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Monza, imbrattata la targa di Sergio Ramelli: scontro in consiglio comunale

2 aprile 2025 | 11:42
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Monza, imbrattata la targa di Sergio Ramelli: scontro in consiglio comunale

Un gesto vile e ignobile. Ignoti hanno coperto con una colata di vernice la targa dei giardini di via Calatafimi dedicati a Sergio Ramelli, il giovane militante del Fronte della Gioventù assassinato a Milano nel 1975 da esponenti di Avanguardia Operaia.

Monza – Un gesto vile e ignobile ha colpito i giardini di via Calatafimi, dove ignoti hanno coperto con una colata di vernice la targa dedicata a Sergio Ramelli, il giovane militante del Fronte della Gioventù assassinato a Milano nel 1975 da esponenti di Avanguardia Operaia. L’atto vandalico, avvenuto a poche settimane dall’anniversario della sua morte, ha scatenato indignazione e polemiche in consiglio comunale. Ramelli morì il 29 aprile 1975, dopo 47 giorni di agonia, a seguito delle ferite riportate in un agguato brutale sotto casa sua per aver espresso, in un tema scolastico, un’opinione critica sulle Brigate Rosse.

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Consiglio comunale infuocato

A condannare fermamente l’episodio è stato il consigliere comunale Andrea Arbizzoni, di Fratelli d’Italia, che lunedì sera ha chiesto al sindaco Paolo Pilotto di intervenire per ripristinare la targa. “È un gesto vile e oltraggioso che si commenta da sé. In queste settimane nel giardinetto sono in corso alcuni lavori. Probabilmente chi ha imbrattato la targa di Sergio Ramelli lo ha fatto di notte, forse nel fine settimana”, ha dichiarato Arbizzoni.

Anche il consigliere Dario Allevi (Fratelli d’Italia) ha espresso il suo sdegno: “Ancora oggi questi rigurgiti di odio sono presenti. Vedo scritte sui muri, vedo aggressioni ai gazebo, vedo manifestazioni in cui si bruciano fantocci di Giorgia Meloni. E intanto, nel silenzio di troppi, viene oltraggiata la memoria di un ragazzo ucciso per le sue idee.”

A far esplodere la polemica è stata anche la scelta del Comune di concedere il patrocinio alla proiezione del documentario“Pagherete caro, pagherete tutto”, realizzato dal collettivo Cinema Militante Milanese. Un film che, secondo Allevi, “sarebbe espressione di quell’ambiente politico che ai tempi giustificò la morte di Ramelli”. Il consigliere ha attaccato duramente il sindaco: “Si deve solo vergognare per aver concesso il patrocinio a una proiezione piena di parolacce e che incita all’odio.”

Francesco Racioppi

La replica della maggioranza e il riferimento ad Alberto Brasili

A infiammare ulteriormente il dibattito è stato l’intervento del consigliere di LabMonza, Francesco Racioppi, che ha ricordato la vicenda di Alberto Brasili, un giovane ucciso nel 1976 da estremisti di destra dopo aver staccato un adesivo del MSI. “Forse non tutti si ricorderanno di Alberto Brasili. Fu raggiunto da cinque fendenti, uno dei quali risultò fatale. Da questa vicenda nacque lo slogan ‘Pagherete caro, pagherete tutto’.”

Le parole di Racioppi hanno scatenato il caos in aula. “È vergognoso giustificare una morte con un’altra morte!” ha tuonato Allevi, mentre tra le urla il consigliere di maggioranza ha ribadito che il suo intervento aveva solo lo scopo di contestualizzare il significato del motto e non di giustificare un omicidio per un altro.