Asfalti Brianza, arriva la condanna, ma resta la montagna di rifiuti da smaltire

3 febbraio 2025 | 09:19
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Asfalti Brianza, arriva la condanna, ma resta la montagna di rifiuti da smaltire

Asfalti Brianza: condannati i vertici e riconosciuti risarcimenti ai Comuni che si erano costituiti parte civile nel processo. La sentenza è stata pronunciata ieri pomeriggio dal giudice Polastri al Tribunale di Monza.

Concorezzo. È arrivata nel primo pomeriggio di ieri, venerdì 31 gennaio, la sentenza di primo grado sul processo per Asfalti Brianza, l’azienda di bitume operante a Concorezzo da anni al centro di indagini e ordinanze di sospensione a cui si sono aggiunte nel tempo le mobilitazioni di cittadini, residenti e amministratori pubblici. La condanna è a 1 anno, 8 mesi e 15 giorni per l’amministratore della azienda, oltre ad un’ammenda di 27 mila euro. Si parla inoltre di un provvisionale risarcimento ai comuni coinvolti di 10 mila euro (Monza, Brugherio ed Agrate) ed ulteriori 15 mila a Concorezzo, sede dove operava l’attività. Tra i capi di imputazione risultavano un serie di reati riguardanti lo smaltimento dei rifiuti, l’emissione di fumi e vapori maleodoranti, lo scarico nella pubblica fognatura di acque reflue industriali in assenza di autorizzazione.

Una sentenza che era attesa da tempo ed è stata accolta positivamente da tanti dei soggetti coinvolti da anni nella battaglia. “Siamo abbastanza soddisfatti da quello che è arrivato dall’aula – ha commentato a MBNews il primo cittadino di Concorezzo Mauro Capitanio – si scrive una pagina importante di questa storia che negli anni ha portato anche tante tensioni sociali. Va ringraziata la grande rete degli enti che ha lavorato per questo risultato e ci tengo a sottolineare l’importante contributo di Prefettura e Provincia di Monza e Brianza. Qualcosa di grande è stato fatto, ma altrettanto grande è il tema della pulizia e del recupero di quell’area. Siamo già in contatto con Regione Lombardia, che è forse il grande interlocutore per questa seconda parte della vicenda”.

Asfalti Brianza, le parole dei comitati: “Giustizia dopo tutto quello che abbiamo subito”

Il caso di Asfalti Brianza è stato sicuramente uno dei più mediatici della Brianza negli ultimi anni. La vicenda, arrivata più volte sui banchi della politica, è stata insistentemente seguita dai comitati cittadini soprattutto quello di Sant’Albino, che sia sul suo proprio blog che in manifestazioni pubbliche ha lottato più volte per fermare l’attività dell’azienda e fare chiarezza su presunti illeciti. “Abbiamo sicuramente avuto giustizia dopo tutto quello che abbiamo subito. La sentenza ripaga in gran parte le nostre battaglie – ha dichiarato a caldo Michela Martinengo del Comitato di Quartiere Sant’Albino di Monza. – Questa vicenda non sarebbe iniziata se fossero avvenuti per tempo i controlli necessari sull’azienda. Ad oggi però nessuno sa chi effettuerà e pagherà lo smaltimento delle 60 mila tonnellate di fresato abbandonate direttamente sul terreno di Asfalti Brianza senza protezione. Comune di Concorezzo, Provincia di Monza e Regione Lombardia con Arpa battano un colpo sul tema. La nostra attività di vigilanza e denuncia non si ferma anche in vista della seconda tranche dell’inchiesta”.

asfalti brianza protesta concorezzoUna delle proteste dei cittadini contro Asfalti Brianza

I comitati esultano, anche se c’è amarezza per il mancato riconoscimento come parte civile di Legambiente. “Siamo soddisfatti per la sentenza, che seppur non definitiva, individua le responsabilità e i danni ai cittadini e all’ambiente per questa vicenda di inquinamento e illecita gestione di rifiuti – ha aggiunto Sergio Cannavò, legale Legambiente Lombardia -. Legambiente si è costituita parte civile nel tentativo di far valere le ragioni dei cittadini e del Comitato di S. Albino di Monza, che per anni con impegno e determinazione hanno denunciato le molestie olfattive e l’inquinamento che hanno causato tanti problemi alla popolazione interessata. Attendiamo di leggere le motivazioni, anche per capire le argomentazioni che hanno portato il Tribunale a escludere l’esistenza di un danno nei confronti della nostra associazione.”