Stazione Monza e disabilità: ogni giorno è ordinaria follia

12 ottobre 2024 | 08:12
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Stazione Monza e disabilità: ogni giorno è ordinaria follia

Viaggio a ostacoli in stazione a Monza con l’assessora Fumagalli e il disabile Daniele Valagussa dell’associazione “Abbatti le barriere”.

In viaggio con il disabile Daniele Valagussa tra le barriere architettoniche della stazione di Monza: è un percorso a ostacoli. Il referente del gruppo di Monza dell’associazione Abbatti le barriere ci ha accompagnati in un viaggio tra le banchine, i sottopassi e l’itinerario pedonale verso il centro mostrando le mille difficoltà, anche insormontabili, che incontra una persona in carrozzina. Con lui, anche Alessio e Andrey, colleghi dell’associazione, e l’assessore Andreina Fumagalli, invitata appositamente dal gruppo per aprire un canale di comunicazione con il Comune: “perché ci siamo resi conto che certe situazioni possono sbloccarsi solo se le istituzioni si fanno mediatrici tra le nostre richieste e RFI”, ha detto Valagussa, monzese della zona di Triante.

Primo grande ostacolo per una persona disabile, ma anche per mamme con passeggini e anziani: il Binario 1, quello al quale approdano i treni in arrivo da Milano. Valagussa ha puntato il dito contro quel dislivello tra il piano delle carrozze e la banchina: “sono 30 centimetri che non si sa come superare – dice – eppure questa è la stazione di un capoluogo di provincia, dove passano tratte che collegano 6 province lombarde”. Le soluzioni, dice l’associazione, in altre stazioni sono state trovate, “come a Bergamo o a Genova, dove è stata rialzata solo la porzione di banchina adiacente al binario, con l’aggiunta poi di rampe dolci intervallate, per la discesa verso la stazione vera e propria”.

E, a proposito di rampe, Valagussa ha poi chiesto all’assessora Fumagalli di accompagnarlo a quella da cui si accede al retro della stazione ferroviaria, verso il teatro Binario 7. Il monzese, percorrendola, ha dimostrato le difficoltà di rialita per alcuni modelli di carrozzina, come il suo. Impossibile, superare la pendenza, malgrado il procedere a zig zag per ovviare alla salita. Senza contare l’assenza di corrimano che invece, hanno concordato i tre esponenti dell’associazione, “per le persone disabili e non solo costituisce un importante supporto”.

Altra odissea, poi, per chi dalla stazione di Monza volesse raggiungere corso Milano. Daniele Valagussa ha mostrato le difficoltà, tra marciapiedi e pendenze, nell’arrivare alla rampa pedonale, risalirla e poi immettersi sulla trafficata via Milano. Tagliare per i giardini, neanche a parlarne, con la pavimentazione a “uova”, peraltro gravemente dissestata.

Problematico anche trovare un parcheggio per una persona disabile che arriva in stazione a Monza in auto. Sul lato principale della stazione ce ne sono pochi, alcuni sono stati rimossi per far largo agli stalli con ricarica elettrica e poi c’è il fenomeno del parcheggio selvaggio. Sul retro ce n’è qualcuno di più, ma resta il problema della rampa “insormontabile” per uscire poi dal sottopasso, al ritorno.

Daniele Valagussa ha chiesto all’assessora Fumagalli di farsi portavoce delle istanze dell’associazione in un dialogo con RFI, per quanto riguarda le barriere della stazione, e di prendere invece iniziative di abbattimento sulle aree comunali che la circondano e sulla questione dei parcheggi. Fumagalli, nel percorso a tappe al fianco delle tre persone disabili, ha osservato e ascoltato, poi si è messa a disposizione nell’avvio di un dialogo e  ha spiegato di dover coinvolgere anche il collega di giunta che si occupa di opere pubbliche.

“Chiediamo un supporto in questa battaglia – ha commentato Valagussa – perché per molti è difficile da capire, ma questi ostacoli sono in grado di inibire gravemente molte persone disabili che giorno dopo giorno, rinunciano e si chiudono in casa”