Monza, parole shock del consigliere Longo: polemica sull’Arengario chiuso

4 febbraio 2025 | 06:50
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Monza, parole shock del consigliere Longo: polemica sull’Arengario chiuso
Arengario

Si accende la discussione in Consiglio comunale sulla chiusura dell’Arengario, storico simbolo cittadino e cuore della vita culturale monzese fino alla sua chiusura.

Monza – Si accende la discussione in Consiglio comunale sulla chiusura dell’Arengario, storico simbolo cittadino e cuore della vita culturale monzese fino alla sua chiusura. Il dibattito è stato innescato dall’intervento del consigliere azzurro, Massimiliano Longo, che ha espresso forte preoccupazione per lo stato di stallo in cui versa il monumento e ha criticato le scelte che hanno portato alla sua chiusura.

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“L’Arengario era diventato un punto di riferimento per la cultura a Monza – ha dichiarato Longo – con mostre di grande successo e un forte richiamo di pubblico. Poi, per la visione miope di un ex consigliere, è stata portata avanti una battaglia per chiuderlo a causa delle barriere architettoniche. Ma l’80% dei monumenti italiani non è accessibile. Quando ero assessore non è che non ritenessi importante l’accessibilità, ma avevamo deciso di seguire una strategia diversa. Spesso, però, trovavamo un muro di gomma da parte di chi voleva preservare l’integrità storica del monumento. Ora temo che la scelta dell’architetto incaricato, che ha problemi giudiziari, possa ritardare ulteriormente la riapertura.”

Martina Sassoli

Le parole di Longo hanno immediatamente suscitato la reazione da parte del Consiglio comunale. I consiglieri Francesco Cirillo e Martina Sassoli (Gruppo Misto) hanno infatti replicato con una nota ufficiale in cui prendono le distanze dalle affermazioni dell’ex assessore e difendono la decisione di chiudere temporaneamente l’Arengario per renderlo accessibile a tutti.

“Le dichiarazioni del consigliere Longo sono inaccettabili. In un contesto in cui la società civile si evolve sempre più verso un’inclusione totale, le sue parole sono fuori luogo. L’obiettivo della chiusura temporanea dell’Arengario è stato e resta quello di garantire che questo edificio storico sia fruibile anche dalle persone con disabilità. È una questione di equità e di rispetto dei diritti di tutti.”

Ma se da un lato difendono la scelta della chiusura per garantire l’accessibilità, dall’altro Cirillo e Sassoli non risparmiano critiche all’amministrazione attuale per la lentezza nella riapertura: “Sono passati quasi tre anni dall’insediamento del nuovo sindaco, ma tutto sembra fermo,a parte le dichiarazioni di facciata accanto a grandi archistar. L’inclusività nel 2025 non è più un’opzione, ma una necessità. È impensabile che ci siano ancora ostacoli all’accesso ai luoghi pubblici, ma al tempo stesso è fondamentale che la Giunta Pilotto restituisca alla città uno dei suoi simboli più importanti.”

Marco Lamperti

Sulla questione è intervenuto anche l’assessore ai Lavori Pubblici Marco Lamperti per fare chiarezza sullo stato dell’intervento. “L’incarico per il restauro dell’Arengario – ha spiegato Lamperti – è stato affidato a uno studio professionale, non al singolo architetto. Dunque, non è legato esclusivamente alla figura dell’archistar Stefano Boeri, oggetto di indagini giudiziarie già in corso al momento dell’affidamento. Non c’è stato alcun cambiamento di programma, il lavoro procede come previsto.”

L’assessore ha poi sottolineato la delicatezza dell’intervento, data la rilevanza storica del monumento: “Abbiamo un tavolo di confronto aperto con la Soprintendenza per valutare i progetti già sviluppati. L’Arengario è un simbolo di Monza e qualsiasi intervento su un bene storico richiede massima attenzione. Stiamo inoltre dialogando con i Vigili del Fuoco per garantire il rispetto di tutte le normative sulla sicurezza.”

Riguardo alle tempistiche, Lamperti non si è sbilanciato su una data precisa, ma ha fissato un obiettivo chiaro: “È difficile definire i tempi nel dettaglio, ma il nostro auspicio è di poter restituire l’Arengario ai monzesi entro la fine del mandato.”

Nel frattempo, il dibattito politico non accenna a placarsi. Da un lato c’è chi accusa l’amministrazione di immobilismo, dall’altro si difende la necessità di un intervento che garantisca accessibilità e sicurezza. La città, intanto, attende risposte concrete e una riapertura che riporti l’Arengario al centro della vita culturale monzese.