Monza, “Bosco verticale” di via Foscolo: i Comitati cittadini sul piede di guerra!

14 marzo 2025 | 08:29
Monza, “Bosco verticale” di via Foscolo: i Comitati cittadini sul piede di guerra!
Un momento dell'incontro organizzato dal Comitato SaicosavorremmoinComune

In un dibattito pubblico gli attivisti hanno sottolineato gli aspetti che, secondo loro, rendono l’intervento progettato dall’architetto Stefano Boeri negativo per la qualità urbana. E si rivolgono al Comune perché lo modifichi.

Monza. Se fossimo a scuola, la bocciatura sarebbe senza appello e non potrebbe essere evitata nemmeno con gli esami di riparazione. Perché per il Coordinamento di associazioni e Comitati cittadini di Monza il progetto del PII (Programma Integrato di Intervento) in viale Foscolo – Pascoli – Pellico, meglio conosciuto come “il Bosco verticale di Monza“, ha lacune incolmabili in troppe materie. Dall’urbanistica alla viabilità, dagli impatti sociali e ambientali ad aspetti di illegittimità.

Per questo sul PII Foscolo, la cui variante è stata adottata a gennaio 2025 in Consiglio Comunale dove tornerà per l’approvazione definitiva dopo il periodo dedicato alle osservazioni, i Comitati sono pronti a far sentire ancora la propria voce per dare “uno sviluppo diverso ai circa 15mila metri quadrati dell’area dismessa ex Monzacar” dove dovrebbe sorgere una sorta di edificio continuo a corte con altezze fino a 42 metri (11 piani).

È quanto ha ribadito il Comitato di Regina Pacis-San Donato SaicosavorremmoinComune nel corso di un partecipato incontro pubblico organizzato presso la sala dell’Oratorio di via Foscolo 2. Una serata in cui non sono mancati spunti e riflessioni, ma anche qualche perplessità da parte dei residenti di questo popoloso quartiere di Monza.

bosco verticale monza rendering

I DETTAGLI

Al centro del dibattito alcuni numeri che, secondo il Coordinamento di associazioni e Comitati cittadini di Monza, rendono il “Bosco verticale” dell’architetto Stefano Boeri nella città di Teodolinda “un progetto – affermano – che stona con il contesto in cui si inserisce e favorisce la realizzazione di case a discapito della qualità urbana“.

A partire dal 95% della superficie edificabile, una percentuale che “non permette al PII Foscolo di rispettare il necessario mix funzionale” sostengono i Comitati. Per continuare poi con i 370 abitanti che andrebbero ad insediarsi nella nuova struttura edilizia creando “un aggravamento delle condizioni di traffico e inquinamento atmosferico” continuano. Senza considerare “i 35mila metri cubi di cemento previste, le già citate altezze degli edifici e la riduzione intorno al 25% degli spazi ciclopedonali e di parcheggio pubblico” aggiungono i Comitati.

LE MOTIVAZIONI

“Di PII Foscolo si parla dal 2015 quando il Comune approvò un Piano attuativo che prevedeva quattro edifici con altezze intorno ai 20 metri, già piuttosto rilevanti – ricostruisce l’architetto Giorgio Majoli, portavoce del Coordinamento dei comitati e delle associazioni di Monza durante l’incontro organizzato dal Comitato di Regina Pacis-San Donato SaicosavorremmoinComune – poi nel 2019 con l’arrivo dello studio Boerci si comincia a parlare di tre edifici con altezze fino a 50 metri“.

PII Foscolo

“Nel 2023 l’altezza degli edifici principali si abbassa a 42 metri e viene rifiutata la nostra richiesta di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) – continuano – ora con la variante di quest’anno il progetto attuale è addirittura peggiorativo rispetto a quello del 2019 in quanto consente una minore quantità di spazi pubblici, che vengono monetizzati in larga misura”.

