Detenuti e piccoli musicisti di Villasanta insieme per un concerto nel carcere di Monza

2 dicembre 2024 | 08:56
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Detenuti e piccoli musicisti di Villasanta insieme per un concerto nel carcere di Monza

Il concerto, nell’ambito del progetto “Ottoni in CC” ideato dal Corpo Musicale di Villasanta in collaborazione con la Casa Circondariale di Monza e l’Istituto Preziosissimo Sangue di Milano, ha unito i giovani allievi delle scuole di musica ai detenuti studenti, formati da docenti volontari.

Monza. Si sa, la musica unisce ed “insegna ad ascoltare”, come disse Ezio Bosso, compositore italiano scomparso nel 2020, durante il suo intervento al Parlamento Europeo di giugno 2018. Lo sanno bene anche i partecipanti al progetto “Ottoni in CC” (Casa Circondariale ndr), nato dalla collaborazione tra il Corpo Musicale di Villasanta, la Casa Circondariale di Monza e l’Istituto Preziosissimo Sangue di Milano, che hanno dato vita a un concerto in carcere, nel pomeriggio di sabato 30 novembre.

Un concerto che ha saputo unire, attraverso le note dei suoi ottoni e dell’unica batteria, i detenuti studenti di musica che partecipano al progetto, partito a marzo 2024, e i giovani allievi della PiùTost Band di Villasanta e della ColorOrchestra dell’Istituto Preziosissimo Sangue. Presenti per assistere allo spettacolo nel locale adibito a teatro e sala di prova del carcere, una trentina di detenuti oltre ai genitori dei ragazzi, agli ospiti e ai responsabili dell’iniziativa.

Oggi trombe, tromboni e tube hanno brillato per la prima volta davanti a un pubblico. Ma sono passati circa otto mesi dalla prima delle tante lezioni tenute, una volta a settimana, dalla docente Sabrina Sanvito e da Sergio Stucchi, vicepresidente del Corpo Musicale di Villasanta presso la Casa Circondariale. Un lavoro lungo e impegnativo, svolto come volontari, con passione, che a quasi un anno dall’inizio ha formato 15 detenuti, rendendoli capaci di sostenere la prova di un concerto.

“Ottoni in CC”: voce agli organizzatori

Come hanno ricordato anche gli organizzatori nel pomeriggio di sabato 30 novembre, nulla sarebbe stato possibile senza la piena fiducia e collaborazione della direttrice del carcere di Monza Cosima Buccoliero e di Lucia Contralto, funzionaria pedagogica nella struttura nonchè musicista nel corpo musicale villasantese.

Concerto casa circondariale Monza Corpo musicale Villasanta

“È un progetto che noi riteniamo unico nel suo genere – spiega Sergio Stucchi. “Si svolge con cinque strumenti diversi, tutti appartenenti alla classe degli ottoni. Non si tratta quindi di lezioni individuali ma nella stessa sala abbiamo chi suona la tromba, chi sta imparando a suonare l’eufonio, chi la tuba e chi il trombone. Tutto è iniziato nel 2023 quando come Corpo Musicale di Villasanta abbiamo tenuto un concerto per i detenuti. Da lì abbiamo iniziato a pensare: perchè non portare avanti un’esperienza muscale, di formazione, dedicata ai detenuti? L’idea ha avuto riscontro, abbiamo tenuto un incontro di presentazione, raccolto adesioni e nei primi mesi del 2024 sono stati acquistati dalla Casa Circondariale gli strumenti necessari. Siamo partiti a marzo con una quindicina di persone iscritte ma purtroppo abbiamo dovuto fare i conti con un’importante e prevedibile percentuale di abbandoni dovuti scarcerazioni, persone che venivano trasferite, e quindi spesso rinunciavano. Sappiamo però che da oggi si uniranno a noi altri sei iscritti“.

E aggiunge: “Abbiamo cominciato ma l‘idea è quella di proseguire in futuro, anche se ci fosse un solo detenuto. Tante adesioni ci fanno certamente piacere ma è l’iniziativa in sè e quello che è capace di trasmettere come percorso di recupero e formazione, a renderci orgogliosi”.

La poesia letta da un detenuto musicista

Uno dei momenti più toccanti della serata, tra un brano e un altro, è stato quello della lettura da parte di un detenuto di una poesia scritta da lui dal titolo “Acronimo“, che in sè racchiude forse il senso, per i partecipanti, dell’adesione al progetto.

DO per certo di potercela fare, dare una svolta alla mia vita

REndendo costruttivi questi anni trascorsi in carcere e arricchendomi di nuove esperienze che daranno un contributo positivo a nessun altro oltre che a me stesso.

MI piace pensare che la migliore melodia la devo ancora suonare

FA soltanto bene nonostante il male non manchi mai.

SOLtanto con pazienza e sacrificio si ottiene una fantastica vittoria, LA vittoria che porterà la tua e la mia vita in una direzione soddisfacente, migliore di quella che hai vissuto prima di arrivare a questo.

SI può migliorare, l’importante è volerlo. E come per magia ti ritrovi immerso in una musica soave che rende il tuo futuro migliore