Metrotranvia Milano-Seregno, l’allarme dei commercianti: “Cantieri abbandonati e affari bloccati”

27 settembre 2024 | 16:24
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Metrotranvia Milano-Seregno, l’allarme dei commercianti: “Cantieri abbandonati e affari bloccati”

Confcommercio denuncia i gravi ritardi nei lavori della Metrotranvia Milano-Seregno: commercianti in difficoltà, cantieri fermi e chiede l’intervento delle istituzioni.

Le proteste montano tra i commercianti locali per i cantieri fermi della Metrotranvia Milano-Seregno, con un coro di lamentele che raccontano di lavori bloccati e danni economici crescenti. “Hanno messo solo transenne e sono spariti”, denunciano i negozianti. “Non c’è nessuno che lavori, e le barriere ci hanno tolto visibilità”. Il cantiere abbandonato non solo ha sottratto parcheggi preziosi, ma in alcuni casi è diventato un ricettacolo di erbacce e rifiuti.

Queste voci di frustrazione sono state amplificate durante la conferenza stampa di Confcommercio Alta Brianza, insieme a Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza, tenutasi oggi, 27 settembre, a Desio. Un video proiettato durante l’incontro ha evidenziato le condizioni in cui versano le attività commerciali, con un appello chiaro: “Vogliamo interventi rapidi per salvare le imprese locali”.

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L’associazione di categoria ha espresso preoccupazione per le difficoltà che sta attraversando l’impresa appaltatrice e ha richiesto trasparenza. “Serve fare immediata chiarezza sul destino concreto di quest’opera, già considerata poco utile – sottolineano il presidente di Confcommercio Alta Brianza Ermanno Gatti e il vicepresidente di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza (con competenza su area metropolitana milanese e province di Monza Brianza e Lodi) Carlo Alberto Panigo – perché senza risposte rapide le ricadute economico-sociali sul territorio saranno pesanti”.

Un fiume in piena anche il segretario generale di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza, Marco Barbieri, che ha denunciato la mancanza di risposte sullo stato del cantiere della metrotranvia. Barbieri ha ricordato come l’associazione si sia impegnata sin dall’inizio per facilitare la comprensione e la gestione del cantiere da parte delle attività commerciali coinvolte. “A partire da febbraio abbiamo lavorato a stretto contatto con Città Metropolitana, l’impresa appaltatrice e i tecnici, organizzando numerosi incontri per spiegare in dettaglio le fasi di cantierizzazione, i tempi previsti e le garanzie sull’avanzamento dei lavori” ha dichiarato. Ma nonostante questi sforzi, la situazione ha subito una battuta d’arresto inaspettata. “Dopo tutto il lavoro fatto per cercare di rendere accettabile un progetto datato di oltre vent’anni, veniamo a scoprire solo dai giornali, il 28 agosto, delle difficoltà societarie dell’impresa appaltatrice. Alla richiesta di chiarimenti, nessuno si è degnato di fornire risposte ufficiali”. Da qui la richiesta di intervento da parte delle istituzione e della politica.

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Tuttavia qualche aggiornamento sulla situazione c’è stato. I sindaci delle città coinvolte sono stati infatti convocati mercoledì 25 settembre in un incontro con la neo consigliera delegata alle infrastrutture della Città Metropolitana, Daniela Caputo che ha spiegato di aver fatto un sopralluogo nel cantiere e di aver sollecitato l’impresa a operare con la massima celerità. “Ho avuto rassicurazioni circa il fatto che le difficoltà societarie sono in fase di risoluzione e ciò favorirà sia la possibilità di reperire le maestranze che la definizione di un nuovo cronoprogramma”. (Leggi qua l’artocolo). Da specificare che la Confcommercio non era presente, in quanto non convocata.

IL TRACCIATO E LE REALTÀ COINVOLTE

Il tracciato previsto della Metrotranvia Milano-Seregno è di oltre 14 chilometri, interessa otto Comuni (Milano, Bresso, Cormano, Cusano Milanino, Paderno Dugnano, Nova Milanese, Desio e Seregno) e prevede 25 fermate. Siglato l’accordo con la ditta appaltatrice dei lavori il 10 gennaio 2023, il cronoprogramma iniziale dei lavori parlava di 38 mesi di cantiere (Leggi qui).

Confcommercio oggi invece denuncia cantieri fermi da mesi e indica in particolare lo stato di grave difficoltà delle imprese a Bresso in via Vittorio Veneto con 105 attività commerciali; a Cusano Milanino, in via Sormani, con 51 attività commerciali; a Nova Milanese con 62 attività commerciali nelle vie Garibaldi e Diaz; a Desio con 57 esercizi commerciali in via Milano e altre 108 attività del centro (vie Garibaldi, corso Italia e ancora via Milano) coinvolte nella rimozione dei vecchi binari del tram dismesso Milano-Desio. Queste sono le attività che maggiormente subiscono la vicinanza dei cantieri, ma allargando lo sguardo sul territorio un dato del Registro Imprese al giugno di quest’anno parla di 5.300 imprese. “Un impatto pesante per tante realtà commerciali con il rischio concreto di danni e chiusure se si dovesse protrarre a lungo lo stallo dei cantieri della Metrotranvia” dichiara Confcommercio. E se le chiusure si potranno contare meglio a fine anno, un altro dato che fa temere per il commercio locale è la mancanza di nuove aperture.

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IL DANNO ECONOMICO E LA RICHIESTA DI RISTORI

Secondo i dati forniti da Confcommercio, le imprese coinvolte hanno già registrato perdite di oltre 5 milioni di euro dall’avvio del cantiere. “Se vogliamo distruggere il tessuto economico locale, questa è la strada giusta”, ha tuonato Barbieri, chiedendo l’attivazione immediata di bandi per ristori economici, sul modello degli aiuti concessi alle imprese penalizzate dai cantieri della metropolitana milanese.

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Anche le istituzioni politiche chiamate in causa durate l’incontro si sono fatte sentire: il sindaco di Desio, Simone Gargiulo, ha prontamente ribadito di essere a conoscenza delle difficoltà che stanno vivendo le imprese e si sta adoperando per ridurre al minimo, dove possibile, i disagi, perchè l’opera non è di competenza comunale. Inoltre all’incontro di mercoledì a Milano ha richiesto di non aprire nuovi micro-cantieri fino al completamento di quelli esistenti. A livello regionale, i consiglieri Fabrizio Figini (FI) e Gigi Ponti (PD) si sono impegnati a portare la questione in Commissione Infrastrutture, con l’obiettivo di fare chiarezza sulle cause del ritardo e accelerare i lavori.