Nuovo Codice della Strada: stop al bicchiere della staffa, i ristoratori tentano nuove vie

Viaggio tra i ristoratori MB. Addio all’ammazzacaffè e all’ultimo drink, ma i commercianti reagiscono: bevande fermentate, il disco taxi, la bottiglia in custodia per il cliente.
Il nuovo Codice della Strada picchia duro sulla guida in stato d’ebbrezza e lo fa dopo l’annuncio su scala nazionale di un pugno di ferro delle forze dell’ordine sulle strade. Multe da capogiro, conseguenze penali ma soprattutto la sospensione della patente anche fino a due anni sono uno spauracchio per gli automobilisti. Quell’ammazzacaffè prima di alzarsi dal tavolo, il bicchiere della staffa del sabato sera, il calice di vino in più per non sprecare la bottiglia “buona” ordinata al ristorante scompaiono dalle abitudini dei consumatori. Con un impatto evidente sulle attività di ristoratori e baristi. La tendenza è stata registrata, netta, dalla categoria. La conferma Diego Mazzucchelli, rappresentante della categoria in Associazione Commercianti Monza e Brianza e referente per il territorio anche all’interno di Epam Milano, oltre che amministratore unico della Sdm Holding che gestisce 10 locali tra Monza e Milano. “Un calo c’è stato – spiega – ma al momento è difficile da quantificare in percentuale. Soprattutto perchè la dimensione della flessione varia molto a seconda del tipo di locale. In ogni caso credo che sia stato frutto più che altro del terrorismo psicologico perché a ben vedere la normativa non è cambiata di molto”. I titolari dei pubblici esercizi stanno mettendo a fuoco le dimensioni della questione. “Durante le feste di Natale e Capodanno abbiamo notato un leggero calo nei consumi di alcolici, soprattutto per i superalcolici, direi intorno al 10-15% – spiega Stefania Aliprandi del Saint Monza, in piazza del Duomo – i clienti sono stati più attenti: chi guidava spesso evitava del tutto di bere, mentre molti hanno preferito alternative analcoliche, che fortunatamente avevamo già inserito in una drink list molto ampia”.
Contromossa dei locali notturni nell’Arcorese: arriva il Disco Taxi
A registrare la tendenza è anche il Beat di Arcore, una macchina da eventi e ristorazione che intercetta tutte le fasce d’età, dalle famiglie per il pranzo della domenica ai giovanissimi per gli eventi in tarda serata. “Quello che è sparito sono gli amari a fine cena – dice Giuseppe Baldo – ma l’impatto si fa sentire anche sui drink. Con l’avvicinarsi dell’ora di chiusura, i clienti hanno smesso di ordinare l’ultimo cocktail“.

Proprio il Beat fa parte dei 10 esercenti protagonisti di una contromisura ad hoc. Si chiama “Disco Taxi” ed è una novità lanciata con tutti i sacri crismi che il mondo event richiede. A partire dallo slogan: “con un deca si può andar via… e pure arrivare”. Partirà il prossimo fine settimana (7 e 8 febbraio) come un servizio taxi per bere con la tranquillità di non doversi mettere alla guida. Al momento è rivolto ai cittadini di Usmate Velate, Arcore e Lesmo che potranno raggiungere ristoranti e locali di Arcore convenzionati, con un taxi al prezzo speciale di 10 euro a persona, andata e ritorno, nella fascia oraria dalle 19 alle 03. Questo solo per il venerdì e sabato sera. I primi 10 locali che hanno aderito sono, ad Arcore, Beat, Opis, Barcelo’, That’s Amore, Bambubar, Decimo, Goss. Per Lesmo, Tiki Taka, per Usmate Velate MiMa e Dolce Vita. La prenotazione si effettua direttamente al locale/ristorante entro le 12 del venerdi per il venerdi sera ed entro il sabato, stessa ora, per le prenotazioni del sabato sera. E c’è un ulteriore plus: il servizio può essere usato anche per trasferimenti intermedi tra locali aderenti e in tal caso non vengono applicati costi aggiuntivi. “L’iniziativa – spiegano i promotori – nasce sia con l’idea di favorire la sicurezza sulle strade sia di contribuire allo sviluppo del territorio. E se dovesse decollare, il servizio è pronto ad essere implementato”.
La “bottiglia in custodia” del ristorante Il Moro di Monza
Tutt’altro genere, quello del ristorante Il Moro di Monza che incentra la sua attività su una cucina ricercata. Le contromisure variano di conseguenza. La più interessante è la custodia della bottiglia di vino: “Il cliente consuma con moderazione il vino scelto – spiega il titolare Vincenzo Butticè, foto sotto – glielo conserviamo per 21 giorni in modo da consumarlo e terminarlo quando ritorna”. Altrimenti c’è il servizio di wine bag per chi desidera portare a casa il vino non terminato, un gesto semplice ma in linea con i principi di responsabilità, dice il titolare che precisa: “crediamo fermamente che il piacere del vino debba essere vissuto con moderazione. Per questo proponiamo percorsi di degustazione calibrati, che permettono ai nostri ospiti di assaporare i vini senza eccessi”. E poi la carta si è arricchita con proposte analcoliche di alta qualità, come cocktail creativi e bevande a base di ingredienti freschi e locali, ideali per accompagnare i piatti. Inoltre, chiude Butticè, “il nostro personale è formato per guidare i clienti verso scelte equilibrate, proponendo degustazioni che non superino i limiti consentiti e sensibilizzando su questa importante tematica.”

