Il faccia a faccia tra Lesmo e Pedemontana

27 febbraio 2025 | 17:08
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Il faccia a faccia tra Lesmo e Pedemontana
Cittadini in attesa dell'assemblea.

Assemblea pubblica fiume ieri sera a Lesmo sui sui futuri cantieri. Sul tavolo la viabilità, i mezzi di cantiere, i pedaggi e la sospensione del Besanino.

Lesmo e Pedemontana faccia a faccia nella partecipatissima serata di ieri, 26 febbraio, in aula consiliare, con la sindaca Sara Dossola a gestire il dibattito, i cittadini fuori dalla porta già mezzora prima e carabinieri e polizia locale pronti per ogni evenienza. L’assemblea è stata organizzata dal Comune (Tratta C) con Apl i cui vertici si sono prestati a illustrare a grandi linee il programma dei cantieri che prenderanno il via, nella fase più operativa, a settembre 2025. Tempi più lunghi dunque rispetto a quello che succede ad Arcore dove è partito il taglio dei boschi. Sabatino Fusco, direttore generale, ha inquadrato la situazione e risposto alle domande agguerrite del pubblico e l’ingegnere Andrea Monguzzi ha fornito le informazioni più tecniche. Il cantiere previsto in prossimità della rotonda della Yamaha, come richiesto da Lesmo, verrà annullato e realizzato invece nell’area di via Marconi accanto al nuovo Iperal. Qui Monguzzi, rispondendo a una cittadina di Lesmo, ha riconosciuto che il trasferimento non è ancora agli atti ma che la volontà c’è e “il contraente generale ha già dato la sua disponibilità. Quindi una volta chiusi i tavoli istituzionali (ultimo incontro questa settimana, ndr) gli comunicheremo la variazione”.

I cantieri di Pedemontana a Lesmo

Conferme sono arrivate sul mantenimento del passaggio pedonale tra via Caduti per la Patria e via Galilei durante il necessario spostamento della rotonda della Yamaha, con la garanzia che la viabilità locale non verrà interrotta. Il trasferimento della rotonda della Yamaha che deve essere traslata avverrà tra il gennaio 2026 e il marzo 2027. La viabilità di progetto, quella della Pedemontana, partirà ad aprile 2027. Conferme anche sul prolungamento della Galleria 1, come ha chiesto il Comune (già in esecutivo) e sulle barriere fonoassorbenti in prossimità delle case, con l’invito però dell’ingegnere a valutare bene, “perché per esperienza, quando i residenti si trovano davanti le barriere fonoassorbenti, alte e opache, in diversi casi ci chiedono di tornare a quelle trasparenti che sono solo lievemente meno efficaci per il rumore ma hanno il vantaggio di garantire la visuale e non togliere la luce”.

Cento camion al giorno a Lesmo durante i cantieri di Pedemontana, “numero piccolo”

Attenzione massima sulla movimentazione dei mezzi. Le fasi di cantiere, hanno spiegato i vertici di Pedemontana, implicheranno la circolazione di circa 100 veicoli al giorno, concentrati in 10 all’ora, un numero definito “piccolo” da Monguzzi su una viabilità che oggi, nelle ore di punta, conta 2mila veicoli. In uscita dai cantieri ci saranno solo i mezzi del trasposto delle terre in eccesso alle discariche, per il resto si useranno mezzi specifici che, non targati, non usano la viabilità pubblica ma le piste di cantiere. Gli scavi coinvolgeranno “moltissima terra” ha detto l’esperto, spiegando che una parte verrà riutilizzata per esigenze di cantiere come per la realizzazione dei calcestruzzi, la restante verrà smaltita. Preoccupazione su questo fronte da parte di una residente che ha chiesto: “e se succede come per la Tremezzina, con continui ritrovamenti di arsenico e altri materiali che hanno di fatto paralizzato i lavori? Per noi i cantieri saranno già un disagio, ma se si bloccano è ancora peggio”. Monguzzi, spiegando che per il tipo di territorio il rischio è basso, ha anche aggiunto: “In 40 chilometri di autostrada già realizzati, sono stati trovati rifiuti in pochissimi casi e non ci siamo mai fermati: variante, modifica contrattuale e rimozione”.

I pedaggi non sono in discussione, neanche sulla Milano-Meda

Nota dolente: il pedaggio. “A cosa serve questa autostrada? – ha provocatoriamente chiesto dal pubblico un cittadino- non la prenderà nessuno anche per quello che costerà”. “Gli studi di traffico ci hanno fatto fare previsioni di 60mila veicoli al giorno quando Pedemontana sarà tutta aperta. Le banche ci hanno concesso 1 miliardo700milioni euro sulla base degli studi. O siamo tutti incompetenti o vuol dire che abbiamo ragione”, ha risposto Fusco. Sulla richiesta di esenzioni, in particolare sulla Milano-Meda, oggi gratis ma destinata a diventare a pagamento con la sovrapposizione del tracciato della B2, pietra tombale su qualsiasi speranza. Ha detto Monguzzi: “l’unico modo che Pedemontana ha per restituire il finanziamento è l’incasso dei pedaggi. Qualunque ragionamento può essere fatto ma entro la scadenza della convenzione, ovvero il 2060, si deve restituire il finanziamento. Attualmente abbiamo comunque scontistiche per tutti gli utenti che percorrono l’autostrada del 20%”.

La cementificazione e l’impermeabilizzazione del suolo: ci sono rischi?

Focus infine, tra le domande del pubblico, sugli allagamenti. Il taglio dei boschi, tasto dolente per il territorio, non comprometterà una situazione idrogeologica già storicamente fragile? E durante i cantieri, prima delle vasche volano previste da progetto, che succederà da questo punto di vista? L’ingegner Monguzzi ha confermato la fragilità del sistema idrogeologico, “infatti già dal preliminare siamo stati impegnati a eseguire sia il trattamento (desabbiare e deolizzare) delle terre scavate e la volanizzazione di tutte le acque che atterrano sulla piattaforma. Il taglio degli alberi, in sé, non compromette per nulla la capacità del terreno di assorbire acqua”.