco importanti come l’imballaggio dell’uovo di Pasqua o i tappi delle bottiglie e non si fa nulla per le Pmi – afferma – dell’Europa salvo solo il programma Erasmus“.
Carlo Fidanza, capo delegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo ed ex deputato, invece, aspira in un risultato elettorale che gli permetta di far parte di una maggioranza capace di incidere sulle cruciali decisioni da prendere. “La legislatura quasi conclusa ha mostrato una Commissione europea che, a dispetto di evidenze e studi scientifici, ha sacrificato le ragioni delle Pmi sull’altare delle politiche green – sostiene – vogliamo l’autonomia strategica europea che accorci le catene del valore, ad esempio sulla crisi energetica, e non gravi le imprese di oneri burocratici e finanziari“.

LE POLITICHE SOCIALI
Al centro del dibattito nella campagna per le Elezioni europee 2024 c’è anche il tema di come evitare che la transizione ecologica e digitale crei maggiori diseguaglianze tra una minoranza di ricchi e milioni di persone disoccupate e non adeguatamente formate.
“Veniamo tacciati troppo spesso di essere amici dei fannulloni e nemici delle imprese perché abbiamo varato il reddito di cittadinanza e siamo il partito del no ad opere infrastrutturali inutili come il Ponte sullo Stretto di Messina” spiega Gaetano Pedullà, giornalista, editore e candidato per il Movimento 5 Stelle alle elezioni dell’8 e 9 giugno.

“Noi, invece, riteniamo che non vada lasciato indietro nessuno – conclude – per questo spingiamo verso politiche economiche espansive che prevedano anche un Fondo Green ed uno per l’housing sociale“.