“Fermare Pedemontana è ancora possibile”, il comitato non demorde

Tante persone hanno partecipato all’assemblea pubblica organizzata dal Comitato per la difesa del territorio a Santa Margherita di Lissone, dove le ruspe di Pedemontana sono già entrate in azione.
“Fermare Pedemontana è difficilissimo ma noi non ci arrendiamo, continuiamo a lottare”. Chiaro e diretto il messaggio di Luigi De Vincentis in apertura dell’assemblea pubblica promossa dal “Comitato per la difesa del territorio” a Santa Margherita di Lissone mercoledì sera. La sala civica ha contenuto a fatica le tante persone che hanno partecipato all’incontro dal titolo “La Cattiva Strada”, organizzato per fare il punto della situazione su Pedemontana, ora che il territorio brianzolo, lungo il tragitto della futura autostrada, è stato recintato e in molte città sono ben visibili camion e ruspe al lavoro. “Sarà sempre peggio – ha sottolineato De Vincentis, tra i referenti del comitato – Vivremo anni di inferno, sia durante i lavori sia una volta finita l’autostrada. Noi siamo convinti che Pedemontana diventerà come la Brebemi: un’autostrada semivuota. Tutto il traffico si riverserà sulle nostre strade. Il nostro territorio sarà massacrato”.

“Pedemontana può ancora essere fermata?”
La domanda che ha fatto da filo conduttore alla serata e agli interventi è stata: “Arrivati a questo punto, Pedemontana può essere fermata?”. “Abbiamo sempre detto che è molto difficile fermare Pedemontana, adesso è difficilissimo ma ci sono ancora dei ‘ma’ e su questi ci attacchiamo” ha sottolineato De Vincentis. “Non sappiamo che tipo di lavori stanno facendo ora e non lo sa nemmeno il comune di Lissone. Sono in corso degli scavi, ma non si tratta dei lavori veri e propri che, secondo Pedemontana, inizieranno tra un anno. Tutto è stato deciso sulla carta, ma è ancora tutto da fare”.
“Far emergere le contraddizioni di Pedemontana”
Ci sono alcuni aspetti, hanno sottolineato gli attivisti, che evidenziano difficoltà di Pedemontana e su cui i comitati possono insistere: la diffidadei comuni del vimercatese contro la tratta D breve, le firme raccolte contro il pagamento della Milano Meda, la bonifica della diossina a Seveso, il finanziamento che Bei non ha ancora comunicato di aver elargito. “Noi faremo tutto il possibile per lottare e fare emergere le contraddizioni di Pedemontana – ha detto De Vincentis – A Lissone abbiamo avviato anche raccolta firme contro il consumo di suolo nel nostro comune. Siamo arrivati a 1300 firme”. Gli attivisti lissonesi hanno riconosciuto il lavoro di squadra fatto nella zona del vimercatese, con i sindaci e i cittadini dalla stessa parte. “Che bello sarebbe se anche qui a Lissone e nei comuni limitrofi ci fosse stato lo stessi impegno comune, con sindaci e cittadini schierati insieme per difendere il territorio”.

La bonifica della diossina, la raccolta firme contro il pedaggio della Milano-Meda
Il consigliere provinciale Francesco Facciuto (La Rondine) è intervenuto fornendo alcune informazioni sulla situazione: “Pedemontana può ancora essere fermata – ha esordito Facciuto – Negli anni la società ha dovuto rivedere al ribassole stime di traffico e intanto i costi sono aumentati. Pedemontana è già in perdita. Nel vimercatese i comuni hanno fatto squadra. Ci si può mettere insieme e ottenere qualcosa. Ritengo importante fare squadra, come nel Vimercatese. Sconcerta che l’amministrazione di Lissone abbia deciso di non aderire al protocollo che vede tutti gli altri comuni della tratta C supportati dal PIM, per fare fronte comune. L’unica altra eccezione è Desio, che però al momento non ha un governo politico ma in commissariamento”.
Il giornalista Massimo Chisari ha ricordato la raccolta firme contro il pedaggio della Milano Meda: ne sono state raccolte già 4500 e il prossimo 4 marzo saranno consegnate al Pirellone, con un presidio sotto il palazzo. Davide Biggi ha fornito informazioni sulla bonifica della diossina a Seveso. “Il rischio zero, come vogliono farci credere, non esiste”.

“Non tireremo sassi ma continueremo ad alzare la voce”
Il consigliere comunale lissonese Luca De Vincentis (vivi Lissone) ha ribadito la necessità di fare squadra: “Ci dicono che siamo idioti perché insistiamo nella nostra battaglia. La nostra non è idiozia ma senso di responsabilità”. E riguardo alla lettera inviata dal direttore generale di Pedemontana Sabato Fusco ai sindaci per chiedere di “riportare il dissenso all’interno delle regole democratiche e di non innalzare troppo i toni del dissenso” De Vincentis ha sottolineato: “Non siamo delinquenti. L’intervento del direttore generale di Pedemontana fa capire che il dissenso dà fastidio. Hanno paura non che rompiamo un vetro ma che troviamo un cavillo per mettere i bastoni tra le ruote al progetto. Il mostro negativo di Pedemontana ha creato però un mostro positivo: un gruppo di persone che si sono unite per combattere una battaglia comune”.“Non tireremo sassi. Non romperemo nulla. Non fa parte del nostro modo di fare. La nostra voce però sarà altissima in tutte le situazioni in cui avremo la possibilità di lottare” ha aggiunto Luigi de Vincentis.