Desio, la fine dell’era Gargiulo, sfiduciato anche da una parte della maggioranza

Tra i 16 consiglieri che si sono dimessi, anche 4 di Fdi (tra cui il presidente del consiglio Arosio) e uno della Lega, Tino Perego, che dichiara: “Gargiulo non è mai stato il mio sindaco e con questa firma sono stato mandato via dal partito”. I consiglieri di Fdi parlano di “mancati chiarimenti e assordanti silenzi sul singolare ed inopinato passaggio del sindaco a Forza Italia”. La lista civica Per Desio dice che è venuta meno la fiducia. Il centrosinistra: “Desio è una città da ricostruire” . La Lega invece, che non ha firmato le dimissioni, si dice rammaricata per quanto accaduto .
I primi a commentare la caduta della giunta comunale di centrodestra di Desio guidata da Simone Gargiulo sono gli esponenti dell’opposizione, che giovedì pomeriggio insieme a 4 consiglieri di Fratelli d’Italia, un consigliere della Lega e i 3 consiglieri della lista civica Per Desio hanno presentato le dimissioni, portando così allo scioglimento del consiglio comunale. “La caduta di questa maggioranza non è motivo di gioia per noi. È invece motivo di profonda preoccupazione: Desio è una città da ricostruire, una comunità che ha assistito, anno dopo anno, al lento declino della propria vitalità” dichiara il Pd.
L’ormai ex sindaco Simone Gargiulo per il momento non commenta, ma dice che lo farà in una conferenza stampa, “quando saremo pronti” afferma.
I commenti del centrosinistra
“Questo non è un punto di arrivo ma il punto di ripartenza della città” afferma la capogruppo del Pd Jennifer Moro. “E’ il momento di rimboccarsi le maniche per rimettere Desio al centro, l’interesse collettivo va ricostruito. Noi ci siamo e partiamo da questo punto” aggiunge Roberto Corti ex sindaco. “Desio ha bisogno di riscoprire la capacità di fare alleanza: noi abbiamo deciso di dare le dimissioni per il bene della città. Ringraziamo i consiglieri di maggioranza che hanno firmato le dimissioni mettendo così davanti a tutto non il proprio interesse personale ma il bene della città” afferma Francesco Pasquali (Desio Viva). “Questi sono stati tre anni caratterizzati da immobilismo e mancanza di visione. Desio ha bisogno di politici liberi da condizionamenti e giochi di potere, che non portano da nessuna parte” dice Federico Burgio (Desio Libera). “L’unità nella maggioranza non c’è stata, noi invece siamo rimasti uniti. In questi anni non è stato portato a termine nessun progetto valido” dichiara Andrea Foti, consigliere indipendente.

Alla base della rottura, la scelta di Gargiulo di entrare in Forza Italia
Il clima nella maggioranza era teso da mesi, da quando, lo scorso maggio, il sindaco Simone Gargiulo ha lasciato la lista civica Per Desio e ha preso la tessera di Forza Italia, che a Desio siede all’opposizione. Più volte, la maggioranza ha fatto mancare il numero legale e ha lanciato chiari segnali al primo cittadino. Poco prima di Natale, è arrivata la rottura definitiva della lista civica Per Desio che ha dichiarato di uscire dalla maggioranza. E ora le dimissioni di massa, che mettono fine alla giunta di Simone Gargiulo, a tre anni dall’inizio del suo mandato e a due anni dalla scadenza naturale.
Le 16 firme
A firmare le dimissioni, presentate in comune giovedì pomeriggio, sono stati 16 consiglieri: Jenny Arienti, Roberto Corti, Jennifer Moro, Marta Sicurello, Angelo Paola del Pd, Federico Burgio per Desio Libera, Francesco Pasquali per Desio Viva, il consigliere indipendente Andrea Foti, i tre consiglieri della lista civica Per Desio da poco usciti dalla maggioranza Luca Rampi, Vittorio Migliavada e Davide Parravicini, i consiglieri di Fratelli d’Italia Fabio Arosio (presidente del consiglio comunale) Andrea Cantù, Simona Mariani e Stefano Canzian e il consigliere della Lega Tino Perego. Non c’è la firma del consigliere Samuel Costanza di Forza Italia. E nemmeno quelle del resto dei consiglieri della Lega.
