Mozione anti-velo in Lombardia: Sassoli in aula con cappello e occhiali da sole contro il divieto

Così la consigliera regionale (Lombardia Migliore) è intervenuta ieri, martedì 18 febbraio, nel dibattito sulla mozione presentata dalla Lega per vietare l’utilizzo del velo islamico nei luoghi pubblici.
Il 18 febbraio 2025, il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato (in parte) la mozione anti-velo della Lega che vieta l’uso del burqa e del niqab negli edifici pubblici. Ma è stato l’intervento simbolico della consigliera Martina Sassoli (Lombardia Migliore) a catalizzare l’attenzione durante la seduta in aula. La sua protesta contro la proposta si è svolta in modo del tutto inusuale: coprendosi il volto con un cappello a falda larga, occhiali da sole e una mascherina, Sassoli ha messo in evidenza le contraddizioni della legge, attirando critiche e consensi.
Mozione anti-velo: il “travestimento” di Sassoli e la critica alle leggi senza buonsenso
Il gesto di Martina Sassoli ha suscitato non poche polemiche. Durante il suo intervento in aula, la consigliera ha spiegato che, pur essendo dal 2015 in vigore una legge regionale che vieta l’ingresso nei luoghi pubblici con il volto coperto, a lei non è mai stato chiesto di rimuovere cappello e occhiali da sole durante le sue frequenti visite al Pirellone in giornate di pioggia. “Quando indosso cappello, occhiali da sole e mascherina, non sono mai stata fermata”, ha sottolineato con fermezza.
Sassoli ha poi commentato sulla sua pagina Instagram: “Oggi in Regione si votava per l’ennesima legge anti-velo. Peccato che, nell’euforia dell’ideologia dura e pura, i soliti noti abbiano fatto confusione tra niqab, burqa, chador e velo, con la chiara intenzione di vietare questi ‘vezzi religiosi’ nelle scuole. Ma se burqa e niqab sono già vietati per motivi di sicurezza, con la dicitura generica ‘velo’ si sarebbe finito per vietare l’ingresso a scuola anche a bambini e bambine con foulard o copricapo per motivi di salute, ad esempio dopo chemioterapie.”
La consigliera ha poi ribadito il suo pensiero: “Le ideologie non illuminate dal buonsenso, la storia ci insegna, non hanno mai portato a risultati positivi per la civiltà.”
Guarda il video dell’intervento di Martina Sassoli
La mozione approvata, ma con riserva: bocciato il divieto nelle scuole
Nonostante l’intervento di Sassoli e le polemiche suscitate, la mozione è stata approvata, ma non nella sua versione iniziale. La proposta della Lega, che mirava a estendere il divieto del velo anche nelle scuole, ha subito una modifica importante. Dopo un emendamento proposto da Fratelli d’Italia, che ha cambiato la formulazione originale del testo, la parte che imponeva il divieto nelle scuole è stata bocciata. Il voto finale ha visto 31 consiglieri contrari, 30 favorevoli e un astenuto, con la maggioranza che contava su 38 voti, ma senza la partecipazione degli otto consiglieri di Forza Italia. La bocciatura del divieto nelle scuole ha segnato un punto di frizione all’interno della maggioranza, ma la legge che vieta l’uso di burqa e niqab negli edifici pubblici rimane in vigore dal 2015.
Mozione anti-velo approvata, “giornata importante” per il consigliere Alessandro Corbetta
“Oggi è una giornata importante per la nostra regione. La Lega in Lombardia, che dal 2015 con il presidente Maroni aveva già vietato l’utilizzo del burqa nei luoghi regionali, ha voluto che il Consiglio regionale assumesse una posizione netta contro l’oppressione che il burqa e il niqab rappresentano per le donne: si tratta di strumenti che limitano la libertà individuale e negano loro il diritto di vivere senza imposizioni culturali e religiose nella nostra società. Non possiamo tollerare che queste pratiche, che costituiscono una violazione dei diritti fondamentali delle donne, abbiano spazio in Italia e in Europa, dove abbiamo lottato duramente per l’emancipazione femminile”. Lo ha dichiarato oggi il capogruppo della Lega in Lombardia,AlessandroCorbetta.
“Questa mozione deriva dalla necessità di assicurare una legislazione che garantisca la sicurezza e, soprattutto, il rispetto per le libertà individuali. La vera integrazione – ha evidenziato Corbetta – non si basa sul rispetto forzato di imposizioni davvero patriarcali che limitano i diritti fondamentali, ma sulla libertà di ogni individuo di esprimere la propria identità. La libertà di scegliere come vestirsi, di vivere senza imposizioni retrograde e lontane dalla nostra cultura, è un diritto irrinunciabile e un pilastro della società occidentale”.
Ma questo è solo il primo passo di una battaglia più ampia. “La nostra società deve essere un luogo dove le donne e ogni individuo siano liberi di scegliere senza subire alcuna forma di costrizione dettata dalla cultura o dalla religione. È fondamentale che il Parlamento approvi rapidamente la proposta di legge della Lega per estendere il divieto a livello nazionale. La libertà delle donne non è negoziabile e nessuna di loro dovrebbe vedersi costretta a coprirsi il volto: non è solo una questione culturale, ma anche di sicurezza. Noi della Lega – ha concluso Corbetta – continueremo a lottare con determinazione per difendere i diritti delle donne e la sicurezza di tutti i cittadini”.