Monza, le cellule CARCIK sfidano la leucemia: remissione nell’83% dei pazienti

Un importante passo avanti nella lotta alla leucemia linfoblastica acuta di tipo B.
MONZA – Un importante passo avanti nella lotta alla leucemia linfoblastica acuta di tipo B. Uno studio clinico condotto dalla Fondazione Tettamanti e dall’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo ha dimostrato l’efficacia e la sicurezza delle cellule CARCIK, una terapia innovativa basata su linfociti T geneticamente modificati per colpire le cellule tumorali.
I risultati, pubblicati sulla rivista Blood Cancer Journal, hanno evidenziato un’elevata tollerabilità del trattamento e dati promettenti in termini di remissione della malattia e sopravvivenza dei pazienti. Su un campione di 36 pazienti affetti da leucemia linfoblastica acuta di tipo B con recidiva post-trapianto, l’83% ha ottenuto una remissione della malattia, mentre il 57% era ancora in vita dopo un anno dalla terapia.
La ricerca, supportata da Fondazione AIRC, Ministero della Salute, Agenzia Italiana del Farmaco e Regione Lombardia, rappresenta un’importante evoluzione nell’utilizzo delle cellule CARCIK (Chimeric Antigen Receptor Cytokine Induced Killer). Questa tecnologia permette ai linfociti T, prelevati da donatori sani e modificati geneticamente, di individuare e attaccare in modo mirato le cellule tumorali, aumentando così le chance di cura per i pazienti affetti da una forma particolarmente aggressiva e resistente di leucemia.
Lo studio conferma il potenziale delle terapie a base di cellule CAR, aprendo la strada a nuove prospettive per il trattamento delle malattie ematologiche più difficili da curare
Andrea Biondi, direttore scientifico della Fondazione Tettamanti,sottolinea: “
Alessandro Rambaldi, direttore del Dipartimento di oncologia ed ematologia dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo e professore Ordinario di Ematologia all’Università Statale di Milano: “Nel corso degli ultimi anni, i risultati terapeutici nella Leucemia Acuta Linfoblastica hanno registrato progressi formidabili, che fortunatamente non si sono limitati ai pazienti pediatrici, ma si sono documentati anche in quelli di età superiore a 18 anni. Tuttavia, una quota ancora significativa di pazienti ha necessità di un trapianto di cellule staminali allogeniche dopo il quale, si deve ancora registrare una recidiva di malattia nel 20-40% dei casi. Questi sono i pazienti per i quali gli studi con cellule CARCIK allogeniche sono stati disegnati e condotti nel corso di questi anni e va sottolineato che prima del trattamento con cellule CARCIK tutti i pazienti erano ricaduti dopo uno o due trapianti allogenici (nel 25%). La terapia con cellule CARCIK ha ottenuto una remissione completa ematologica di malattia nell’83% dei pazienti e tra questi la risposta era molecolare nell’89%. Con un periodo di osservazione mediano di 2,2 anni la percentuale di sopravvivenza a 1 anno è stata del 57%. Nei 17 pazienti che prima della terapia sperimentale avevano ricevuto un solo trapianto allogenico e avevano ridotto la quota di malattia leucemica midollare sotto al 5%, la mediana di sopravvivenza non è stata ancora raggiunta e a tre anni è pari al 58%”.
Con oltre 400 nuove diagnosi ogni anno, la leucemia linfoblastica acuta è il tumore più frequente in età pediatrica (fino a 14 anni) e può essere di tipo B o T a seconda della tipologia di linfociti (cellule del sangue impegnate nella risposta immunitaria) da cui ha origine.
La leucemia linfoblastica acuta di tipo B, al centro dello studio condotto da Fondazione Tettamanti e Ospedale Papa Giovanni XXIII, rappresenta il circa l’80% delle nuove diagnosi.
Oggi la Fondazione Tettamanti è una delle poche realtà in Europa in grado di mettere a punto una terapia a base di CARCIK. A differenza delle CAR-T commerciali, che si ricavano dal paziente, le CARCIK sono prodotte a partire dal sangue di un donatore sano, grazie a un processo dieci volte meno costoso, più semplice e meno invasivo che non richiede l’utilizzo di vettori virali (i virus inattivati, utilizzati nelle CAR-T per modificare il DNA dei linfociti e renderli cellule-farmaco contro il tumore).
