Ferrari Challenge a Monza, intervista a Coletta: “Qui abbiamo scritto pagine importanti della nostra storia”

Antonello Coletta, Global Head of Ferrari Endurance and Corse Clienti, dal successo del Ferrari Challenge Trofeo Pirelli Europe fino all’impegno nel WEC
“Si può sempre migliorare. Siamo a livelli altissimi, ma ci chiediamo sempre cosa possiamo fare meglio”. Una frase che riassume la mentalità di Antonello Coletta, Global Head of Ferrari Endurance and Corse Clienti, e lo spirito del Ferrari Challenge Trofeo Pirelli Europe che dopo quattro anni di assenza torna all’Autodromo di Monza, tappa inaugurale della 33esima edizione.
“Monza per noi significa molto: abbiamo scritto pagine importanti della nostra storia e abbiamo organizzato diverse edizioni delle finali mondiali. – dichiara Coletta – In effetti mancavamo da un po’ organizzando sette o otto gare all’anno e girando l’Europa per alternare i circuiti. Siamo molto contenti di essere tornati qui, tra l’altro dopo importanti lavori svolti all’impianto che hanno agevolato i servizi per i nostri clienti: noi valutiamo infatti che i servizi dei circuiti in cui andiamo siano all’altezza e Monza sotto questo punto di vista ha fatto un salto in avanti. Sono sicuro che sia solo l’inizio di tante altre attività che andremo a fare, come i programmi Sport Prototipi Clienti, F1 Clienti e XX Programme della scorsa settimana. È un percorso continuo che continuiamo a scrivere sul circuito di Monza”.

Il monomarca del Cavallino Rampante rappresenta per Ferrari sia un’attività sportiva di prestigio, una piattaforma per clienti-piloti che desiderano gareggiare su monoposto GT derivate da modelli stradali, sia un business strategico, una vetrina tecnologica-commerciale e strumento per fidelizzare la clientela.
Non si tratta però solo di marketing ed esclusività, un campionato per soli gentlemen drivers, ma anche una possibile trampolino di lancio nel motorsport. “Sotto questo punto di vista siamo stati sempre un po’ sottovalutati. – sottolinea Antonello Coletta – Nicklas Nielsen è la punta di diamante con la vittoria nel 2024 della 24 Ore di Le Mans. Nessuno però si ricorda di Alex Palou, tre volte campione della IndyCar Series, poi c’è Eliseo Donno, campione nel 2023 e quest’anno pilota ufficiale nel GT World Challenge Europe, e ancora Luca Ludwig, che ha vinto il campionato ADAC GT. Siamo stati poi i primi nel 2005 ad avere un equipaggio totalmente al femminile, Michelle Gatting è stata la prima campionessa del Ferrari Challenge nel 2021 e poi Doriane Pin vincitrice del Challenge nel 2022 e ora impegnata nella F1 Academy”.
Ferrari Challenge, un miglioramento continuo
Successo e avanguardia descrivono il Ferrari Challenge Trofeo Pirelli Europe: questo fine settimana la Monza ha accolto 70 iscritti in rappresentanza di 22 Paesi del mondo, e 30 concessionari, suddivisi in quattroclassi: Trofeo Pirelli, Trofeo Pirelli Am, Coppa Shell e Coppa Shell Am. Un traguardo che parte da lontano.
“È un percorso che è partito tanto tempo fa nel 1993 vivendo alti e bassi. Da cinque anni abbiamo riposizionato tutto il business del Ferrari Challenge puntando su alcune aree geografiche: due serie internazionali – Europe e North America – e tre regionali – UK dal 2019, Japan dal 2023 e Australasia dal 2025. – spiega Antonello Coletta – Offriamo così un’offerta completa ai nostri clienti, ma è ovvio che il prodotto faccia la sua parte: la 488 prima e la 296 ora sono due vetture eccezionali che hanno affermato ancora di più il monomarca. Credo anche che essere entrati ufficialmente nell’endurance con un prototipo abbia fidelizzato maggiormente il cliente sportivo che si immedesima ancor di più nell’attività sportiva di Ferrari. I numeri stanno infatti crescendo in maniera sensibile: parlando del Challenge Europe siamo passati da circa 40 macchine tre anni fa alle 70 circa di oggi“.

