Vantaggi e potenzialità delle Società Benefit e B-Corporation al centro del seminario MBCircle

Come e perchè trasformare l’impresa in una Società Benefit o ottenere la certificazione B-Corp? Se ne è parlato durante il seminario di MBCircle con ospiti Nicola Piccolo, Evolution guide e climate champion di Nativa, Elena Riva, Co-owner e chairwoman di Panino Giusto e Gianluca Rubino, Ceo di Kel 12.
Monza. Di cosa parliamo quando facciamo riferimento a Società Benefit e B-Corp? Quali sono i vantaggi e le peculiarità di questi “modelli” di fare business oggi? Di questo ma non solo si è parlato durante il primo seminario dell’anno organizzato da MBCircle, la rete tra imprese di Monza e Brianza, allo Sporting Club. L’incontro, gratuito e rivolto a imprenditori, liberi professionisti ma anche a studenti, ha visto la partecipazione di ospiti d’eccezione.
Nicola Piccolo, Evolution guide e climate champion di Nativa, Elena Riva, Co-owner e chairwoman di Panino Giusto e Gianluca Rubino, Ceo di Kel 12, hanno provato a rispondere alla domanda filo conduttore dell’incontro: come e perchè trasformare l’impresa in una Società Benefit o ottenere la certificazione B-Corp? E questo evidenziando i vantaggi operativi, fiscali e culturali di un modello etico e sostenibile, con esempi concreti di strategie per ampliare l’impatto positivo sulla comunità e sul territorio.

“Il tema dell’incontro di oggi è un esempio importante di come si possa fare business in modo diverso – il commento di Carlo Abbà, assessore a Lavoro, commercio e attività produttive del comune di Monza. “Lo dico anche per esperienza diretta. Avevo una società che si occupava di tematiche ambientali e della consapevolezza sociale. Circa sette anni fa siamo diventati società B-Corp. Questo ci ha permesso da un lato di strutturare meglio le nostre attività e dall’altro di conoscere maggiormente un certo tipo di mondo. Se guardiamo i grandi fondi internazionali, alcuni di essi, quelli riservati a società che hanno una politica sulla responsabilità sociale molto consapevole e veramente applicata, sono quelli che vanno meglio. È possibile fare business di successo in modo consapevole e responsabile”.

Società Benefit e B-Corp a confronto
Dati alla mano, oggi le Società Benefit sono più di 4300 in Italia. Con un’aumento annuo importante che ha visto il passaggio dalle 400 del 2019 alle circa 3600 del 2023. Ma di cosa parliamo?
“Entrambi gli strumenti, Benefit Corporation e B-Corp nascono negli Stati Uniti nel 2006 da un movimento di imprenditori e di innovatori che aveva un obbiettivo molto chiaro: utilizzare il business come forza rigenerativa nei confronti della società e della bio sfera – spiega Nicola Piccolo di Nativa, dal 2012 impegnata nella promozione di modelli di business sostenibili e rigenerativi per le aziende. “Si trattadi un movimento di imprenditori che riconoscono il valore dell’interdipendenza che può essere a volte superiore a quello della competizione. La doppia finalità, sia di profitto che di impatto positivo, diventa l’obbiettivo di aziende che utilizzano l’interdipendenza come motore per il proprio business”.

“Quella di B-Corp èuna certificazione riconosciuta dalla non profit B Lab. Parliamo di un modello di azienda che misura e soddisfa alcuni tra i più elevati standard di performance sociale, ambientale ed economica. Ogni azienda può raggiungere la certificazione, le B-Corp sono presenti in circa 80 paesi. E tutte o sono già o possono impegnarsi per diventare Società Benefit: una forma societaria caratterizzata dal duplice scopo di responsabilità e impegno alla trasparenza. Un entità legale riconosciuta in numerosi stati tenuta alla pubblicazione di una relazione annuale del suo impatto sociale”.
Due esempi concreti sul territorio: Panino Giusto e Kel 12
“La mia azienda, Panino Giusto, nasce alla fine degli anni 70, nel 1979,con un’idea un po’ rivoluzionaria per il tempo, quella quindi di lanciare un ristoranteche fosse basato interamente su un panino, un prodotto che fino ad allora era considerato di ripiego, fatto magari con gli avanzi che si trovavano nel frigorifero – racconta Elena Riva. “Nel 2019 abbiamo festeggiato i primi 40 anni di questa azienda. In occasione di questo anniversario speciale per noi abbiamo fatto una riflessione sul nostro mododi fare impresa: il primo passo in questa direzione è stato diventare Società Benefit e vincolare il nostro statuto a una finalitàdi beneficio comune”.

“Io credo che questo sia stato un passo concreto che rappresenta un po’ la visione che noi abbiamo del fare impresa e che quindi le imprese possono essere un motore straordinario non solo di crescita economica ma anche di impatto positivo nei confronti delle persone. Negli anni abbiamo implementato una serie di progetti dedicati soprattutto ai nostri dipendenti. Ci siamo ritrovati subito nel modello di fare impresa B-Corp,in questo nuovo paradigma che pensa che sia fattibile coniugare profittoma anche impegno e impatto positivo”.
“Nel 2021 noi, quando abbiamo incontrato Nativa, abbiamo deciso di diventare B-Corp e anche per noi è stato abbastanza semplice perchéabbiamo formalizzato ciò che facevamo praticamente da sempre – spiega Gianluca Rubino. “Per noi di Kel 12 fare turismo significa rispettare i popoli, sia nella scelta degli operatori e dei partner sia nella strumentazione che utiliazziamo e forniamo durante i nostri tour. Nel 2001 abbiamo partecipato alla prima associazione per il turismo sostenibile. Ma fin da subito, dalla nascita nel 1978, abbiamo imparato a essere sostenibili,soprattutto nel rispetto delle comunità. Fare turismo in quel momento, in quegli anni, in queste località, era cercare di conoscere il prossimo”.

Vantaggi della B-Corp: tra sostenibilità e cooperazione
“Quali sono i vantaggi di questa scelta? Rispondere che si sono fatti più utili può essere vero ma non è la risposta giusta secondo me, perché altrimenti contraddici completamente ciò che è l’essenza B-Corp – continua Rubino. “L’essere riconosciuti, per noi che siamo un’azienda specializzata nell’organizzazione di viaggi esperienziali e culturali, è molto importante. Molti dei nostri clienti sono interessati alle nostre politiche di sostenibilità. E all’impatto che ha, il viaggio che organizziamo, sull’ambiente. Abbiamo dovuto migliorare la qualità del prodotto per superare il famoso punteggio delle B-Corp, per esempio delle forniture locali, dagli autisti ai mezzi fino ai prodotti. Un percorso che ci ha portato fino ad ora grandi soddisfazioni e riscontro anche da parte dei clienti”.
“Nel superare le difficoltà, soprattutto dovute negli ultimi anni al lockdown, ci ha aiutato molto il percorso che avevamo intrapreso in questo senso – spiega Riva. “Se all’inizio il paradigma metteva al centro solo il prodotto, noi abbiamo messo al centro anche le persone. Abbiamo iniziato a lavorare con le scuole alberghiere, creando un ambiente di valorizzazione. E oggi abbiamo 400 dipendenti con un età media di 28 anni che rappresentano 37 nazionalità diverse. L’ottica di sostenibilità ci ha stimolati a implementare molti progetti che magari non ci promettevano un immediato beneficio. Tra questi, la nostra accademia, Fabbrica dei sogni, dedicata ai giovani talenti: un percorso di crescita che prevede un aumento salariale, un miglioramento del loro ruolo”.