Al Parco di Monza nascono orti botanici, ecco il progetto

25 novembre 2024 | 12:06
Share0
Al Parco di Monza nascono orti botanici, ecco il progetto

Se il Roseto ancora emana, il suo fascino, la storia della Reggia, dei Giardini e degli Orti botanici si intreccia con il sapere scientifico in maniera sempre più concreta.

Il verde con i suoi alberi e il suo straordinario patrimonio di piante non possono che essere protagonisti nella Reggia di Monza con la Villa, i Giardini Reali e il Parco. Se tutto questo esiste ormai da più di 200 anni, visto che il decreto dell’Imperatore Napoleone con il quale il Parco fu istituito come tenuta agricola modello e riserva di caccia risale al 14 settembre 1805, la sensibilità ambientale, in particolare nella sua accezione legata alla floricoltura, ha una storia più recente.

Basti pensare che il Roseto, che si trova nell’Avancorte della Villa Reale, è nato “solo” nel 1964 per volontà di Niso Fumagalli, industriale e presidente dell’Associazione Italiana della Rosa. Il mondo vegetale, comunque, continua ad essere protagonista del Parco di Monza e del complesso monumentale di cui fa parte.

IL ROSETO

Col suo terreno leggermente ondulato, il laghetto e i percorsi tutti da scoprire, il Roseto della Villa Reale dal 1965 al 2015 è stato il luogo del Concorso Internazionale della Rosa che in circa 50 anni ha proposto 4mila nuove varietà e ha portato a Monza i migliori rosaisti di tutto il mondo.

Il Roseto, progettato dagli architetti Francesco Clerici e Vittorio Faglia, ebbe tra le sue madrine più illustri nel 1970 la principessa Grace di Monaco, moglie di Ranieri III e star di Hollywood e nel 1991 Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la Medicina nel 1986 e prima donna a essere ammessa alla Pontificia accademia delle scienze.

Anche se il Concorso Internazionale della Rosa non si svolge più a Monza, il Roseto della Villa Reale in primavera, in particolare nel mese di maggio, mostra ancora il suo volto migliore con una collezione botanica che comprende circa 400 varietà di rose, tra cui la famosa “Bella di Monza”, Rosa modoetientis, una delle più rare, frutto di un’ibridazione risalente a più di duecento anni fa.

Il roseto dal 1965 richiama botanici da tutto il mondo, è un ‘attrattore’ capace di intercettare gli interessi dei turisti verso la nostra città – sottolinea il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia Federico Romani. Ma non c’è solo il roseto. L’intero patrimonio verde del Parco è un volano per l’economia di tutto il territorio e per il turismo all’insegna della cura e conservazione delle piante e della promozione dei temi della sostenibilità ambientale”.

IL PROGETTO

Se il Roseto ancora emana, è proprio il caso di dire, il suo fascino, la storia della Reggia, dei Giardini e degli Orti botanici si intreccia con il sapere scientifico in maniera sempre più concreta. Lo dimostra il progetto “ScienzaViva. Orti botanici e giardini di delizia. Antichi saperi e nuove pratiche per la diffusione della cultura scientifica”, che ha preso il via due anni fa grazie al Consorzio di Villa Reale e Parco di Monza in partnership con la Rete degli Orti Botanici della Lombardia e ReGiS – Rete dei Giardini Storici. e ad un importante co-finanziamento dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR).

aglio-orsino-2

Da un lato si sta cercando di rendere luoghi dalla storia ultracentenaria come il complesso monumentale della Reggia di Monza con la Villa, i Giardini Reali e il Parco protagonisti di un’esperienza inclusiva, aperta a tutti e in particolar modo alle nuove generazioni.

Dall’altro due borsiste di ricerca dell’Università Bicocca di Milano, Sara Borghesan di Cinisello Balsamo e Federica Fasano di Bergamo, si sono messe al lavoro per raccogliere, tra giardini, boschi e prati, campioni di piante nel Parco e nei Giardini Reali. Il risultato è l’“Herbarium Regium Modoetiense”, un Erbario “Reale” della Reggia di Monza , uno strumento molto utile e da comparare con gli erbari ottocenteschi della Villa Reale risalenti al periodo asburgico e conservati al Museo di Storia Naturale di Milano.

GLI SVILUPPI

Al momento sono stati realizzati più di 500 fogli d’erbario che corrispondono a 441 specie. Tra i risultati più sorprendenti c’è il ritrovamento nel Parco di Monza della Klasea quinquefolia, una specie erbacea originaria dell’Asia centrale, presente anche nel Parco della Reggia Imperiale degli Asburgo, a Vienna. Una testimonianza, insomma, del legame tra gli Asburgo e la città di Monza.

parco di monza fioritura

L’obiettivo ultimo del progetto “ScienzaViva. Orti botanici e giardini di delizia. Antichi saperi e nuove pratiche per la diffusione della cultura scientifica” è realizzare una mappa dello stato della biodiversità vegetale del territorio di Monza, un’operazione fino ad ora mai fatta e sempre più importante per migliorare la sostenibilità d’uso del suolo e conoscere la flora del nostro territorio.

Il lavoro del progetto deve ancora dare tutti i suoi frutti. Anche perché, come afferma Adelio Gaviraghi nel suo libercolo “La Bella Addormentata nel Parco”, si deve fare ancora molto per sfruttare l’alto potenziale del polmone verde della Brianza puntando su fiori, pianti e attività legate all’ambiente. “Difatti saranno intensificate le attività volte alla conoscenza e valorizzazione del Parco e dei Giardini Reali”, commenta Bartolomeo Corsini, Direttore Generale del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, “con l’obiettivo di ristabilire l’identità dei luoghi fondendo arte e paesaggio e incrementarne la fruizione e la conoscenza”.

Folliage autunno parco di Monza mb