Arriva l’ora legale: ecco quando si dormirà un’ora in meno

A fine marzo arriva l’ora legale e bisognerà spostare in avanti le lancette degli orologi, tra chi ne sostiene i vantaggi e chi ne evidenzia i problemi.
Dormire un’ora in meno per avere più luce la sera, questo è il prezzo da pagare con l’arrivo dell’ora legale. Nella notte tra sabato 29 e domenica 30 marzo bisognerà spostare in avanti le lancette degli orologi: dalle 2:00 di notte si passa direttamente alle 3.00. Un cambiamento che puntualmente ogni anno riaccende il dibattito tra chi ne sostiene i vantaggi e chi ne evidenzia i problemi.
In Italia l’ora legale fu introdotta per la prima volta nel 1916, ma divenne stabile solo nel 1966 puntando al risparmioenergetico. Dal 2004 al 2024 secondo l’analisi di Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale, il minor consumo di energia elettrica per l’Italia è stato complessivamente di oltre 11,7 miliardi di kWh e ha comportato, in termini economici, un risparmio per i cittadini di circa 2,2 miliardi di euro.
Nel 2024, durante i sette mesi di ora legale, Terna riporta che il sistema elettrico italiano ha beneficiato di minori consumi di energia per 340 milioni di kWh, pari al valore di fabbisogno medio annuo di circa 130 mila famiglie. L’orario legale ha comportato un risparmio economico di oltre 75 milioni di euro ed ha evitatoemissioni di CO2 per circa 160 mila tonnellate.
Ora legale, si discute sull’abolizione
Il passaggio dall’ora solare a quella legale non è però accolto da tutti con entusiasmo. Perdere un’ora di sonno può alterare il ritmo circadiano e causare anche maggiore stanchezza e difficoltà di concentrazione, specialmente in soggetti come bambini e anziani o persone con disturbi del sonno.
Il 12 settembre 2018 il tema è arrivato in Commissione Europea con una proposta di direttiva per porre fine dei cambi semestrali dell’ora in tutti i paesi dell’Unione Europea. A riguardo però non è stata ancora presa alcuna decisione definitiva, anche se il Parlamento europeo nel 2021 ha votato a favore dell’abolizione dell’ora legale.
Tuttavia per adottare la legislazione necessaria a porre fine ai cambi stagionali dell’ora occorre l’accordo sia del Consiglio che del Parlamento europeo. L’attuale sistema di alternanza tra ora solare e legale rimane in vigore.