Parco di Monza, alla scoperta della bellezza delle sue cascine

Dalla Cascina Fontana a quella del Sole, dalla Cascina San Fedele a quella Cernuschi, se girate in lungo e in largo il polmone verde brianzolo, sarete immersi nel mondo di queste costruzioni agricole tipiche della Pianura padana lombarda.
Tra le loro mura continua a passare la storia da oltre 200 anni, in alcuni casi quasi 300. Eppure, le26 cascine della Reggia di Monza con la Villa, i Giardini Reali e il Parco, dislocate in molte zone dei suoi oltre 700 ettari di estensione, nella loro varietà di stili, dal neoclassico al gotico in particolare, rappresentano un elemento distintivo in gran parte ancora da scoprire o comunque sottovalutato.
Non a caso il Masterplan per la Reggia di Monza, il piano d’azione che indica come valorizzare in modo innovativo e sostenibile il patrimonio che compone il complesso monumentale Villa, Giardini Reali e Parco di Monza, nelle tre fasi programmate, prevede anche il restauro delle Cascine ricomprese nel Parco di Monza.
“Il MasterPlan – spiega il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia Federico Romani – racconta lo sviluppo che nei prossimi venti/trent’anni avrà uno dei beni architettonici e culturali più importante del nostro Paese. L’obiettivo è la valorizzazione del complesso monumentale formato dalla Villa e dal parco per assicurare e rinforzare – attraverso un integrato piano di interventi – le opportunità del compendio in considerazione del suo valore culturale, storico, turistico e ambientale. Un piano di sviluppo che coinvolge anche le cascine, ‘sentinelle’ della storia e dell’identità della nostra Brianza”.
Dalla Cascina Fontana a quella del Sole, dalla Cascina San Fedele a quella Cernuschi, se girate in lungo e in largo il polmone verde brianzolo, sarete immersi nel mondo di queste costruzioni agricole tipiche della Pianura padana lombarda.
DAL PASSATO AD OGGI
Se decidete di entrare nel Parco da uno dei suoi ingressi principali, Porta Monza, non dovrete fare molta strada per incontrare la Cascina Bastia. Vi basterà, infatti, imboccare viale Cavriga e sulla vostra destra troverete questo complesso ristrutturato dall’architetto Luigi Canonica ad inizio dell’Ottocento. Inizialmente adibito a scuderia, oggi è destinato al servizio di noleggio bici, monopattini, tandem, carrozzelle e tutto quello che, soprattutto d’estate, permette di spostarsi più velocemente senza inquinare.
Non distante da Cascina Bastia, raggiungibile anche a piedi, c’è la Cascina del Sole. Questo edificio, realizzato da Giacomo Tazzini negli anni Quaranta dell’Ottocento, deve il suo nome al fatto che la sua facciata è rivolta a mezzogiorno ed è contraddistinta, nella parte alta, da un grande sole raggiato, un simbolo lombardo. In epoca moderna la Cascina del Sole era diventata un bar e un ristorante con area giochi per i più piccoli. Al termine dei lavori di ristrutturazione, attualmente in corso, la Cascina del Sole tornerà ad essere un luogo di relax per famiglie e bambini.
LE OPPORTUNITA’
Stesso architetto, Tazzini, per la Cascina Cavriga, ma punto di ristoro ancora attivo. Il nome richiama il lungo viale su cui sorge, una delle arterie principali del Parco di Monza. L’edificio, oggi di ridotte dimensioni, con le sue forme classiche, il colonnato e la terrazza che funge da belvedere, accoglie i clienti del bar.
Ha un uso, uno stile ed una storia diversi la Cascina San Fedele che, posta su un poggio naturale, idealmente contrapposta alla Torretta dei Giardini Reali, nel Medioevo era un ospizio gratuito per pellegrini e forestieri. Poi l’architetto Luigi Canonica, all’inizio dell’Ottocento, le diede forme neogotiche.
La facciata dell’avancorpo principale di Cascina San Fedele, rivestita con marmi bitonali bianchi e grigi e con le finestre sono arricchite da bifore recuperate della demolita Chiesa di Santa Maria in Brera a Milano, spicca per la sua eleganza. Cascina San Fedele, spesso luogo di partenza e arrivo di molte gare podistiche, soprattutto a carattere benefico, per un periodo è stata anche Centro federale di corsa campestre.
LE ISTITUZIONI IN CASCINA
Alcune cascine del Parco di Monza sono sedi istituzionali o, comunque, ospitano enti anche di lunga tradizione. È il caso della Cascina Fontana, conosciuta già nel Settecento come Cascina Lomagni. Abbattuta dal Canonica perché troppo vicina alla Villa Mirabellino, fu ricostruita dall’architetto ticinese in forme neogotiche diverse dalla Cascina San Fedele con un uso innovativo dei materiali e una solidità strutturale evidente, anche grazie ad un arco a sesto acuto tipico degli edifici religiosi.

Restaurata nel 2007, oggi nella Cascina Fontana ci sono gli uffici del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, formato dai soci promotori: Ministero della Cultura, Regione Lombardia, Comune di Monza e Comune di Milano. Al Consorzio hanno aderito, come soci non promotori, pur non avendo proprietà all’interno del complesso monumentale, la Camera di Commercio Milano, Monza Brianza, e Lodi fin dalle origini, Assolombarda nel 2014 e la Provincia di Monza e Brianza nel 2023.
Poco lontano sorge la Cascina Frutteto, classico esempio di architettura lombarda rurale con un ampio e variegato giardino di alberi da frutto. La sua particolarità è quella di essere sede della Scuola Agraria del Parco di Monza, fondata da Aurelia Josz, ideatrice della prima “Scuola pratica agricola femminile” in Italia.
Oggi Cascina Frutteto è un centro di formazione professionale di riferimento su scala regionale e nazionale per l’erogazione di corsi di riqualificazione e aggiornamento per tecnici, operatori e progettisti del verde, giardinieri, arboricoltori e forestali, florovivaisti, fioristi.
I CARABINIERI A CAVALLO
Chiudiamo questo breve excursus sulle cascine del Parco di Monza tornando all’inizio di questo articolo. Se la cascina Bastia era in origine una scuderia, la Cascina Cernuschi, situata su viale Mirabello, ospita il Posto Fisso dei Carabinieri a cavallo del Parco Monza, uno degli unici tre in Italia insieme al 4° Reggimento di Roma e alla Stazione di Foresta Burgos in Sardegna.

La Cascina Cernuschi, di solito chiusa al pubblico in quanto caserma militare, ha subito diversi rimaneggiamenti rispetto al disegno del Canonica e alle recenti ristrutturazioni. Al termine di un viale alberato si staglia il corpo centrale organizzato su tre piani affiancati da due ali laterali ribassate. Il tutto è finemente decorato ed arricchito dalle attività giornaliere che svolgono sette carabinieri di questa caserma insieme ad altrettanti cavalli, loro indispensabili compagni di lavoro. Uomini e animali, un binomio che racconta le origini di molte delle cascine del Parco di Monza.