Passato presente e futuro dell’intelligenza artificiale

12 luglio 2024 | 12:32
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Passato presente e futuro dell’intelligenza artificiale

L’artificial intelligence (IA) o, in italiano, intelligenza artificiale è un tema molto dibattuto ai giorni nostri in virtù della sua entratadirompente nel panorama virtuale e successivamente sociale. Dalla sua nascita, infatti, ha compiuto passi da gigante trasformandosi da un mero concetto teorico in una tecnologia concreta e pervasiva che permea molti aspetti della nostra vita quotidiana.

Se da un lato l’intelligenza artificiale ha il potenziale per trasformare la nostra società in modi profondi e positivi, migliorando la qualità della vita e aprendo nuove porte, dall’altro è essenziale riconoscere e affrontare i potenziali rischi associati al suo sviluppo e utilizzo.

Questo articolo esplorerà l’evoluzione dell’IA nel corso degli anni, le sue applicazioni attuali e i potenziali rischi futuri che potrebbero derivare dal suo sviluppo continuo.

Dalle origini dell’IA ai giorni nostri

Negli anni ’50, Alan Turing, con il suo “test di Turing“, propose un criterio per determinare se una macchina possiede intelligenza, ponendo le basi per future ricerche. Poco tempo più tardi, durante la conferenza di Dartmouth, McCarthy coniò il termine “intelligenza artificiale“, dando ufficialmente un nome a questo campo di studio.

Successivamente, negli anni ’60 e ’70, l’IA ha visto progressi ingenti ma anche limitazioni tecniche. I primi sistemi di IA, noti come sistemi esperti, erano in grado di eseguire compiti specifici basati su regole predefinite, ma mancavano della flessibilità necessaria per affrontare problemi complessi e non strutturati.

Negli anni ’80 si è avuto un punto di svolta, perché è avvenuta l’introduzione delle reti neuraliartificiali, dei modelli matematici ispirati alla struttura del cervello umano. Queste reti erano in grado di apprendere dai dati, migliorando le loro prestazioni nel tempo senza l’intervento umano. Tuttavia, questa innovazione era troppo avanti per la potenza computazionale del tempo e la scarsa disponibilità di dati limitò inizialmente il loro apprendimento.

Con l’avvento del nuovo millennio, ciò che prima era mancato divenne ormai a disposizione, la potenza di calcolo e la disponibilità di grandi quantità di dati hanno permesso al machine learning di prosperare. Algoritmi avanzati come le reti neurali profonde (deep learning) hanno rivoluzionato il campo dell’IA, consentendo applicazioni in svariati settori come il riconoscimento vocale, la visione artificiale e la traduzione automatica.

Le applicazioni moderne dell’IA

Oggi, l’IA è onnipresente e nelle nostre case possiamo vederne l’esempio più tangibile. Assistenti virtuali come Siri e Alexa e sistemi di raccomandazione di Netflix e Amazon, sono solo alcune delle applicazioni che dimostrano il potenziale dell’IA.

Le applicazioni moderne dell’intelligenza artificiale (AI) sono estremamente variegate e spaziano in molti settori. Ad esempio, nella sanità viene utilizzata per analizzare immagini mediche (radiografie, risonanze magnetiche) e identificare malattie come il cancro. Nei trasporti, vediamo auto a guida autonoma che utilizzano AI per percepire l’ambiente circostante, prendere decisioni e navigare. Negli acquisti online gli algoritmi AI suggeriscono prodotti in base alle preferenze e al comportamento di acquisto degli utenti, creando delle categorie da cui ricavare informazioni.

Perfino in agricoltura è possibile trovare AI, con i sistemi che analizzano i dati raccolti da sensori e droni per ottimizzare l’uso delle risorse (acqua, fertilizzanti) e migliorare i raccolti. Infine, come abbiamo visto anche recentemente su Instagram, l’AI è capace di creare contenuti e persone che riescono ad avere seguito.

I potenziali rischi futuri dell’IA

Nonostante i numerosi benefici che sembrano portare solo punti a favore di questa intelligenza cibernetica, sono presenti anche potenziali rischi che devono essere attentamente disinnescati.

Secondo l’indagine degli esperti di ExpressVPN questi riguardano numerosi campi, ad esempio, primo tra tutti è il mondo del lavoro. Se le macchine diventano sempre più efficienti nello svolgere un compito, vuol dire che non ci sarà più la necessità di una persona fisica nel farlo. Questo potrebbe portare a una crisi occupazionale su larga scala, con implicazioni sociali ed economiche significative.

Un altro campo in cui è possibile rilevare dei rischi è quello della sicurezza. Gli attacchi informatici mirati a manipolare o compromettere i sistemi di IA possono avere conseguenze disastrose. Ad esempio, la compromissione di algoritmi di guida autonoma o di sistemi di gestione delle infrastrutture critiche potrebbe mettere a rischio le vite umane e la sicurezza delle nazioni.

Inoltre, gli algoritmi di IA apprendono dai dati che gli vengono somministrati. Se questi sono discriminatori, l’IA può perpetuare e amplificare questi bias portando a delle conseguenze reali nella vita delle persone. Questo problema è particolarmente rilevante in ambiti come l’assunzione del personale, la concessione di prestiti e l’applicazione della legge.