Beatrice Tassone: “Anche noi autistici possiamo lavorare e con PizzAut lo abbiamo dimostrato al mondo”

Autistica e albina, 20 anni, Beatrice Tassone è intervenuta ad un incontro in biblioteca a Desio per iniziativa della Casa delle Donne. Ha presentato il suo manga “Essere Bea” e ha parlato del lavoro da PizzAut. “Non siamo scarti” ha detto, sostenendo i diritti di tutte le minoranze.
“In questa società è difficile essere donna. Essere donna disabile è ancora più difficile”. É stata una testimonianza toccante quella di Beatrice Tassone, intervenuta sabato pomeriggio in biblioteca a Desio per iniziativa della Casa delle Donne. Vent’anni, autistica e albina, Bea lavora come cameriera da PizzAut ed è una disegnatrice. A Desio ha presentato il suo diario-manga “Essere Bea” un progetto editoriale ideato da Silvia Amodio, sceneggiato da Marco Madoglio e disegnato da Beatrice per Coop Lombardia.
Ha parlato della sua passione per il Giappone e il disegno, ma soprattutto ha affrontato temi importanti come l’inclusione, i diritti delle persone disabili e i diritti di tutte le minoranze. “Siamo tutti uguali, perché non capirlo? Perché continuare a fare distinzioni per il colore della pelle o la religione? Io sostengo sempre tutte le minoranze” ha detto Beatrice davanti ad un numeroso pubblico. Un centinaio le persone che hanno ascoltato la sua testimonianza, lasciandosi emozionare e a tratti commuovere dalle sue parole.
La storia di una ragazza autistica e albina
Nel manga, Beatrice racconta la sua storia di ragazza autistica e albina, le sue difficoltà nell’accettarsi e farsi accettare, ma anche i suoi successi. Dagli episodi di bullismo alla crisi in un ristorante affollato e pieno di gente che urlava, all’incontro con Nico Acampora di PizzAut , al suo percorso personale che l’ha portata ad avere una grande consapevolezza di se stessa. Nel libro, oltre ai disegni, ci sono anche alcune frasi e pensieri zen. “Cadi sette volte, rialzati otto”. E ancora: “Tre cose non devi fare nella tua vita: chiuderti, chiudere e farti chiudere”.
“Ragazzi, credete nei vostri sogni”
“Quando ho iniziato a pensare a cosa avrei voluto fare da grande, mi sono preoccupata- ha raccontato – Ai colloqui, mi veniva richiesto di avere esperienza e tutta una serie di caratteristiche che non possedevo”. Beatrice nel suo percorso ha incontrato Silvia Amodio che le ha proposto di lavorare al progetto editoriale per Coop, da cui è stata assunta, e PizzAut. “E’ stata la mia fortuna – racconta – Ho imparato a fare la cameriera, ora lavoro da PizzAut e posso anche dedicarmi alla mia passione da disegnatrice”. La strada è piena di ostacoli e Beatrice lo sa. Per questo, parla direttamente ai suoi coetanei: “Non arrendetevi, credete nei vostri sogni e nei vostri progetti perchè prima o poi tutto torna”.
L’incontro con Mattarella
Con semplicità e chiarezza, Beatrice ha saputo parlare di temi importanti con leggerezza e aggiungendo sempre un po’ di ironia. “Nella vita bisogna essere autoironici“. Tra i vari aneddoti, ha raccontato anche della visita del presidente Mattarella da PizzAute il ritratto che ha fatto e consegnato direttamente a lui. “Ho voluto consegnarglielo di persona, anche se il protocollo non lo prevedeva: il presidente si è emozionato”.
“Anche le persone disabili possono lavorare”
Una bella testimonianza la sua, di ragazza determinata, capace anche di spronare gli altri a dare sempre il meglio di sé. “Non è vero che gli autistici non possono lavorare. Noi sappiamo lavorare e lo abbiamo dimostrato al mondo intero. Siamo stati anche all’Onu e abbiamo appena partecipato al G7 della disabilità. Anche le persone disabili possono lavorare, come tutti. Siamo anche noi esseri umani, non dovete trattarci come statuette o, peggio ancora, come oggetti o come scarti. Anche noi abbiamo il diritto di vivere”.