La controtendenza: clienti che rinunciano a Milano e restano in Brianza
Ma se lo spauracchio del nuovo Codice della Strada ha ridotto i consumi di alcolici, alcuni ristoratori hanno registrato anche una controtendenza che potrebbe in parte compensare le perdite nel registratore di cassa. Pietro Fontana (foto sotto), titolare del marchio tutto monzese Birra del Carrobiolo (birrificio e birreria), spiega: “una flessione nelle ordinazioni c’è stata, molto netta sugli amari (che comunque non sono il nostro prodotto di punta): 67 ordinati nei primi 15 giorni del 2024 contro i 2 ordinati nello stesso periodo del 2025. Per la birra, un 10% circa. Tuttavia quello che si nota è un aumento della clientela in birreria nei fine settimana. Per il momento, anche confrontandoci tra colleghi, la leggiamo così: chi, prima, nel weekend, raggiungeva i locali di Milano, adesso, anche per paura dei controlli, preferisce restare vicino a casa”.

La Brianza non è l’Europa: “sistema dei trasporti carente, taxi rari e costosi”
Tra gli imprenditori del settore c’è anche chi contesta. Non tanto la normativa sulla sicurezza stradale, ovviamente, ma il sistema in cui questa è inserita, qui in Brianza. Marco Spreafico, titolare del Controluce di Brugherio, del giapponese Kyubi sempre a Brugherio e dello Zerouno di Bussero, punta il dito sulle difficoltà di trasporto della provincia: “non siamo liberi di muoverci a causa delle gravi carenze nei trasporti locali – dice, con un concetto sposato anche dalla collega del Saint Monza – per avere un taxi a Brugherio a volte occorre aspettarlo da Linate e i costi sono esorbitanti. Bisogna liberalizzare le licenze e calmierare le tariffe. In Europa è tutto diverso”. Spreafico conferma nei suoi locali un calo nel consumo soprattutto di vino e soprattutto nella fascia d’età media. Per il momento la strategia è quella di attrezzare la cantina con le mezze bottiglie, un trend che esiste già da qualche anno. Chi rinunciava alla bottiglia per non avanzarne la metà, ha una soluzione che consente comunque il consumo.
I consumatori stanno cambiando e la legge c’entra poco: Diego Mazzucchelli
L’entrata in vigore del nuovo CdS con le disposizioni sull’alcol è stata anche l’occasione per mettere meglio a fuoco le abitudini dei consumatori, un’analisi indispensabile per chi gestisce ristoranti e bar. Interessante è il punto di vista di Diego Mazzucchelli di Confcommercio. “In realtà il trend nel consumo di alcolici, anche tra i giovani, è in leggera flessione da qualche anno. Lo abbiamo riscontrato molto nell’unico dei nostri locali con la vocazione sulla fascia oraria notturna, il Turnè di via Bergamo a Monza. Da qualche anno sta cambiando anima e si sta spostando più sulla ristorazione”. Le ragioni della tendenza non sono così facili da stabilire, Mazzucchelli ha la sua idea: “dagli anni del Covid sono convinto che stia emergendo una certa attenzione al salutismo e, su questa base, a un consumo più attento e moderato sia nel food che negli alcolici”. Anche per questo, ma non solo, il gruppo amministrato da Mazzucchelli sta lavorando a un filone innovativo: le bevande fermentate: “pur essendo alcol free – dice – hanno un effetto particolare al gusto. Non le abbiamo ancora introdotte ma ci stiamo lavorando nel laboratorio di Vedano nel quale abbiamo iniziato, anche per la nostra attenzione al veganesimo, con le verdure fermentate”.
Dal viaggio di MBNews tra i locali (e i banconi) brianzoli emergono i segnali di un lento cambiamento nelle abitudini dei consumatori che prescinde dalla nuova normativa del Cds e dal circo mediatico sospinto dalla politica: prodotti analcolici, bevande fermentate, proposte alcoliche ricercate, aumento delle mezze bottiglie di vino non sono novità dell’ultima ora ma degli ultimi due-tre anni. Chiosa Mazzucchelli: “non è un periodo facile per chi fonda il suo business sul beverage, ma anche in questo settore bisogna essere camaleontici, intercettare i cambiamenti nella clientela e trovare strategie nuove per non fare abbassare lo scontrino”.