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Intitolazione Palazzetto di Lissone a Irene Camber? Tra memoria e sponsor è scontro politico

1 febbraio 2025 | 09:43
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Intitolazione Palazzetto di Lissone a Irene Camber? Tra memoria e sponsor è scontro politico

La mozione della minoranza per intitolare il palazzetto dello sport a Irene Camber ha scatenato un acceso dibattito nell’ultima assise cittadina.

I consiglieri della maggioranza fanno i democratici (che vorrebbero più condivisione), ma offendono la minoranza, che ritira la mozione. Fuoco e fiamme al Consiglio Comunale di Lissone. L’intitolazione del nuovo palazzetto dello sport, inaugurato tre anni fa, è diventato oggetto di un acceso dibattito.

Sui banchi della minoranza si erge la voce della consigliera Concettina Monguzzi, (Listone – ex sindaca), che ha presentato una mozione per l’intitolazione del nuovo palazzetto a Irene Camber, celebre schermitrice. La campionessa olimpica nacque a Trieste nel 1926, ma visse gran parte della sua vita a Lissone, dove morì lo scorso 23 febbraio. “Abbiamo pensato a lei perché ci sembra un simbolo fondamentale, una figura unica e straordinaria che ha attraversato tutto un secolo con la sua passione sportiva. – ha dichiarato la consigliera – Chiediamo al sindaco e alla giunta di riconoscere le imprese sportive di Irene e di considerare la nostra proposta, in quanto figura che incarna i valori che per noi sono esemplari dello sport e dello studio. Deve diventare un esempio formativo ed educativo a tutti i giovani che utilizzano la struttura”.

LA POSIZIONE DELLA MAGGIORANZA

Immediata è stata la risposta della maggioranza, inizialmente con l’assessore allo Sport Giovanni Camarda che dichiara: “Il palazzetto è una struttura a sé stante. Stiamo preparando il bando di gestione per affidare il palazzetto, queste strutture diventano attrattive perché gli sponsor vogliono dare il loro nome al palazzetto, non possiamo precluderci la via di un’ipotetica intitolazione ad un ipotetico sponsor. Vincolarci al nome sarebbe deleterio in questa fase, nessuno ci toglie di fissare una targa in memoria ad Irene o altri cittadini meritevoli.”

Il consigliere Massimiliano Paninforni (Lega) ha poi incalzato, accusando la minoranza di mostrarsi come i paladini della condivisione e dei cittadini ma che, quando devono fare le cose importanti tengono tutto nascosto. “Una scelta del genere deve essere parte collettiva. Deve rivolgersi a tutti i cittadini e non solo ai consiglieri. Per questo andrebbe fatta una raccolta di candidature con un processo di scelta condivisa. Voi che ci avete sempre detto, e predicato, che questo tipo di richieste debbano essere condivise. Siete scivolati su una mozione che di condiviso non ha proprio nulla. Voi che avete sempre predicato il coinvolgimento del cittadino, voi maestri delle raccolte firme, dove lo avete lasciato il cittadino in questo caso? Che fine ha fatto il vostro spirito di collettività?”.

LA MINORANZA RITIRA LA MOZIONE

Dopo il botta e risposta a nome di più consiglieri, ed una sospensione del Consiglio richiesta dal consigliere Elio Talarico (Pd), la minoranza ha deciso di ritirare la mozione in quanto indignati dall’incomprensione e dalle parole ascoltate “la nostra richiesta di intitolazione non è da confondere con le future strategie di marketing e di sponsorizzazioni” specifica il consigliere Talarico a cui si aggiunge Monguzzi: “Siamo indignati che molti di voi abbiamo posto l’aspetto commerciale, anziché la persona, in primo piano. Non vogliamo più discutere per rispetto alle persone e alla famiglia.” Ritirata la mozione, l’argomento è stato chiuso.

Palazzetto dello Sport di Lissoneimmagini interne del palazzetto dello sport