Monza, parole shock del consigliere Longo: polemica sull’Arengario chiuso

Si accende la discussione in Consiglio comunale sulla chiusura dell’Arengario, storico simbolo cittadino e cuore della vita culturale monzese fino alla sua chiusura.
Monza – Si accende la discussione in Consiglio comunale sulla chiusura dell’Arengario, storico simbolo cittadino e cuore della vita culturale monzese fino alla sua chiusura. Il dibattito è stato innescato dall’intervento del consigliere azzurro, Massimiliano Longo, che ha espresso forte preoccupazione per lo stato di stallo in cui versa il monumento e ha criticato le scelte che hanno portato alla sua chiusura.

“L’Arengario era diventato un punto di riferimento per la cultura a Monza – ha dichiarato Longo – con mostre di grande successo e un forte richiamo di pubblico. Poi, per la visione miope di un ex consigliere, è stata portata avanti una battaglia per chiuderlo a causa delle barriere architettoniche. Ma l’80% dei monumenti italiani non è accessibile. Quando ero assessore non è che non ritenessi importante l’accessibilità, ma avevamo deciso di seguire una strategia diversa. Spesso, però, trovavamo un muro di gomma da parte di chi voleva preservare l’integrità storica del monumento. Ora temo che la scelta dell’architetto incaricato, che ha problemi giudiziari, possa ritardare ulteriormente la riapertura.”

Le parole di Longo hanno immediatamente suscitato la reazione da parte del Consiglio comunale. I consiglieri Francesco Cirillo e Martina Sassoli (Gruppo Misto) hanno infatti replicato con una nota ufficiale in cui prendono le distanze dalle affermazioni dell’ex assessore e difendono la decisione di chiudere temporaneamente l’Arengario per renderlo accessibile a tutti.
“Le dichiarazioni del consigliere Longo sono inaccettabili. In un contesto in cui la società civile si evolve sempre più verso un’inclusione totale, le sue parole sono fuori luogo. L’obiettivo della chiusura temporanea dell’Arengario è stato e resta quello di garantire che questo edificio storico sia fruibile anche dalle persone con disabilità. È una questione di equità e di rispetto dei diritti di tutti.”
Ma se da un lato difendono la scelta della chiusura per garantire l’accessibilità, dall’altro Cirillo e Sassoli non risparmiano critiche all’amministrazione attuale per la lentezza nella riapertura: “Sono passati quasi tre anni dall’insediamento del nuovo sindaco, ma tutto sembra fermo,a parte le dichiarazioni di facciata accanto a grandi archistar. L’inclusività nel 2025 non è più un’opzione, ma una necessità. È impensabile che ci siano ancora ostacoli all’accesso ai luoghi pubblici, ma al tempo stesso è fondamentale che la Giunta Pilotto restituisca alla città uno dei suoi simboli più importanti.”
