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La Brianza soffoca sotto il cemento

4 dicembre 2024 | 12:41
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La Brianza soffoca sotto il cemento

Giussano al top del consumo di suolo nel 2023, Lissone si conferma la più urbanizzata.

Giussano guida la classifica del consumo di suolo in provincia di Monza e Brianza per il 2023. Nel comune sono stati cementificati quasi 5 ettari di terreno naturale, tanto per dare un’idea corrisponde a circa sette campi da calcio. A evidenziarlo è ilRapporto nazionale sul consumo di suolo in Italia pubblicato dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), che dipinge un quadro preoccupante per l’intera provincia.

I numeri del consumo di suolo

Dopo Giussano, nella classifica provinciale si posizionano Carate Brianza, con 4,34 ettari cementificati, e Bellusco con 2,92 ettari. Anche sul fronte della percentuale di superficie urbanizzata, la situazione è grave: Lissone si conferma il comune più cementificato non solo della provincia, ma di tutta la Lombardia, con il 71,43% del territorio coperto da cemento e asfalto. Seguono Muggiò (61%) e Varedo (58%). Complessivamente, Monza e Brianza detiene il primato di provincia più cementificata in Italia, con il 40,78% del suolo consumato (percentuale di edificato in relazione alla dimensione della provincia ndr).

suolo consumato tabella ispra

Dati di certo che spingono a riflettere e ci sin interroga se alcuni comuni non hanno incrementato significativamente il consumo di suolo non per scelte virtuose, ma perché non dispongono più di aree libere da costruire. La saturazione del territorio, anziché il buon senso o politiche consapevoli, sta diventando in molti casi l’unico freno alla cementificazione.

Un modello insostenibile

“Questi numeri mostrano un modello di sviluppo urbanistico che non è più sostenibile – commenta Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente Ilaria Alpi. – A Giussano, il consumo di suolo è stato alimentato da decenni di scelte urbanistiche errate. Anche interventi recenti, come il nuovo centro di cottura al confine con Arosio, hanno contribuito alla perdita irreversibile di terreno verde”.

Fumagalli lancia un appello accorato: “Occorre adottare piani urbanistici a consumo di suolo zero. Non possiamo continuare a sacrificare suolo agricolo e aree verdi, risorse preziose per la salubrità dell’aria e per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici”.

La sfida della sostenibilità

A peggiorare la situazione, sul territorio incombe il progetto dell’autostrada Pedemontana, fortemente contestato dalle associazioni ambientaliste, che rischia di consumare ulteriormente alcune delle ultime aree verdi rimaste. “La Brianza è già un territorio altamente urbanizzato – conclude Fumagalli – e progetti come questo peggiorano un quadro già critico”.