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“Giacomo Puccini e i motori”: il legame del maestro tra Monza, musica e velocità

3 novembre 2024 | 09:36
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“Giacomo Puccini e i motori”: il legame del maestro tra Monza, musica e velocità

Anche la musica dei motori attirava l’orecchio di Giacomo Puccini, sostenitore della realizzazione dell’Autodromo. Ecco allora a Monza un concerto per scoprire il cuore rombante del maestro.

Anche la musica dei motori attirava l’orecchio di GiacomoPuccini, il grande compositore toscano che abitò a Monza fra il 1886 e il 1887 in corso Milano. Multato per eccesso di velocità, ideatore del primo fuoristrada e sostenitore della realizzazione dell’Autodromo, progettò anche una motocicletta che chiamò Rondine, realizzata dall’arcorese Gilera.

Un amore a tutto tondo che oggi domenica 3 ottobre viene infatti ripercorso con l’evento a ingresso libero “Giacomo Puccini e i motori”, in Sala Maddalena a Monza. Una conferenza e un concerto per rivivere le più celebri opere pucciniane e scoprire il cuore rombante del maestro in occasione del 100° anniversario della sua scomparsa.

giacomo puccini e i motori concerto

Un evento a cura di Pro Monza e Amici dell’Autodromo, che vede la partecipazione del Fisarmonicista Marco Valenti, facente parte della rassegna “Ma il mio mistero è chiuso in me” organizzato dal Comitato Monzese Celebrazioni Pucciniane che per tutto il mese di novembre celebrerà Giacomo Puccini.

Puccini e l’Automobile: il cuore rombante del maestro

Tutto ha inizio con il primo acquisto nel 1901: una De Dion Bouton 5 cavalli quando all’epoca in Italia circolavano esclusivamente 917 autoveicoli, 1 ogni 37 mila abitanti.

Di quella sua prima automobile – racconta Ettore Radice, Presidente Comitato Monzese celebrazioni pucciniane – se ne vantava come un fanciullo felice. Scriveva così a Giuseppe Giacosa, impegnato nella stesura del libretto della Butterfly il 4 aprile 1902: «Vieni dunque e lavorerai. Poi per premio ti condurrò in auto a Livorno! In un’ora e 20, senza pericoli, garantisco!»”

La collezione crebbe poi con il tempo, innamorandosi in particolar modo del marchio Lancia, ma per Puccini occorreva ancora perfezionare l’automobile per le sue battute di caccia su terreni impervi. La soluzione è presto trovata: “Puccini chiese a Vincenzo Lancia di realizzare una vettura capace di muoversi anche su terreni difficili – spiega Radice – e dopo pochi mesi gli venne consegnato il primo ‘fuoristrada’ realizzato in Italia con telaio rinforzato e ruote artigliate”.

giacomo puccini e i motori concerto

Una richiesta che pagò profumatamente al prezzo di 35 mila lire dell’epoca. La soddisfazione fu però così grande che Puccini acquistò in seguito una Lancia Trikappa, con la quale organizzò un viaggio di 3 mila km attraverso l’Europa, e in seguito una Lambda.

Nel 1923 il suo interesse lo portò anche nel mondo delle due ruote. Insieme agli ingegneri Carlo Giannini e Pietro Remor il maestro toscano progettò una motocicletta a cui diede il nome di “Rondine”, come il titolo della sua opera lirica. La moto venne messa in produzione dalla Gilera, casa motociclistica di Arcore, e con il pilota Pietro Taruffi trionfò nel 1924 sui circuiti di Pescara, Livorno e l’anno successivo nel Gran Premio di Tripoli.

Anche se Giacomo Puccini non assistette mai ad una gara a Monza, nel 1920 fu sostenitore della realizzazione dell’Autodromo come testimonia una lettera scritta al Ministro ai Lavori Pubblici dell’epoca, Giuseppe Micheli, firmata da diversi intellettuali ed artisti. Gli impegni per terminare la Turandot e il sopraggiungere della malattia gli impedirono però di seguire tra il pubblico il Gran Premio d’Italia del 1924 all’Autodromo di Monza, un desiderio espresso in una delle sue ultime lettere.