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L’abbraccio della Brianza a Luisa Impastato

26 gennaio 2025 | 17:28
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L’abbraccio della Brianza a Luisa Impastato

La nipote di Peppino Impastato, giornalista attivista ucciso dalla mafia nel 1978, e presidente della Casa Memoria di Cinisi è stata protagonista di quattro incontri in due giorni a Monza e provincia, su invito di Libera. Calorosa l’accoglienza a Desio, dove 150 persone hanno partecipato all’evento organizzato dalla Casa delle Donne. Toccante l’omaggio a Lea Garofalo a Monza. E poi l’incontro con gli studenti delle scuole a Muggiò e Monza.

Due intense giornate brianzole per Luisa Impastato, nipote di Peppino Impastato e presidente della Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato di Cinisi. L’attivista siciliana, su invito di Libera Monza e Brianza, è stata protagonista di 4 incontri in due giorni, tra Monza e la provincia. La cultura dell’antimafia, l’importanza della memoria, il ricordo di Peppino ucciso dalla mafia il  maggio 1978 e di sua mamma Felicia, il ruolo delle donne nella lotta alla mafia, la partecipazione attiva, il coinvolgimento delle nuove generazioni  sono stati i temi comuni dei 4 appuntamenti.

Luisa Impastato a Monza Mb

L’omaggio a Lea Garofalo, Angela Ronchi e Felicia Impastato

La prima tappa del tour brianzolo di Luisa Impastato è stata al cimitero di San Fruttuoso a Monza per un omaggio a Lea Garofalo, davanti alla monumento a lei dedicato, non lontano dal luogo in cui sono stati trovati i resti della testimone di giustizia, vittima della ‘ndrangheta. Subito dopo, alla sala civica di San Fruttuoso si è tenuto un incontro dal titolo “Donne resistenti“, promosso da Libera, Osservatorio Antimafia e Anpi, per ricordare le Garofalo, la partigiana Angela Ronchi e Felicia Impastato. Insieme a Sergio Cucci, esponente di Libera, Luisa Impastato ha ricordato le figure di queste donne. 

luisa impastato a monza

L’evento a Desio con la Casa delle Donne

Domenica sera Luisa Impastato si è spostata a Desio, per partecipare all’incontro promosso dalla Casa delle Donne di Desio, in collaborazione con Libera, dal titolo “Donne che si ribellano alla mafia”. Un evento molto partecipato: 150 le persone presenti allo spazio Stendhal di villa Tittoni, tutte molto attente ad ascoltare le parole della nipote di Peppino Impastato, accolta da un caloroso e sentito applauso, un simbolico abbraccio collettivo. Luisa Impastato, per quasi due ore, ha affrontato diversi temi, dall’impegno nel combattere mafia e illegalità alla difesa dei diritti e dell’ambiente, dall’importanza della memoria allo sguardo al futuro, alla fiducia nei giovani. 

luisa impastato a desio

L’eredità di Peppino e Felicia

“Io credo nei giovani – ha detto Luisa Impastato – Siamo noi che dobbiamo imparare ad ascoltarli e a dare loro più fiducia”.  L’attivista ha parlato di Casa Memoria di Cinisi, nata dalla volontà di sua nonna Felicia di aprire la sua casa soprattutto ai giovani. “Mia nonna lo ha fatto spontaneamente. Dopo la morte di Peppino, non ha voluto vendetta ma ha scelto la strada della ricerca della verità e della giustizia”. Suo zio Peppino (che come le è stato fatto notare non chiama mai “zio”) lei non lo ha mai conosciuto, ma sente la responsabilità di continuare a portare avanti la sua lotta. “Quando è stato ucciso, Peppino aveva solo 30 anni eppure aveva già fatto tante cose nella sua vita. Se fosse ancora vivo, oltre a continuare la sua battaglia contro la mafia, si schiererebbe a favore delle battaglie per l’ambiente e per le minoranze”. 

luisa impastato a Desio

Il messaggio ai giovani: “Studiate, la mafia si combatte con la cultura”

Luisa Impastato ha sottolineato più volte l’importanza di informarsi e conoscere. Lo ha detto anche ad un giovane che, a conclusione della serata, le ha chiesto un consiglio su come portare nel contesto scolastico i temi della lotta alla mafia. “Ti rispondo come avrebbe detto mia nonna Felicia: la mafia si combatte con la cultura, non con le pistole. Ai ragazzi dico: studiate”. 

luisa impastato monza

Gli incontri nelle nelle scuole

Gli stessi temi, Luisa Impastato li ha affrontati  lunedì mattina davanti agli studenti di due scuole della Brianza: l’istituto “M. Luter King” di Muggiò e la scuola “Sabin” di San Fruttuoso a Monza, dove insieme a Marco Fraceti, direttore dell’Osservatorio Antimafie di Monza e Brianza, ha inaugurato un’ opera che  riproduce la sagoma di Felicia con i due figli, Peppino e Giovanni.