Le dimissioni dei consiglieri di Fratelli d’Italia: “Mancati chiarimenti del sindaco”
“La gravità della decisione si è resa necessaria per porre fine ad una crisi amministrativa ed ad una stasi di impegno, che si trascinavano da mesi, nell’ incapacità del sindaco di dare impulso e efficace coordinamentoalle pur diverse iniziative avviate dai vari assessorati, in coerenza con il mandato elettorale e l’assetto di coalizione proposto agli elettori” affermano i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Fabio Arosio, presidente del consiglio comunale, Andrea Cantù, Simona Mariani, Stefano Canzian.
“L’indolenza progettuale e la mancanza di spinta propulsiva della guida politica si sono evidenziate anche in occasione della discussione del bilancio, approvato solo per senso di responsabilità, mentre la situazione complessiva andava aggravandosi per i mancati chiarimenti e gli assordanti silenzi sul singolare ed inopinato passaggio del sindaco a Forza Italia, nello sconcerto della coalizione di maggioranza e della opinione pubblica.
Nel rimettere la sovranità al corpo elettorale in un momento di grave crisi, anche morale, della comunità desiana, sfibrata ed avvilita dall’inadeguatezza politica vissuta, nel ringraziare quanti in giunta non hanno fatto mancare un loro coerente impegno, si invita la popolazione a riprendere consapevolezza, dignità e partecipazione attorno alle istituzioni democratiche per trovare forza e consenso ad una visione d insieme che ridia slancio e coraggio alla nostra città”.
La lista civica Per Desio: “E’ venuto meno il rapporto fiduciario col sindaco”
“La sofferta decisione, coerente con la precedente scelta dei consiglieri di rendersi indipendenti e dell’assessore di dimettersi, è stata dettata dal venir meno del rapporto fiduciario con il sindaco, incapace di continuare a garantire l’auspicato equilibrio unificante nella coalizione che lo ha sostenuto – scrive in un nota la lista civica Per Desio – Preso atto della trasversalità di questo disagio, condiviso anche da alcuni rappresentanti della maggioranza e a fronte di una situazione fortemente compromessa, si è ritenuto corretto rimettere alla volontà degli elettori la scelta della guida politica della nostra città”
Perego espulso dalla Lega : “Gargiulo non è mai stato il mio sindaco”
“Non faccio più parte della Lega, così mi è stato detto non appena ho firmato le dimissioni – commenta Tino Perego – Non mi interessa. Non è un mistero il fatto che io non ho mai considerato Simone Gargiulo il mio sindaco. L’ho sempre detto. Il suo passaggio a Forza Italia, poi, è stata una vera presa in giro. Ho firmato le dimissioni con piena consapevolezza, non importa se non farò più parte della Lega. Il partito è cambiato, anche a Desio. Non serve stare sui social, bisogna andare in piazza a parlare con la gente”.
La Lega: “Persa l’occasione di vedere a compimento i nostri progetti”
La Lega, che non ha firmato le dimissioni, commenta quanto accaduto con un comunicato e annuncia una conferenza stampa: “Ancora una volta Desio è caduta vittima di giochi di potere che hanno impedito di portare a termine i progetti avviati e di intraprenderne di nuovi – si legge nel comunicato – la Lega ha deciso fino all’ultimo, ferma nel suo senso di responsabilità verso gli elettori e verso il suo progetto, di continuare a lavorare per Desio e per i desiani. Esprimiamo profondo rammarico per l’occasione persa di vedere a compimento la visione di città che, nonostante il disastro ereditato dalla giunta precedente, stava iniziando a prendere forma, e nel 2025 si sarebbe ulteriormente evoluta: un nuovo PGT e la revisione della viabilità, il rafforzamento della Polizia Locale, la riqualificazione della casa del Papa, la messa a nuovo di vari parchi giochi, la realizzazione della nuova piattaforma ecologica sono solo alcuni dei progetti in itinere. Tutte novità che la città vedrà nei prossimi mesi e che sono frutto dell’impegno della Lega in questa amministrazione”. “Una crisi di giunta incendiata da chi, dalle fila del Pd, pretende di tornare su quello scranno da cui non ha saputo governare la città e conclusa da chi, nel resto della maggioranza, ha sconfessato il suo programma elettorale. Da subito iniziamo a lavorare per tornare al governo di Desio e continuare a fare quello che i desiani ci hanno chiesto e ci richiederanno”.