Dalla Provincia “no” bipartisan al pedaggio sulla Milano-Meda

16 ottobre 2024 | 15:39
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Dalla Provincia “no” bipartisan al pedaggio sulla Milano-Meda
La Milano-Meda a Seveso.

La mozione di centrosinistra approvata all’unanimità: contesta il pedaggio sulla Milano-Meda e chiede impegno sulle compensazioni di traffico e ambiente.

Dal Consiglio provinciale di Monza e Brianza un “no” al pedaggio di Pedemontana sulla Milano-Meda. Nella seduta di martedì 15 ottobre il Consiglio Provinciale ha approvato all’unanimità la mozione presentata dal gruppo di centrosinistra “Brianza Rete Comune” che esprime tra le altre cose contrarietà al pedaggiamento della Milano-Meda, arteria oggi gratuita ma destinata a diventare a pagamento con la sovrapposizione della tratta B2 di Pedemontana.

Il voto, unanime, assume una rilevanza fuori dal comune allineando maggioranza e opposizione della Provincia di Monza e Brianza, al contrario di quanto accade all’interno dell’ente regionale, coinvolto in modo più diretto nell’opera.  “A fronte della mozione approvata – ricordano i consiglieri del centrosinistra – la Provincia si dovrà attivare presso Regione Lombardia per ottenere l’eliminazione del pedaggio in favore del traffico locale. Questo tema, come evidenziato negli incontri dello scorso agosto, negli stessi ambienti regionali crea divisioni all’interno della maggioranza di centrodestra.”

“Questo punto consente di aprire una riflessione più generale – spiega il consigliere Francesco Facciuto – come abbiamo sostenuto e documentato in più occasioni, Pedemontana si mostra gravemente critica sul fronte economico-finanziario. Il peso di queste criticità, nella visione del centrodestra che governa Regione Lombardia, andrebbe scaricato sui cittadini che sarebbero messi di fronte ad una scelta, se utilizzare la Pedemontana, costosissima, oppure se riversarsi sulla viabilità locale, generando un inferno viabilistico su strade già oggi intasate”. E ancora: “Secondo il nostro punto di vista Pedemontana è un’opera pensata non nell’interesse generale, critica sul piano economico, gravemente impattante sul piano ambientale e destinata ad essere sottoutilizzata, come già ha dimostrato la vicenda BreBeMi.”

La mozione contro il pedaggio sulla Milano-Meda discussa ora in Consiglio era stata depositata dal centrosinistra nel mese di giugno. “Gli impegni contenuti nel testo – sostiene il capogruppo Vincenzo Di Paolo – sono ancora attuali, ma è evidente come alcune azioni nel frattempo siano state intraprese e occorra recuperare in incisività. In questi giorni i Comuni della tratta B2 sono interessati da una serie di incontri per definire meglio gli impatti della cantierizzazione e concordare proposte migliorative del traffico. Su questo serve un coordinamento della Provincia che non sia soltanto il mettere attorno a un tavolo i soggetti interessati, ma la capacità di orientare e indirizzare verso una strategia comune. È fondamentale che il lavoro per i Comuni della B2 venga portato avanti anche per i Comuni della tratta C.”

La mozione approvata dal consiglio provinciale non ha interessato solo il pedaggio sulla Milano-Meda. “Sulle compensazioni viabilistiche e ambientali – aggiunge Di Paolo – è necessario implementare le risorse previste a seguito dell’aumento significativo del quadro economico dei costi dell’opera. Da parte di Regione Lombardia, al di là di qualche dichiarazione d’intenti, non è pervenuta finora alcuna disponibilità concreta. Lo stesso consigliere delegato della Lega ha parlato di una convenzione sulle compensazioni viabilistiche ‘annacquata e dispersiva’. Questo è un punto su cui insistere con un ruolo forte della Provincia per sollecitare Regione ad un adeguamento delle risorse.”

Nel testo della mozione approvata all’unanimità, c’è anche un riferimento alla Greenway. Secondo Brianza Rete Comune “serve da parte della Provincia un’azione coordinata per fare in modo che vi siano concrete garanzie in merito alla progettazione e alla realizzazione della Greenway.”

“I primi incontri con il general contractor hanno lasciato forti dubbi nei rappresentanti di tutti gli schieramenti, come confermato anche dalla discussione di martedì in Consiglio, sulla capacità di essere all’altezza di un progetto che nel suo complesso vale 4 miliardi di euro.