La lotta ai tumori tra prevenzione e l’arte di Modigliani: un evento per sostenere la ricerca oncologica

26 marzo 2025 | 06:00
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La lotta ai tumori tra prevenzione e l’arte di Modigliani: un evento per sostenere la ricerca oncologica

L’evento organizzato dalla Fondazione Grazia Focacci, dove attraverso il ricordo della burla delle teste tagliate di Modigliani si parlerà di scienza e solidarietà.

A quarantuno anni dalla celebre burla delle false teste di Modigliani, un episodio che ha lasciato il segno nella storia dell’arte italiana, la Fondazione “Grazia Focacci trasforma un ricordo audace in una serata dedicata alla scienza e alla solidarietà. La Fondazione milanese presenta un evento unico, capace di intrecciare arte e scienza a beneficio della collettività. Il progetto, introdotto il 18 marzo nella suggestiva Sala Gonfalone di Palazzo Pirelli, culminerà martedì 1 aprile allo Sporting Club di Monza con l’iniziativa: “La beffa del secolo. Le teste di Modì tra scienza e Charity“.

La serata si propone di affrontare temi cruciali come la prevenzione, la ricerca oncologica e il supporto ai pazienti, partendo da un episodio emblematico nella storia dell’arte italiana: la celebre burla delle false teste di Modigliani, avvenuta nell’estate del 1984. Protagonista dell’evento sarà il Professor Pier Francesco Ferrucci, oncoimmunologo di fama internazionale e Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione. Con il suo racconto, il Professor Ferrucci porterà il pubblico tra aneddoti di gioventù e importanti traguardi della scienza, offrendo una riflessione profonda sul potere dell’ingegno e della solidarietà.

LE DICHIARAZIONI DELLA CONFERENZA

“L’evento del prossimo 1 aprile è, ancora una volta, la dimostrazione che il territorio è capace di fare sistema e creare sinergie – ha sottolineato il Presidente del Consiglio regionale Federico Romani – Questo progetto, infatti, è il risultato di una leale e aperta collaborazione tra la Fondazione Grazia Focacci, lo Sporting Club di Monza e Martina Sassoli, Consigliere regionale brianzola. Un gioco di squadra che in Lombardia è diventato un ‘metodo’. Nella nostra regione la cultura della prevenzione è forte e consolidata, attraverso programmi di screening e campagne di informazione. Così come la ricerca, da sempre un’eccellenza del sistema sanitario lombardo. Su questa strada dobbiamo avere la capacità di fare sistema, creare sinergie, mettere in rete energie, idee, competenze, risorse e nuove tecnologie, coinvolgendo anche partner privati.”

“L’arte, da sempre specchio della società, ci insegna che dietro ogni capolavoro si cela una storia fatta di autenticità, ma anche di inganno e mistero – ha evidenziato la Consigliera regionale Martina Sassoli, che ha promosso l’iniziativa – Attraverso questo evento vogliamo esplorare il fenomeno della falsificazione nell’arte e, al tempo stesso, trasformarlo in un’opportunità concreta di bene. Per questo, abbiamo scelto di legare la storia delle ‘false teste Modì a una causa di fondamentale importanza: la raccolta fondi per la ricerca oncologica. Così come nel mondo dell’arte è essenziale distinguere il vero dal falso, nella medicina la ricerca è l’unico strumento per distinguere tra speranza e incertezza, tra possibilità e impossibilità di cura. Questo evento nato non solo per scoprire una delle pagine più curiose della storia dell’arte, si pone l’obiettivo di contribuire a una causa che riguarda ciascuno di noi sul fronte della ricerca grazie a una delle teste più brillanti che l’Italia ci abbia regalato. E, con tutto il rispetto, non è quella di Modigliani, ma quella del professor Ferrucci”.

Consigliera Regionale Martina SassoliMartina Sassoli, Consigliera Regionale

LA BURLA DELLE FALSE TESTE Di MODIGLIANI: LA BEFFA DEL SECOLO

Durante l’estate del 1984, in occasione del centenario della nascita di Amedeo Modigliani, il Museo Progressivo di Arte Moderna di Livorno organizzò una mostra per celebrare la carriera di scultore dell’artista. Per arricchire l’esposizione, il Comune ed il Museo decisero di scavare nel Fosso Mediceo alla ricerca di sculture che si pensava Modigliani avesse gettato lì nel 1909.

Non trovando nulla, tre studenti di Livorno misero in atto una beffa memorabile: crearono false sculture attribuite a Modigliani, che furono scoperte e ritenute autentiche da critici d’arte di fama nazionale, tra cui Giulio Argan e Vittorio Sgarbi. La verità emerse a settembre, quando i tre studenti confessarono di essere gli autori delle opere in un’intervista al settimanale Panorama, svelando che erano state realizzate con un trapano elettrico Black&Decker. La vicenda divenne uno degli scherzi più celebri nella storia dell’arte italiana.

locandina La beffa del secolo. Le teste di Modì tra scienza e Charity