Chiude lo Stallazzo: lunghi i tempi di ripristino della frana dell’alzaia dell’Adda

Il commento dei sindaci di Cornate d’Adda e Paderno d’Adda: “La sospensione delle attività della cooperativa Solleva allo Stallazzo di Paderno è una perdita per il territorio
e per tutti noi, che in quel luogo sapevamo di trovare uno spazio sempre accogliente, ricco dell’impegno di molte persone, in cui abbiamo avuto l’opportunità di vivere momenti importanti.”
Cornate D’Adda e Paderno D’Adda. “Una perdita per il territorio, e per tutti noi”. Inizia così il comunicato stampa congiunto dei sindaci di Cornate d’Adda, Andrea Panzeri e di Paderno D’Adda, Gianpaolo Torchio. Poche parole per commentare la notizia della sospensione dell’attività della cooperativa Solleva allo Stallazzo. Una chiusura che è la conseguenza diretta della frana che ha colpito diversi mesi fa l’alzaia dell’Adda e, soprattutto, dei lunghi tempi d’attesa per il ripristino del tratto.
“In quel luogo sapevamo di trovare uno spazio sempre accogliente, ricco dell’impegno di
molte persone, in cui abbiamo avuto l’opportunità di vivere momenti importanti – si legge – In questi sei mesi, come sindaci dei comuni di Paderno d’Adda e Cornate d’Adda, abbiamo seguito attraverso Luigi Gasparini (prima, e non unica, ‘anima’ dello Stallazzo) la sempre più precaria situazione del presidio, fino all’ultima, difficile decisione di sospendere l’attività”.
Impatto sullo Stallazzo e sul territorio
Lo Stallazzo, gestito dalla cooperativa Solleva, è da anni un punto di riferimento per il turismo lungo l’Adda. La sospensione delle attività è legata direttamente ai disagi causati dalla frana, che ha interrotto l’afflusso di visitatori. I Sindaci di Paderno d’Adda e Cornate d’Adda, insieme alla Provincia, hanno deciso di rinunciare ad altri progetti per destinare fondi al ripristino della ciclo-pedonale, considerata strategica per l’intera comunità.

La frana sull’alzaia dell’Adda: intervento della Provincia di Monza e Brianza
Lo scorso maggio, una doppia frana ha seriamente danneggiato il percorso ciclo-pedonale tra Paderno d’Adda e Cornate, compromettendo il passaggio di turisti e ciclisti. La Provincia di Monza e Brianza ha deciso di intervenire con uno stanziamento di 30.000 euro per avviare uno studio geologico approfondito. L’obiettivo è identificare le cause del cedimento e pianificare il ripristino del tratto danneggiato.
Secondo il Presidente della Provincia, Luca Santambrogio, il versante è vulnerabile a infiltrazioni, rendendo indispensabili analisi dettagliate. I tecnici hanno già avviato rilievi e sopralluoghi, con il coinvolgimento di esperti geologi per definire l’estensione del danno e stimare i costi di riparazione.
“L’aver reperito le risorse è però un primo passo importante. Altrettanto importante che la Provincia di Monza e Brianza si stia facendo carico almeno di capire come intervenire, poiché ad oggi questo studio non è stato fatto da nessuno – commentano i due sindaci – Solo dopo questa indagine si potrà comprendere se quanto oggi disponibile basterà a sostenere l’intervento e stimare i tempi di realizzazione”.
Il futuro
I tempi di ripristino, tuttavia, non saranno brevi. La frana ha un’estensione significativa, e lo studio in corso determinerà l’effettiva fattibilità degli interventi, che si preannunciano complessi.

“Per questo ora, ancor più di prima, è il momento per mettere insieme le forze e le idee perché la chiusura dello Stallazzo sia solo una breve pausa invernale e possa rapidamente tornare ad essere il luogo vivo che è stato negli ultimi anni; in attesa che il ripristino della alzaia restituisca a tutti l’opportunità di fruire di questi straordinari luoghi”, chiudono Panzeri e Torchio.