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“Il dolore delle donne”, il nuovo libro del desiano Stefano Motta

26 giugno 2024 | 08:26
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“Il dolore delle donne”, il nuovo libro del desiano Stefano Motta

Lo scrittore e insegnante desiano ha scritto un saggio sulle figure femminili della letteratura, che possono fare riflettere sui temi attuali come la violenza contro le donne e il contrasto agli stereotipi di genere. “Meglio le pagine scomode della letteratura che gli influencer e i pedagogisti a scuola”

I veri influencer si chiamano Omero, Dante, Shakespeare, Manzoni, Morante, Merini, Maraini, Woolf. Grandi autrici e autori della letteratura, che hanno molto da dire ai giovani. Anche su temi delicati e attuali come la violenza contro le donne e il contrasto agli stereotipi di genere. Da questa constatazione, è nato “Il dolore delle donne, la violenza di genere nella letteratura, l’educazione affettiva nelle scuole”, il nuovo libro dello scrittore, insegnante e critico letterario desiano Stefano Motta. 

libro stefano motta desio

Lo scopo della scuola: insegnare a vivere

“L’idea – spiega l’autore – è nata dal fastidio nei confronti di chi propone pedagogisti e influencer nelle scuole”.  Il saggio, appena pubblicato dalla casa editrice Ancora, è ricco di citazioni, a disposizione di insegnanti e studenti. “Raccoglie le riflessioni di tanti anni di insegnamento e osa pagine scomode, per restituire alla letteratura il suo vero ruolo, disturbante e salvifico” spiega Motta. La scuola può avere il coraggio di leggere le pagine più scomode, di non ottundere i sensi della letteratura, di non smussarne gli spigoli più fastidiosi, di insegnarla e di servirsene per lo scopo principale per cui la letteratura esiste: che non è insegnare a scrivere bene, ma a vivere bene. E’ questo il senso del libro.

Le figure femminili, corpi pulsanti

Motta affronta le storie delle protagoniste femminili, analizzandole con realismo. Le protagoniste sono le diverse figure femminili della letteratura, accomunate dal dolore e dalla violenza subita. Storie che potrebbero essere attuali.   “Ogni giorno nelle aule di scuola i nostri studenti incontrano donne maltrattate – si legge nella quarta di copertina-  Francesca, Petra, Griselda, Caterina, Lucia, Gertrude, Emma, Sybil, Nora, Judith, Kora: le loro storie di dolore e di sangue urlano dalle pagine dei capolavori della letteratura, se possibile ancora più feroci delle notizie di cronaca nera. Queste donne ‘di carta’ sono corpi pulsanti, altro che ‘angelicate creature’, guardate e narrate perlopiù da maschi, con tutto ciò che questo comporta”.  

Le pagine più disturbanti della letteratura

Motta, autore di numerosi romanzi e saggi, intende così ricordare al lettore e alla società l’immenso patrimonio culturale che ha a disposizione per analizzare anche il mondo di oggi e trarne insegnamento.  Non solo. L’autore invita ad andare oltre, per conoscere anche le “pagine disturbanti”: “In tempi scomodi, dove il bisogno educativo è più urgente rispetto a quello meramente informativo, occorre ritrovare  il coraggio di abbandonare il terreno confortevole della letteratura conosciuta e riproposta anno dopo anno. Occorre avere il coraggio di osare le pagine più scomode e più dure, che interroghino noi e i nostri alunni non su artifici retorici ma su paradigmi culturali. Troveremo che la donna non è solo blonda testa e claro viso. Le donne nella letteratura sono corpi pulsanti, altro che angelicate creature”. 

Non servono ore di educazione affettiva, ma un nuovo tipo di insegnanti

A portare questo cambiamento, scrive Motta, devono essere le donne, che nella scuola sono le più numerose. “Sono loro  a leggere e spiegare gli autori del canone della nostra letteratura”. “Non serve – insiste Motta – alcuna ora aggiuntiva di educazione affettiva. Occorre un nuovo tipo di insegnanti, capaci di ferire ed essere ferite da pagine scomode”.