L’imperativo però è sempre lo stesso: non fermarsi mai. Il raggiungimento di un nuovo traguardo non è che un nuovoinizio.
“I miglioramenti devono essere frutto di attente riflessioni. Ci sembrava impossibile crescere quando avevamo 50 auto iscritte, poi siamo arrivati a 60 e ora 70. Non vogliamo essere arroganti, però ci sarà sempre qualcosa da migliorare in termini di servizi e rimanere al passo coi tempi per offrire un prodotto sportivo valido. Mi guardo un po’ intorno, non voglio essere arrogante, però penso che il nostro sia un prodotto di alto livello: dobbiamo comunque essere bravi ad affinarlo anno per anno ascoltando i consigli dei nostri clienti. Non possiamo commettere l’errore di affidarci solo al nome Ferrari: il nostro è sì un brand forte e di rilevanza mondiale, ma il mondo cambia rapidamente e dobbiamo essere bravi a supportarlo e farlo crescere”.
Quando pista e strada si incontrano e l’impegno nel WEC
‘Win on sunday, sell on monday’ dicono gli inglesi. Un concetto di marketing ben noto nell’industria automobilistica: incentivare le vendite di auto attraverso la promozione delle vittorie in gara. Una teoria applicata alla lettera da diversi costruttori e da Ferrari: l’esperienza accumulata in pista ha infatti ricadute tecnologiche anche sulle vetture stradali.
“Un esempio è il legame nello sviluppo della F80 con la 499P: diverse componenti e esperienze derivano dal mondo delle corse e la stessa cosa si può dire per la 296. C’è uno scambio di dati continuo e ad oggi ad esempio montiamo un V6 che dal Challenge fino all’Hypercar Endurance ha la stessa architettura. Siamo infatti tornati nell’Endurance con i prototipi perché volevamo stressare il concetto dell’esasperazionetecnologica“.

Obiettivo raggiunto visto il fortissimo legame della nuovasupercar del Cavallino Rampante con motopropulsore della 499P, vincitrice nel WEC delle edizioni 2023 e 2024 della 24 Ore di Le Mans. L’obiettivo per il 2025 però si fa più grande: dopo la tripletta nella prima gara stagionale questo deve essere l’anno della maturità.
“Abbiamo vinto due Le Mans, ma l’anno scorso abbiamo commesso tanti errori che durante l’inverno abbiamo analizzato per non ripeterli più. Al di là della tripletta del Qatar, quest’anno siamo cresciuti molto e abbiamo dimostrato una competitività importante. – commenta Antonello Coletta – La sera comunque eravamo lì a correggere gli errori perché vince chi sbaglia meno, ma qualche errore lo commettono tutti. Ci aspettiamo di essere in lotta del campionato del mondo fino alla fine e possibilmente di portarlo a casa, mentre sapremo che a Le Mans nessuno ci farà la vita facile”.
Prossima gara il 20 aprile la 6h di Imola, tappa di casa che l’anno scorso ha riservato dolori per i ferraristi: nonostante un ritmo competitivo sull’asciutto, la decisione di ritardare il cambio gomme e non diversificare la strategia all’arrivo della pioggia ha spento le speranze di vittoria. Un errore da cui Coletta ha tratto insegnamento.
“La cosa più importante è massimizzare il risultato gara per gara perché si tratta di un campionato corto. Certo, la visione a lungo termine del campionato e Le Mans sono due punti cardine della stagione, ma dobbiamo vivere gara per gara perché come abbiamo visto l’anno scorso lasciare punti per strada si paga caro. Dunque è fondamentale in base alla competitività che abbiamo volta per volta essere saggi e cercare di fare il massimo delle nostre capacità, non bisogna commettere l’errore di strafare per recuperare. Ovviamente a casa nostra e davanti al nostro pubblico ci piacerebbe portare a casa la vittoria”.
Improbabile al momento un ritorno del Wec a Monza, circuito che ha ospitato la categoria nel 2023 prima dei lavori di rinnovamento, ma immaginando di poter scegliere tra Imola e il Tempio della VelocitàColetta non si sbilancia. “Sono due circuiti differenti, ma entrambi hanno una tradizione importantissima. Noi vogliamo bene a Imola, che porta il nome del nostro fondatore, ma ne vogliamo anche a Monza. È chiaro che è fondamentale avere una tappa in Italia, cosa che non tutte le nazioni europee e costruttori hanno. Si potrebbe pensare a un alternanza in futuro, di pubblico ce ne fu molto anche a Monza nonostante il caldo”.