La modifica genetica nelle CARCIK avviene, infatti, attraverso le sequenze di DNA dette “trasposoni”.
LO STUDIO PUBBLICATO SU BLOOD CANCER JOURNAL
I ricercatori della Fondazione Tettamanti e dell’Ospedale Papa Giovanni XIII di Bergamo hanno utilizzatole CARCIK per trattare 36 pazienti (32 adulti, 4 bambini) con leucemia linfoblastica acuta di tipo B con ricaduta di malattia dopo il trapianto di cellule staminali ematopoietiche da donatore. La tollerabilità del trattamento è stata molto elevata e non si è verificata la malattia del trapianto contro l’ospite (Graft versus Host Disease, GvHD), uno dei fattori di rischio dei trapianti di cellule ematopoietiche. Sono stati raccolti dati positivi in termini di efficacia, considerato il fatto che la forma di leucemia linfoblastica acuta di tipo B che ha colpito i pazienti del campione si è dimostrata resistente a tutte le terapie disponibili: una remissione di malattia si è registrata nell’83% dei casi, con una sopravvivenza generale del 57% a un anno dal trattamento (del 32% libera da malattia). E’ stato inoltre osservato che le cellule CARCIK si sono espanse rapidamente dopo l’infusione e sono rimaste rintracciabili nell’organismo per oltre 2 anni.
Tutti i 36 pazienti sottoposti a questa terapia sperimentale sono stati trattati all’interno di tre protocolli scientifici autorizzati dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA): 15 sono stati reclutati in uno studio di fase 1/2, 6 in un programma “compassionevole” e 15 in uno studio di fase 2, da febbraio 2019 a dicembre 2023. Il periodo medio di osservazione è stato superiore ai 2 anni.
La ricerca si inserisce nel lavoro che la Fondazione Tettamanti sta portando avanti, anche grazie alla collaborazione con l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, per la sperimentazione clinica delle CARCIK nella leucemia linfoblastica acuta di tipo B e per i linfomi non Hodgkin di tipo B. Sono in corso studisu sistemi cellulari in vitro e in modelli animali in vivo per lo sviluppo di terapie per la leucemia mieloide acuta.
LA FABBRICA ITALIANA DELLE CELLULE
Le cellule CARCIK sono prodotte nel laboratorio Verri, “un’officina farmaceutica” (detta “cell factory”) inaugurata nel 2003 e realizzata per iniziativa della Fondazione MBBM e dell’IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza (precedentemente Azienda Ospedaliera San Gerardo) con le risorse della Fondazione “Maria Letizia Verga”, della Fondazione Tettamanti e del Comitato “Stefano Verri”. Il laboratorio Verri-IRCCS San Gerardo, dove operano i ricercatori della Fondazione Tettamanti, è una delle poche cell factory europee in grado di produrre le CARCIK per la sperimentazione clinica sulla leucemia e la Fondazione Tettamanti è oggi titolare di due brevetti relativi allo sviluppo di queste cellule geneticamente modificate.
La Fondazione Tettamanti sta collaborando con il Centro di Terapia Cellulare “Gilberto Lanzani” dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo che si è affiancato a Monza nella produzione di cellule CARCIK per i pazienti adulti arruolati nello studio pubblicato su Blood Cancer Journal.
La piattaforma tecnologica e i metodi di produzione utilizzati nei due centri (non virale e con cellule da donatore) rappresentano oggi una prospettiva interessante anche per la sperimentazione in altre patologie oncoematologiche, come la leucemia acuta mieloide, e nei tumori solidi.
Lo studio pubblicato da Blood Cancer Journal è stato finanziato da Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Cancer Research UK, Fundación Científica de la Asociación Española Contra el Cáncer, Ministero della Salute, Agenzia Italiana del Farmaco e Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (FRRB) / Regione Lombardia. I ricercatori ringraziano per il supporto la Fondazione Maria Letizia Verga, l’Associazione Amici di Duccio, l’Associazione “Quelli che con Luca”, la Fondazione Benedetta è la vita ONLUS, l’Associazione Italiana Lotta alla Leucemia, Linfoma e Mieloma (AIL), sezione Paolo Belli di Bergamo e il Comitato Stefano Verri.