Popper e la Pet Therapy: il labrador che regala serenità ai pazienti del San Gerardo

Gli animali possono aiutare i malati a sentirsi meno soli, combattere la depressione, ridurre lo stress e l’ansia del ricovero.
La prima volta è entrato nell’ospedale San Gerardo di Monza ai primi di dicembre, dopo circa 18 mesi di attesa. E lo ha fatto per occuparsi del benessere dei pazienti ricoverati nei reparti di oncologia e nefrologia. Tuttavia, non stiamo parlando di un professore esperto con alle spalle una lunga esperienza e magari qualche laurea condita con master all’estero, ma di un cane, per la precisione di un Labrador Retriever di cinque anni di colore scuro, che di nome fa Popper.
Secondo il progetto messo a punto dalla direzione della Fondazione Irccs San Gerardo dei Tintori, con la collaborazione di Dog4Life, di Lilt Milano Monza e Brianza e dell’associazione Don Giulio Farina, l’obiettivo di Popper è di migliorare la qualità di vita dei pazienti,di fare in modo che stiano bene e che siano sereni. Si tratta di un vero e proprio progetto di Pet Therapy che prevede sedute individuali programmate con cadenza settimanale della durata di due ore e mezza ed effettuate da operatori esperti.”Ho il piacere di presentare una splendida iniziativa – ha commentato Claudio Cogliati, presidente dell’ospedale -. La letteratura è piena di esempi positivi. Basta ricordare Argo dell’Odissea, che dopo aver scodinzolato un’ultima volta, muore. Gli effetti positivi della terapia con un cane sono fuori discussione ”.
Gli operatori e il cane, affiancato dal personale dell’équipe di reparti dell’ospedale San Gerardo, saranno impiegati come catalizzatori sociali e mediatori di emozioni nel processo di relazione con i malati allo scopo di favorirne il benessere. Prima di procedere con la terapia, ovviamente, sarà fatta firmare ai pazienti una liberatoria.
”L’oncologia medica dell’immediato futuro non presenta solo delle sfide per quanto riguarda la ricerca farmacologica, ma anche l’aspetto legato alla qualità della vita del processo di sviluppo della patologia oncologica – ha sottolineato Diego Cortinovis, direttore della Struttura Complessa di oncologia -. L’unione di questi due fattori si sintetizza in questo programma“. I primi risultati positivi non stanno tardando ad arrivare. La scelta su quale animale di compagnia far entrare in reparto è ricaduta sui cani per il semplice motivo che il cane è l’ animale più adatto in assoluto. I cani sono generalmente molto socievoli e si fanno toccare ed accarezzare liberamente anche da estranei.
”Questo progetto – ha aggiunto la dottoressa Lorena Salvini, responsabile di area dipartimentale – è stato sviluppato attraverso una forte sinergia tra tutti i ruoli e le professioni presenti in azienda e non solo. Il supporto del Dipartimento veterinario dell’Ats Brianza è stato strategico ed è esattamente questo il modo in cui la sanità attuale deve approcciarsi alla gestione dei problemi complessi”.
Il tatto e il “toccare“, oltre essere il sistema primario di comunicazione, costituiscono per l’uomo un vero e proprio bisogno fisico e psichico. Spesso le convenzioni sociali impediscono di avere un contatto diretto con gli estranei, mentre i cani, al contrario, si prestano volentieri a questi atteggiamenti. “Popper è un cane controllato e sotto controllo – ha concluso Daria Da Col, infermiera in pensione e istruttore di Popper -. Tutt’al più si scompone per un wurstel”.