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Monza, al Teatro Manzoni Benedetta Tobagi esalta le donne della Resistenza

29 marzo 2025 | 12:18
Monza, al Teatro Manzoni Benedetta Tobagi esalta le donne della Resistenza

La scrittrice ha portato sul palco la storia delle tante, quasi sempre sconosciute, che hanno scelto di unire impegno politico, dimensione personale ed emancipazione.

Monza. Hanno contribuito a curare e salvare i soldati che scappavano dal nazifascismo dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Hanno diffuso informazioni importanti per la lotta partigiana e fatto le staffette. Hanno perfino imbracciato le armi per ottenere la libertà e, soprattutto, rischiato la vita. Eppure quel che hanno fatto migliaia di donne tra il 1943 e il 1945 per la democrazia, quando in Italia era in corso una vera guerra civile, è ancora oggi sottovalutato o addirittura dimenticato.

Anche per questo, a meno di un mese dalla celebrazione degli 80 anni da quel 25 aprile 1945, data in cui il nostro Paese ottenne la Liberazione, assume un valore importante il fatto che Benedetta Tobagi abbia portato al Teatro Manzoni di Monza lo spettacolo tratto dal suo libro omonimo “La Resistenza delle donne”. Un’opera di verità storica, premiata al Campiello, per provare a dare il giusto risalto a tutte quelle donne, dai nomi sconosciuti ai più, che sono state protagoniste di un forte impegno civile popolare con responsabilità e straordinario senso del dovere.

Teatro Manzoni Tobagi

LA STORIA

Sul palco del Teatro Manzoni, di fronte ad un pubblico attento ed incuriosito, la scrittrice Benedetta Tobagi, figlia di Walter, giornalista ucciso nel 1980 a Milano dalle Brigate Rosse, in poco più di un’ora ha portato alla luce frammenti di storia, che da personale diventa inevitabilmente collettiva, di alcune di quelle almeno 100mila donne italiane attivamente impegnate nella Resistenza.

Attraverso le loro testimonianze, lette e interpretate da Susanna Gozzetti, spesso supportate dalle loro immagini fotografiche, individuate in collaborazione con l’Istituto per la Storia della Resistenza di Torino, il reading teatrale ha fatto rivivere a decenni di distanza gioie e dolori, emozioni e vergogna, fatica e entusiasmo. Come quello della 20enne torinese Chiara, che racconta di quanto tra il settembre 1943 e la fine della Seconda guerra mondiale, la mamma, anche con un pizzico di sana malizia, aiutava in tutti i modi i militari in fuga dal nazifascismo.

IL SIGNIFICATO

Un esempio tra quelli che Benedetta Tobagi ha portato sul palco del Teatro Manzoni, dove il racconto è stato accompagnato anche da Giulia Bertasi alla fisarmonica, testimonianza di una sorta di “maternage di massa”, cioè della capacità materna di molte donne di prendersi cura non più soltanto dei figli e del marito, ma dell’intera Italia.

Teatro Manzoni Tobagi

Una scelta consapevole, a rischio della propria vita, del confinamento nei lager e di violenze fisiche e mentali indicibili, che ha intrecciato impegno politico e dimensione intima. E, con trenta anni di anticipo sui movimenti femministi degli anni Settanta, ha cominciato a mettere per la prima volta in primo piano il ruolo delle donne nella società e la loro emancipazione da schemi mentali paternalistici.

Perché quelle partigiane della Resistenza, idealmente figlie delle mondine organizzate nella Lega dei lavoratori alla fine dell’Ottocento, si sono ribellate ai pregiudizi che le volevano solo “angeli del focolare”, non adatte all’azione e condannate al silenzio. E per farlo hanno accettato di subire anche le malelingue, per non dire l’ostilità, di chi immaginava chissà quale peccaminosa promiscuità vedendo quelle donne circondate da tanti uomini combattenti.

IL CONTRIBUTO

In Italia, tra il 1943 e il 1945, ci sono state migliaia di donne che non si sono “limitate” a fare la staffetta, ma hanno aiutato concretamente e in svariate modi la democrazia a vincere sulla violenza e la dittatura. Hanno fatto “guerra alla guerra”, subendo anche le tante conseguenze negative, la tortura, lo stupro, la morte, per giunta, a differenza degli uomini, senza l’obbligo della coscrizione.

Teatro Manzoni Tobagi

Vere volontarie della Resistenza, insomma, che, in centinaia di casi, sono arrivate ad avere addirittura posizioni di comando militare, trovandosi alla guida di tanti partigiani uomini. Come ha voluto raccontare Benedetta Tobagi nel suo spettacolo, che è andato in scena con la regia di Lorenzo Pavolini e al Teatro Manzoni ha visto la collaborazione dell’associazione Zefiro e Anpi Monza.

L’EREDITA’

Donne che poi, finita la Seconda Guerra Mondiale, pur in un’Italia che in fretta tornò ad un’impostazione patriarcale della società, riuscirono a conquistare pian piano il loro spazio nelle scelte collettive. Non solo con il diritto di voto, ma ad esempio diventando, come nel caso di Teresa Mattei, la più giovane eletta all’Assemblea Costituente. Oppure con Tina Anselmi la prima donna Ministro della Repubblica italiana. O ancora con Carla Capponi, esponente di primo piano del Partito Comunista e con Ada Gobetti, in prima fila nella lotta per i diritti civili e l’emancipazione delle donne.

Teatro Manzoni Tobagi

Tutte donne che nella loro storia personale sono state anche partigiane e donne della Resistenza. Capaci, al pari delle tantissime sconosciute, come la Maria crudelmente stuprata con la quale Benedetta Tobagi ha chiuso il suo reading, di mettersi in gioco, anche con un pizzico di spavalderia, per qualcosa di più grande di loro. E per questo, oggi e in futuro, meritano la nostra gratitudine.