LE PROPOSTE

Da qui le osservazioni presentate dal Coordinamento di associazioni e Comitati cittadini di Monza che propongono “una modifica sostanziale del progetto del PII Foscolo con una pluralità di funzioni e non solo quella residenziale che soddisfa i ceti più facoltosi economicamente“.

Quindi, in sintesi, i cittadini chiedono “una riduzione della volumetria – affermano – una verifica super partes dell’impatto del traffico e dell’inquinamento generato dal Bosco verticale, anche in considerazione del fatto che a 100 metri dall’area dismessa ex Monzacar è stata edificata una palazzina di 5 piani, una maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale, con la creazione di più spazi verdi e soluzioni edilizie ecocompatibili”.

PII Foscolo

“Monza è da ripensare con una visione politica competente perché ha intrapreso da tempo la strada della cementificazione e l’interesse speculativo si è spostato sempre di più verso il privato – sostiene l’architetto Oriano Durante dell’Osservatorio “Città di Monza” – l’urbanistica deve creare sviluppo mettendo al di sopra l’interesse pubblico anche quando, come sostiene la Cassazione in alcune sentenze, è stata già firmata una Convenzione“.

LA QUESTIONE

Per il Coordinamento di associazioni e Comitati cittadini di Monza c’è un altro punto che rende il Programma Integrato di Intervento in viale Foscolo – Pascoli – Pellico non soltanto inopportuno, ma addirittura illegittimo. E non soltanto perché “in inverno il Bosco verticale di Monza creerà zone d’ombra su edifici già esistenti riducendo  significativamente la luminosità naturale e provocando una lesione di diritti altrui” spiega l’avvocato Mauro Mantica.

“La prevista premialità di 2mila metri quadri aggiuntivi che sarebbero spostati dall’area del Buon Pastore al PII Foscolo non hanno ragione d’essere – continua – il Piano attuativo del Buon Pastore non esiste, non c’è alcuna omogeneità e continuità territoriale tra le due aree. Quindi non si può prevedere premialità e questo trasferimento di diritti è contrario alla legge”.

PII Foscolo

LA REPLICA

“Ho notato dal panel la presenza di un consigliere d’opposizione. Credo sia fisiologico che in un’iniziativa dell’opposizione non si tessano le lodi dell’Amministrazione in carica e dei suoi progetti – afferma Marco Lamperti, assessore all’urbanistica del Comune di Monza – ad ogni modo le uniche osservazioni al PII Foscolo sono pervenute dagli organizzatori della serata di mercoledì 12 marzo. Il resto dei cittadini monzesi non ha promosso alcuna formale azione correttiva al PII. Ora controdedurremo in modo puntuale alle suddette osservazioni e andremo in approvazione definitiva in Consiglio comunale tra un paio di mesi al massimo”.

LE PROSPETTIVE

Il futuro prossimo del PII Foscolo, inserito in un quartiere di Monza dove la rigenerazione urbana può e deve giocare un ruolo importante visto, ad esempio, il progetto della nuova Scuola Bellani e la presenza di altre aree dismesse, sarà deciso, secondo il Coordinamento di associazioni e Comitati cittadini di Monza, dal Comune e in Comune.

“Il PII Foscolo può piacere o no dal punto di vista progettuale, ma il problema è che ai cittadini non viene raccontata la verità e cioè che l’interesse economico e l’importanza degli oneri di urbanizzazione per il bilancio comunale sono più importanti del bene pubblico” afferma il consigliere comunale Paolo Piffer, che in aula si è visto bocciare un Ordine del giorno per destinare gli oneri di urbanizzazione liberi del nuovo Bosco verticale (circa 1 milione e 300mila euro) per ristrutturare gli alloggi comunali in città.

“Il PII Foscolo ha profili di illegittimità – conclude Elisabetta Bardone, referente del Presidio ex Macello – siamo in contatto con un avvocato e vogliamo supportare tutte le persone che si ritengono danneggiate dall’attuale progetto. Non perdiamo le speranze di poter cambiare le cose anche perché il Comune rischia di perdere anche su questo fronte possibili cause future”.